Russia: le organizzazioni legate a Navalny dichiarate “estremiste”

Pubblicato il 10 giugno 2021 alle 18:16 in Russia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il Tribunale della città di Mosca ha dichiarato, mercoledì 9 giugno, che tutte le associazioni e organizzazioni legate all’oppositore russo, Alexey Navalny, sono ufficialmente considerate “estremiste”.

Nello specifico, la sentenza emessa dalle autorità russe impedisce, con effetto immediato, a tutte le persone associate alla Fondazione Anticorruzione (FBK) e alla rete di uffici regionali ad essa associati di istituire un ente politico nel territorio della Federazione. L’etichetta “estremisti” avrà gravi conseguenze su tutti coloro che, anche solo attraverso una donazione o la condivisione dei materiali dell’FBK sui social network, hanno intrattenuto legami con le suddette organizzazioni che fanno capo al dissidente. Secondo le disposizioni di legge, tali individui potranno essere perseguiti penalmente e rischiare di dover scontare la pena nelle carceri del Paese. Lo stesso 9 giugno, il portavoce dei Pubblici Ministeri che avevano precedentemente presentato la mozione al Tribunale, Alexei Zhafyarov, ha dichiarato che l’FBK e le altre società ad essa legate hanno “diffuso informazioni che incitavano all’odio delle forze governative e hanno altresì commesso azioni estremiste”. In aggiunta, a detta della procura, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa russa RIA Novosti, tali organizzazioni avrebbero tentato di “destabilizzare la situazione socio-politica” in Russia, con lo scopo di replicare le “rivoluzioni colorate” nel Paese. È importante ricordare che, a partire dal 2000, tali movimenti filo-europeisti hanno dato il via a proteste antigovernative in numerosi Stati post-sovietici, come l’Ucraina e la Georgia.

Nell’ultimo periodo, le autorità di Mosca hanno elaborato una serie di misure al fine di porre una stretta su gran parte delle organizzazioni antigovernative, nonché sui principali oppositori politici.  Il 26 maggio, la Camera Bassa della Federazione Russa ha approvato, in terza lettura, una legge che vieta ai soggetti etichettati come “estremisti” di votare alle elezioni del Paese per un periodo che va dai 3 ai 5 anni. Successivamente, il Consiglio della Federazione ha replicato la decisione della Camera Bassa, il 2 giugno. Con la firma di Putin, il 4 giugno, la legge è entrata ufficialmente in vigore in Russia. Tale normativa, a detta degli analisti internazionali, sarebbe stata avanzata al fine di reprimere le forze antigovernative che sostengono uno dei principali oppositori del presidente russo, Vladimir Putin.

La normativa che limita la partecipazione elettorale, a detta degli analisti internazionali, sarebbe stata avanzata al fine di reprimere le forze antigovernative che sostengono Navalny, uno dei principali oppositori di Putin. È altresì importante ricordare che il Ministero della Giustizia della Federazione Russa ha classificato l’FBK come “agente straniero”, etichetta utilizzata per schedare le persone e le organizzazioni non governative russe che ricevono fondi dall’estero. A regolamentare tale dicitura è la legge entrata in vigore il 21 novembre 2012, a causa della quale gli esponenti antigovernativi hanno subito una profonda riduzione delle donazioni, intimidazioni e procedimenti giudiziari.

Ad oggi, l’elenco delle “organizzazioni estremiste” della Russia è composto da più di 30 entità, tra cui il gruppo armato ISIS e al-Qaeda. Il Dipartimento di Stato degli USA, commentando la sentenza del Tribunale, ha affermato che associando l’FBK all’estremismo, la Russia ha “criminalizzato uno dei pochi movimenti indipendenti rimasti nel Paese”.  In tale quadro, è opportuno sottolineare che il concetto di “estremismo”, la cui definizione non è stata chiarita dal Cremlino, viene utilizzato dalle autorità russe come strumento per “reprimere ulteriormente” le forze di opposizione nel Paese. Mosca possiede un vero e proprio “libro nero” in cui ha incluso oltre 5.200 materiali considerati estremisti. Come si legge all’interno del sito web ufficiale, l’elenco dei materiali è stilato sulla base delle “decisioni del Tribunale” in conformità con la normativa approvata dal Ministero della Giustizia del Paese.

Infine, prendendo in analisi la legge che regolamenta l’estremismo in Russia, si nota fin da subito che non viene fornita una definizione precisa che aiuti a comprendere quali siano le caratteristiche che dovrebbe avere un ente, una persona o un materiale per poter essere definito estremista. Al contrario, si legge “distribuzione di materiale estremista, preparazione di atti estremisti e istigazione all’odio contro gruppi religiosi o etnici”.  Secondo quanto spiegato dagli analisti del centro di ricerca SOVA Center di Mosca, in Russia, l’anti-estremismo ha due accezioni: una politica e una legale. Dalla sua prima approvazione, avvenuta circa 19 anni fa, la legge sull’estremismo è stata costantemente visionata e ogni sua modifica ha “inasprito” le condizioni di valutazione del Tribunale russo per stabilire se un’entità fisica o giuridica potesse essere definita terrorista. A contribuire alla stretta sulle società anti-governative è stata la campagna di denuncia portata avanti da Navalny e dai suoi sostenitori, che hanno poi formato l’FBK. L’Organizzazione, nel mirino delle autorità russe, ha fatto luce su questioni riguardanti “la corruzione del governo”, prendendo “di mira” alcuni dei più stretti alleati del presidente russo.

A seguito di una serie di proteste antigovernative, supportate e organizzate da Navalny, la legge è stata estesa anche ad altre organizzazioni. Nello specifico, tra il 2011 e il 2012, i manifestanti sono scesi nelle piazze delle principali città russe a favore di una maggiore trasparenza governativa e legislativa, nonché della democratizzazione del Paese. Di risposta, il governo russo ha iniziato a prestare maggiore attenzione ai suddetti movimenti perché temeva che riuscissero a sovvertire gli equilibri di potere in Russia. Ciò ha portato le autorità di Mosca a emanare mandati di arresto per oltre 250 membri dell’associazione di Navalny perché accusati di avere tendenze estremiste. Nel 2019, uno studente universitario di Mosca, Yegor Zhukov, dopo aver pubblicato una serie di monologhi politici su YouTube, è stato condannato per incitamento all’estremismo. L’analista del SOVA ha altresì aggiunto che, probabilmente, quando nel 2002 i legislatori hanno approvato la legge anti-estremista, nessuno si aspettava che questa sarebbe stata usata anche contro gruppi politici di ideologia diversa a quella supportata dal governo. 

 

 

Leggi Sicurezza Internazionale, il quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.