Russia: nuove basi militari nell’Artico, investimenti record

Pubblicato il 10 giugno 2021 alle 15:03 in Russia

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La Federazione Russa ha annunciato, giovedì 10 giugno, che investirà altri 4 miliardi di rubli nella costruzione della base aerea Nagurskoye nell’arcipelago di Franc Josef Land, nell’estremo Nord del Paese, nel Mare di Barents. Si tratta del progetto infrastrutturale più costoso avviato nella strategica regione dell’Artico. Grazie a lavori aggiuntivi, sarà possibile dispiegarvi permanentemente i velivoli Su-34 e i vettori missilistici Tu-94MS.

Secondo quanto rivelato da un report del quotidiano russo Izvestija, la società statale per i progetti militari VSK, ha ricevuto il via libera per l’utilizzo di 3,985 miliardi di rubli per la messa in opera dell’enorme progetto infrastrutturale che contribuirà ad incrementare significativamente la presenza della Federazione nella regione artica. La base aerea di Nagurskoye, presso l’isola Alexandra, sarà completata entro dicembre 2023 e sarà l’area militare più a Nord al mondo, poiché dista solo 900 km dal Polo Nord stesso. I lavori per la creazione del suddetto aeroporto militare sono iniziati nel 2015 e, secondo quanto riferito dal Ministero della difesa della Federazione Russa, sono già stati spesi circa 5 miliardi di rubli. Nel 2020, il ministro della Difesa di Mosca, Sergey Shoigu, aveva annunciato il completamento di una pista di atterraggio cementata per rendere la base aerea operativa tutto l’anno. Inoltre, il contratto per lo sviluppo dell’aeroporto di Nagurskoye è uno dei primi grandi progetti supervisionati dalla nuova organizzazione di VSK, istituita, nel 2017, con un decreto presidenziale del presidente russo, Vladimir Putin. In totale, nell’attuale programma statale di armamenti per il 2018-2027, si prevede di investire circa 1 trilione di rubli nella costruzione di infrastrutture militari.

Le stime hanno rivelato che, in totale, per la costruzione dell’aeroporto militare di Nagurskoye saranno necessari 9 miliardi di rubli. Nel mese di maggio, il capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica e della Difesa aerea della Flotta Settentrionale della Federazione Russa, il maggiore generale Igor Churkin, ha affermato che il miglioramento delle basi aeree nell’Artico ha lo scopo di incrementare la presenza di Mosca anche a livello aereo, presso la strategica rotta del mare del Nord. Churkin ha altresì aggiunto che, quando il progetto sarà completato, la nuova base aerea riceverà i bombardieri Tu-95MS.

La regione artica è diventata un’altra area di intensa concorrenza tra Stati per le numerose rotte marittime che si apriranno per via dei cambiamenti climatici. Un altro aspetto che rende l’area attraente è dato dalle riserve di risorse di idrocarburi e di metalli preziosi, ma soprattutto per la posizione strategica che occupa. In tale contesto, l’interazione tra gli attori internazionali nell’area si svolge sullo sfondo di un complicato intreccio geopolitico, che vede un rinnovato confronto tra Russia e USA.

La Russia ha piani ambiziosi per lo sviluppo strategico dell’Artico poiché ritiene che sia la “regione del futuro”, come hanno dimostrato i due documenti che sono stati approvati dal governo della Federazione dal 2020 ad oggi. Il primo, denominato “Principi Fondamentali della Politica dello Stato della Federazione Russa nell’Artico fino al 2035”, è stato sottoscritto il 6 marzo 2020, e definisce gli interessi, gli obiettivi e i meccanismi di implementazione fino al 2035. Nel secondo, approvato dal governo il 19 aprile, sono elencati gli obiettivi economici, sociali e infrastrutturali che il Paese si è prefissato di raggiungere nella regione. Oltre a ciò, è importante sottolineare che il Cremlino, dal 2010, ha investito oltre un miliardo di dollari per il potenziamento di 13 aeroporti, per costruire nuove infrastrutture e per la modernizzazione delle stazioni radar, come quelle sull’isola di Wrangel e sul promontorio di Capo Nord.

In tale quadro, è rilevante sottolineare che la Russia sta altresì incrementando la propria presenza militare nell’area per assicurarsi le nuove rotte commerciali che ridurrebbero la distanza tra Cina e Europa. Le recenti immagini satellitari dell’Artico hanno rivelato, il 5 aprile, un netto accumulo di basi militari e di installazioni lungo la costa. Sono numerosi gli aeroporti, le basi navali, i porti e le piste di atterraggio dell’era sovietica in corso di ammodernamento e ristrutturazione. Tra le località artiche, Mosca sta concentrando la sua presenza nella zona orientale, sull’Isola di Kotelnt, mentre a Ovest è stata registrata attività nei pressi di Nagurskoye. La presenza russa di attesta anche nel territorio di Provideniya e le Isole Wrangel, nel Nord-Est.

Dall’altra parte, gli Stati Uniti ritengono che il Cremlino, con la sua strategia di penetrazione nell’Artico, potrebbe mirare a stabilire il controllo su aree più lontane e inaccessibili ma che, presto, saranno libere dai ghiacciai. Inoltre, il Ministero della Difesa degli USA ha rivelato di temere che la Russia voglia imporre determinate regole di transito sull’importante rotta del Mare del Nord (NSR), attraverso una tassazione definita “illegittima”.

NSR rappresenta un corridoio marittimo tra Cina ed Europa in grado di ridurre il percorso del 40% rispetto alla navigazione attraverso il canale di Suez. Complice lo scioglimento dei ghiacciai, negli ultimi anni, la NSR ha registrato un forte aumento del traffico marittimo. Al fine di evitare che la Russia incrementi notevolmente la propria presenza nell’area, il Pentagono ha presentato, il 19 gennaio, il documento militare “Regaining Arctic Dominance” in cui è spiegata la strategia degli USA per stabilire il proprio “dominio assoluto” nell’Artico e per “spodestare la Russia e la Cina”.

Così come gli Stati Uniti temono che la Russia intenda militarizzare la regione artica ed imporre tasse e limitazioni di transito alle imbarcazioni straniere, anche Mosca non ha accolto con favore i recenti accordi che Washington ha sottoscritto con Oslo per la cooperazione militare nell’area. Nello specifico, la portavoce degli Esteri russa, Maria Zakharova, ha richiamato l’attenzione sulla firma dell’intesa sulla cooperazione militare tra Stati Uniti e Norvegia, avvenuta il 16 aprile. L’intesa permetterà agli USA di costruire le strutture di tre aeroporti norvegesi e una base navale, oltre a facilitare l’appoggio militare del Paese nordico in caso di crisi o di guerra. I timori di Zacharova sono stati condivisi anche dal ministro della Difesa del Paese, Sergey Shoigu, il quale ha contestato l’incremento della presenza militare degli USA nell’area. Tra le contromisure prese dalla Russia, centrali sono quelle legate al rafforzamento della capacità di difesa della Flotta del Nord per “proteggere gli interessi nazionali”.  

 

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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