Nigeria: sequestro in un’università, ucciso uno studente

Pubblicato il 11 giugno 2021 alle 17:31 in Africa Nigeria

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Un gruppo di uomini armati ha fatto irruzione in un ateneo nel Nord della Nigeria, sequestrando 10 persone e ferendo a morte uno studente. Gli aggressori hanno attaccato il campus principale del Politecnico di Nuhu Bamalli, a Zaria, nello stato regionale di Kaduna, nella serata di giovedì 10 giugno, sparando a raffica e rapendo 2 docenti e almeno 8 studenti. Lo ha riferito Samuel Aruwan, commissario per la sicurezza interna dello stato, specificando che 2 ragazzi sono stati colpiti, uno mortalmente, mentre l’altro è ricoverato in ospedale.

Aliyu Kofa, presidente della sezione scolastica dell’Unione del personale accademico dei politecnici (ASUP), ha affermato il bilancio delle persone sequestrate sarebbe leggermente diverso, ovvero di 2 docenti e di circa 10 studenti. L’uomo ha poi aggiunto che i banditi hanno rilasciato le famiglie del personale, inizialmente rapite anch’esse. Nè Kofa nè Aruwan hanno avuto contatti con i rapitori e, al momento, non sarebbe stata ancora presentata alcuna richiesta di riscatto.

Un ultimo episodio del genere risale a pochi giorni fa, quando, il 30 maggio, un gruppo di uomini armati ha rapito decine di studenti da una scuola islamica nella città nigeriana di Tegina, nel centro-Nord del Paese. Circa 200 bambini erano a scuola al momento dell’attacco, secondo quanto ha riferito l’amministrazione locale, aggiungendo che erano stati rapiti  “un numero non confermato” di studenti. L’assalto si è verificato intorno alle 15, ora locale, quando un gruppo di uomini armati in motocicletta ha aperto il fuoco indiscriminatamente e si è poi diretto verso i bambini nella scuola islamica Salihu Tanko. Le violenze hanno causato la morte di una persona e una seconda è rimasta gravemente ferita.

Secondo quanto riferisce Al-Jazeera English, da dicembre del 2020, oltre 700 studenti sono stati sequestrati nel Paese da gruppi armati, a scopo di estorsione. Il fenomeno del banditismo deriva da una serie di divisioni interne antiche nella regione che hanno alimentato la violenza armata, come per esempio la competizione per la terra e le risorse idriche tra le etnie Fulani e Hausa, unite ad altri fattori, tra cui la diffusione di armi leggere e di piccolo calibro. Inoltre, secondo quanto emerso da una ricerca dell’Institute for Security Studies (ISS), i gruppi di banditi starebbero formando delle alleanze con Boko Haram. Quest’ultima è un’organizzazione nata nel 2002 in Nigeria come movimento religioso finalizzato a riformare la società in base ad un’interpretazione letterale della Sharia. Nel 2013, le forze di sicurezza regionali hanno represso Boko Haram, costringendo il gruppo armato a trasferirsi nelle zone rurali, dove ha perpetrato attacchi in tutto il Nord-Est, prendendo di mira sia le forze di sicurezza che i civili. 

In generale, tutta la regione del Sahel e dell’Africa occidentale è preda di una crisi di sicurezza causata dai continui attacchi di gruppi con legami con al Qaeda e lo Stato Islamico contro le forze armate, ma anche contro i civili, nonostante l’intervento delle missioni supportate dalla Francia e dalle Nazioni Unite. Una delle organizzazioni più temute dell’area è lo Stato Islamico dell’Africa Occidentale (in inglese ISWAP). Si tratta di un gruppo nato da una divisione interna a Boko Haram, che stava subendo gravi perdite a partire da gennaio 2015, a causa delle offensive di una coalizione delle forze militari della Nigeria, del Ciad, del Camerun e del Niger. Il 7 marzo 2015, Abubakar Shekau, leader di Boko Haram, ha promesso fedeltà allo Stato Islamico della Siria e del Levante, che ha accettato i nuovi adepti e ha annunciato l’espansione del califfato in Africa occidentale.

Tuttavia, nell’agosto 2016, la leadership dello Stato Islamico in Siria e Iraq ha riconosciuto e nominato Abu Musab al-Barnawi come leader de facto dell’ISWAP, cosa che Shekau ha rifiutato di accettare. A causa di lotte intestine, la neonata organizzazione si è divisa in due fazioni, la fazione di al-Barnawi (ISWAP) e la fazione di Shekau (Boko Haram). Si stima che lo Stato Islamico dell’Africa Occidentale contasse tra i 3.500 e i 5.000 combattenti, nel febbraio del 2020. Il 6 giugno, l’ISWAP ha annunciato che Shekau sarebbe morto a seguito dell’esplosione di un ordigno, il 18 maggio, mentre tentava di scappare da un assalto dei militanti dello Stato Islamico. 

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di Redazione

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