Mongolia: il Partito del Popolo Mongolo vince le elezioni

Pubblicato il 10 giugno 2021 alle 17:02 in Asia Mongolia

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La Commissione Elettorale della Mongolia, il 10 giugno, ha annunciato i risultati preliminari delle elezioni presidenziali che si sono tenute il giorno prima nel Paese e dalle quali è emerso vincitore Khurelsukh Ukhnaa, esponente del Partito del Popolo Mongolo (MPP).

Khurelsukh ha ottenuto oltre 820.000 voti, corrispondenti al 67,76% del totale, il candidato del Partito democratico, Erdene Sodnomzundui, invece, ha ottenuto il 5,99% dei voti, mentre il rappresentante del Partito nazionale del Lavoro (KhUN), Enkhbat Dangaasuren, ha ricevuto il 20,33% delle preferenze. La Commissione elettorale della Mongolia ha poi reso noto che l’affluenza alle urne è stata del 59,35% con oltre 1,216 milioni di votanti.

Secondo quanto riferito da The Diplomat, Khurelsukh è stato il candidato che alle elezioni presidenziali ha ottenuto il maggior numero di voti negli ultimi trent’anni dalla rivoluzione democratica della Mongolia. Oltre a questo, Khurelsukh è stato l’unico candidato nella storia del Paese ad ottenere oltre 2/3 dei voti. Prima di lui, nel 1997, Natsagiin Bagabandi aveva ottenuto circa il 60% dei voti. In base alla legge mongola, chi ottiene oltre la metà del totale dei voti alle elezioni presidenziali ne è il vincitore. Nel caso in cui nessuno tra i candidati dovesse superare la metà delle preferenze, i due che hanno ottenuto la maggior parte dei voti si dovrebbero sfidare in un secondo turno elettorale.

Khurelsukh è l’attuale presidente dello MPP ed è stato eletto primo ministro del Paese nel 2017 e nel 2020. A gennaio 2021, l’ex premier si era dimesso in un contesto di crescenti proteste per la gestione della pandemia di coronavirus e, visto il suo nuovo incarico, dovrà anche lasciare la presidenza del partito.

Durante la campagna elettorale per la nomina del capo di Stato, lo MPP ha elogiato la risposta del governo guidato dal partito alla pandemia. La Mongolia ha vaccinato il 97% della propria popolazione adulta entro la fine di maggio 2021 ma ha anche assistito ad un rialzo dei casi nel mese di aprile scorso che ha spinto le autorità ad adottare rigide misure di lock-down. L’emergenza sanitaria aveva, ad esempio, causato l’annullamento del dibattito tra i candidati alla presidenza prima delle elezioni del 9 giugno in quanto Enkhbat era risultato positivo al coronavirus.

Prima delle elezioni, poi, il Parlamento, dove lo MPP ha la maggioranza, aveva passato emendamenti costituzionali in base ai quali i presidenti possono detenere tale ruolo per un solo mandato. Con tale mossa, il capo di Stato uscente, Battulga Khaltmaa, esponente del Partito democratico, era stato escluso dalla corsa presidenziale. In risposta, il 18 aprile scorso, Battulga aveva cercato di sciogliere lo MPP emettendo un decreto nel quale erano state rivolte accuse al partito e anche a Khurelsukh direttamente rispetto a tentativi di dividere il Partito democratico attraverso la manipolazione delle agenzie governative. Battulga e lo MPP si erano poi reciprocamente accusati di aver cercato di mobilitare l’Esercito.

Prima delle elezioni del 9 giugno, poi, erano emerse anche divisioni interne al Partito democratico e, in tale contesto, Battulga non aveva appoggiato pubblicamente Erdene come candidato. Tale situazione ha determinato un debole risultato elettorale, tant’è vero che il candidato democratico ha ottenuto 72.569 voti, superando di poco le schede lasciate in bianco che sono state 71.738.

Secondo analisti citati da The Diplomat, sarebbe stata invece positiva la performance elettorale di Enkhbat che ha ottenuto sostegno dai mongoli all’estero e dalla parte più giovane della popolazione. Inoltre, le preferenze di Enkhbat sono state raccolte soprattutto tra la popolazione urbana. A fare le spese del sostegno al candidato dello KhUN è stato soprattutto l’esponente del Partito democratico e, sempre secondo The Diplomat, la sua vittoria potrebbe far presagire un rimpiazzo del secondo partito con il primo ma nessuno tra i due sembrerebbe porre ancora una minaccia allo MPP.

La vittoria di Khurelsukh ha rinsaldato ulteriormente la posizione dello MPP almeno fino alle prossime elezioni del 2024. Tra le principali questioni riguardanti la sua presidenza vi è la posizione verso cui indirizzerà il Paese in politica estera. Battulga si è concentrato quasi esclusivamente sulla Russia e Khurelsukh dovrà decidere se mantenere tale linea o adottare un approccio maggiormente internazionale. Oltre a questo, prima delle elezioni lo MPP aveva insistito sui piani per sviluppare “mega-progetti” di raffinazione delle risorse naturali per l’esportazione. Un’altra urgenza politica sarà poi rappresentata dall’indipendenza della magistratura.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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