Libia: in attesa dell’approvazione del bilancio e della riapertura della strada costiera

Pubblicato il 10 giugno 2021 alle 13:20 in Africa Libia

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Riaprire la strada costiera che collega Sirte e Misurata e approvare il bilancio unificato per il 2021 risultano essere due delle questioni ancora irrisolte all’interno del dossier libico. Tuttavia, la mobilitazione in tal senso continua.

In particolare, il Consiglio presidenziale libico, in qualità di comandante supremo dell’esercito libico, ha chiesto alle forze precedentemente affiliate al governo di Tripoli, altresì noto come Governo di Accordo Nazionale (GNA), di consentire immediatamente la riapertura della strada costiera, facilitando lo spostamento di merci e persone. La lettera del Consiglio presidenziale, datata 8 giugno, è stata indirizzata alla Sala operativa di Sirte e al-Jufra, chiedendole di riposizionare le proprie forze e di collaborare con le altre unità della sicurezza coinvolte, per garantire la messa in sicurezza e la riapertura della strada, oltre alla ripresa del traffico in entrambe le direzioni. A tal proposito, è stato richiesto un rapporto dettagliato sulle misure già adottate e sulle eventuali difficoltà derivanti dalla riapertura.

La riapertura della strada Sirte-Misurata, chiusa dal 2019, rappresenta uno dei punti inclusi nell’accordo di cessate il fuoco, raggiunto, il 23 ottobre 2020, all’interno del Comitato militare congiunto 5+5, formato da delegati del GNA e dell’Esercito Nazionale Libico (LNA). Oltre a essere ritenuta tra gli ostacoli da superare per portare avanti il processo di pace e riconciliazione in Libia, la questione riguarda un collegamento rilevante non solo per accorciare le distanze tra Tripoli e le restanti città libiche, ma altresì per garantire un’adeguata fornitura di servizi alla popolazione. Nel corso degli anni, i libici si sono visti costretti ad utilizzare strade secondarie alternative, alcune delle quali malmesse, provocando diversi incidenti stradali. Nonostante ciò, negli ultimi mesi, non si è mai riusciti a trovare un pieno accordo. La Sala operativa di Sirte e al-Jufra, in particolare, ha richiesto l’allontanamento dell’LNA di Haftar, oltre che dei mercenari russi della Compagnia Wagner, prima di ridispiegare le sue forze. Al contempo, alcuni gruppi armati stanziati nell’area avrebbero chiesto denaro per ritirarsi.

Un altro nodo da sciogliere riguarda l’approvazione del bilancio unificato, necessario al governo di unità nazionale, guidato dal premier ad interim, Abdul Hamid Dabaiba, per portare avanti i progetti elaborati e rispondere alle esigenze della popolazione libica, riguardanti, in particolare, elettricità, salute e risorse alimentari. Il 20 aprile scorso, per la seconda volta, la Camera dei Rappresentanti libica ha respinto il progetto di bilancio presentato dall’esecutivo, esortandolo a rivedere il piano e ad apportare le modifiche richieste. Poi, il 24 maggio, si è tenuto un nuovo incontro per discutere dalla questione, ma, anche in questo caso, non è stato raggiunto il risultato sperato. Ad essere approvata è stata soltanto la prima voce, relativa ai salari, aumentata a 34,6 miliardi di dinari, rispetto ai 33,3 previsti inizialmente.

Ora, per lunedì 14 giugno, è attesa una nuova sessione presso la Camera dei Rappresentanti di Tobruk, in cui si prevede verrà preso in esame anche un altro dossier ancora irrisolto, la nomina delle posizioni sovrane, tra cui il governatore della Banca centrale, il presidente della Corte dei Conti, il capo dell’Autorità di controllo amministrativo e il capo dell’Autorità anticorruzione. A tal proposito, sono diversi i deputati che hanno affermato di non voler approvare il bilancio senza aver prima nominato le posizioni sovrane, ovvero gli “strumenti di controllo” delle finanze dello Stato.

Risale all’8 febbraio, l’annuncio con cui la Missione di Sostegno delle Nazioni Unite in Libia (UNSMIL) aveva riferito che, per la prima volta dal 2014, le parti libiche avevano raggiunto un consenso per un bilancio unificato della durata di due mesi. Il fine era delineare un progetto temporaneo in modo da consentire all’autorità esecutiva unificata di decidere, in un secondo momento, sul budget completo per il 2021.

Alla sessione di maggio il bilancio presentato ammontava in totale a 93,7 miliardi di dinari libici, di cui 12,6 da destinare ad agenzie statali e ministeri, 20 miliardi allo sviluppo, 22,6 miliardi al sostegno e 4 miliardi alle spese di emergenza. Oltre a richiedere maggiore trasparenza e chiarimenti, sono state molteplici le proposte avanzate dai deputati libici, dalla suddivisione del bilancio per regioni all’inclusione di un bilancio per l’esercito.

Risolvere tali ostacoli risulta essere essenziale per poter proseguire sul cosiddetto percorso politico, in vista delle elezioni già stabilite per il 24 dicembre 2021. Il fine ultimo è porre fine alla situazione di grave instabilità in cui la Libia versa sin dal 15 febbraio 2011, data di inizio della rivoluzione e della guerra civile. 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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