Russia: al via le esercitazioni militari nell’Oceano Pacifico

Pubblicato il 10 giugno 2021 alle 12:03 in Russia

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Il Ministero della Difesa della Federazione Russa ha annunciato, giovedì 10 giugno, che la Flotta del Pacifico ha avviato “grandi esercitazioni militari” nell’area centrale dell’omonimo Oceano. Le manovre coinvolgeranno circa 20 navi da guerra, ma anche sottomarini e imbarcazioni di supporto. Non è stata esclusa la possibilità di svolgere anche operazioni congiunte con l’Air Force del Paese.

Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa russa RIA Novosti, ad essere dispiegati saranno l’incrociatore missilistico Varyag, la nave antisommergibile Admiral Panteleyev, dotata di missili guidati, il cacciatorpediniere Marshal Shaposhnikov, e altre tipologie di armamenti. Ad aggiungersi a questi, saranno circa 20 velivoli, tra aerei antisommergibili a lungo raggio Tu-142 MZ e caccia MiG-31BM. In precedenza, il 9 giugno, il ministro della Difesa della Federazione, Sergey Shoigu, aveva dichiarato che il Paese intendeva svolgere una serie di esercitazioni militari preparatorie prima delle West-2021, le manovre congiunte di Russia e Bielorussia, che si terranno dal 10 al 16 settembre. A tal proposito, l’ambasciatrice statunitense a Minsk, Julia Fisher, aveva dichiarato che Washington avrebbe “monitorato da vicino” le operazioni militari dei due Paesi vicini.

Le esercitazioni West-2021 sono state annunciate, il 18 gennaio, dal Ministero della Difesa della Bielorussia. Quest’ultimo ha definito tali manovre l’ “evento chiave del 2021” poiché saranno più ampie rispetto alle operazioni denominate “Fratellanza slava”, avvenute il 20 settembre 2020.

La testata statunitense The National Interest ha rivelato che, nell’ultimo periodo, una delle priorità della Federazione Russa è stata quella di ammodernare e rinnovare la Flotta del Pacifico per poter superare tutti i problemi tecnici e organizzativi che il Paese ha ereditato dalla corazzata navale dell’Unione Sovietica. Quest’ultima, ha rivelato l’analisi della testata degli USA, ha lasciato alla Russia la grande e potente Flotta del Pacifico che, nei primi anni ’90 era all’apice della sua potenza.

Tuttavia, nel 1991, con il crollo dell’Unione Sovietica e la successiva crisi economica, la flotta si è notevolmente indebolita e, per i primi 20 anni, il Paese non si è concentrato sul suo miglioramento, come conferma il fatto che è stata acquisita una sola nave missilistica. Tale tendenza, però, ha cambiato rotta nell’ultimo periodo, quando le autorità russe hanno iniziato ad impegnarsi concretamente per riportare la Flotta al suo antico splendore e potenza. Secondo il progetto di ammodernamento, l’armata navale di Mosca ha ricevuto, nel 2020, 15 nuove imbarcazioni. Si tratta della corvetta Gremyashchy del progetto 20385, del sottomarino diesel-elettrico Pertropavlovsk-Kamchatsky del progetto 636.3, del dragamine Yakov Balyaev del progetto 12700, nonché della nave contro sovversione classe Raptor del progetto 03160, e, infine, del rimorchiatore Andrey Stepanov e due barche di salvataggio del progetto 23040. È importante sottolineare che le imbarcazioni sopracitate rientrano all’interno della categoria di “navi da superficie”. Oltre a queste, gli sforzi del Dipartimento della Difesa della Federazione si sono concretizzati anche dal punto di vista delle divisioni sottomarine. Nello specifico, il 21 maggio 2020, il comandante in capo della Marina russa, l’ammiraglio Nikolai Yevmenov, ha annunciato che alla flotta del Pacifico si sarebbero presto aggiunti 6 sottomarini diesel-elettrici del Progetto 636,3, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa russa TASS.

Tali sottomarini sono stati aggiornati con nuovi sistemi “life support system” per facilitare le operazioni militari in Estremo Oriente. In aggiunta, i media locali hanno rivelato che il Ministero della Difesa prevede di sviluppare ulteriormente la potenza della Flotta del Pacifico attraverso sottomarini a propulsione nucleare di quarta generazione. In tale quadro, è importante ricordare che le riforme militari della Russia non sono solo state incentrate sul miglioramento della Flotta del Pacifico ma anche sull’ammodernamento del Mar Nero, del Mar Baltico e Settentrionale. In queste ultime, hanno portato allo sviluppo della capacità strategiche di attacco e difesa delle armate navali.  

 

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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