Gli Stati Uniti impongono sanzioni a quattro ufficiali nicaraguensi

Pubblicato il 10 giugno 2021 alle 19:52 in America centrale e Caraibi USA e Canada

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Gli Stati Uniti hanno imposto sanzioni, mercoledì 9 giugno, a quattro nicaraguensi, tra cui Camila Ortega, figlia del presidente del Paese, con l’accusa di aver sostenuto gli abusi e le politiche repressive del Governo. Le misure sono arrivate dopo che quattro candidati alle elezioni presidenziali del prossimo 7 novembre sono stati arrestati, nei giorni scorsi, su ordine del Governo nicaraguense. Il direttore per l’Ufficio del controllo dei beni esteri (OFAC), Andrea Gacki, ha affermato che “le azioni di Ortega stanno danneggiando i nicaraguensi e stanno portando il Paese ad una tirannia più profonda”.

Le sanzioni, che consistono nel congelamento di tutti i loro beni in territorio statunitense, hanno colpito anche Leonardo Ovidio Reyes Ramirez, presidente della Banca Centrale del Nicaragua, Edwin Ramon Castro Rivera, deputato dell’Assemblea nazionale del Nicaragua, e Julio Modesto Rodriguez Balladares, generale di brigata dell’esercito nicaraguense e direttore esecutivo dell’Istituto di assistenza sociale militare. Il Governo nicaraguense non ha, al momento, rilasciato dichiarazioni in risposta alle misure statunitensi.

Washington ha riferito che Camila Ortega gestiva, dal 2011, la stazione televisiva Canal 13, che consiste in un media legato alla famiglia Ortega volto a trasmettere propaganda di Stato. Il segretario di Stato americano, Antony Blinken, ha esortato il presidente nicaraguense, Daniel Ortega, a rilasciare i candidati presidenziali detenuti, nonché altri leader della società civile e dell’opposizione, che sono stati arrestati “ingiustamente” e ha sottolineato che gli Stati Uniti continueranno a utilizzare tutti gli strumenti diplomatici ed economici per sostenere gli appelli dei nicaraguensi per una maggiore libertà e responsabilità, nonché elezioni libere ed eque. Blinken ha poi aggiunto che “come dimostrano queste sanzioni, ci sono costi per coloro che sostengono o portano avanti la repressione del regime del presidente”.

I quattro candidati dell’opposizione che erano in corsa per le elezioni presidenziali e che sono stati recentemente arrestati sono Felix Maradiaga, Juan Sebastian Chamorro, Arturo Cruz e Cristiana Chamorro, figlia dell’ex presidente del Nicaragua, Violeta Barrios de Chamorro, che aveva guidato il Paese dal 1990 al 1997. A detta della polizia, le misure restrittive contro questi candidati sarebbero state imposte in seguito ad accuse di collaborazione, tramite finanziamenti esteri, per la realizzazione di “atti di terrorismo e destabilizzazione”. L’opposizione aveva definito l’arresto di Cristiana come un tentativo da parte del Governo Ortega di eliminare tutti i potenziali rivali per le elezioni di novembre. Anche il segretariato generale dell’Organizzazione degli Stati Americani (OAS) aveva affermato che “lo Stato latino-americano si stava dirigendo verso le peggiori elezioni possibili” e che queste azioni “avrebbero ridotto tutta la credibilità politica del Governo e degli organizzatori del processo elettorale”. Secondo diversi membri a sostegno del Governo, tra cui il deputato del partito Fronte Sandinista di Liberazione Nazionale, Wilfredo Navarro, l’opposizione non “merita fiducia perché non ha morale, non è in grado di organizzarsi né di lavorare seriamente”.

Ortega aveva governato il Nicaragua tra il 1985 e il 1990 ed era tornato al potere in seguito alle elezioni del 2007. Il presidente sta ora puntando alla sua rielezione per il quarto mandato presidenziale consecutivo. Nel 2020 erano state approvate diverse leggi nel Paese volte a restringere gli spazi sociali, a rendere difficile il lavoro delle organizzazioni civili e a ostacolare la partecipazione dell’opposizione alle elezioni previste per novembre 2021. Tra queste, l’Assemblea nazionale nicaraguense aveva accolto, il 21 dicembre dello scorso anno, la Legge per la Difesa dei Diritti del Popolo all’Indipendenza, alla Sovranità e all’Autodeterminazione per la Pace, il cui scopo dichiarato era quello di respingere le interferenze straniere negli affari interni e che, secondo i leader dell’opposizione, avrebbe inibito i loro candidati alle elezioni del novembre 2021.

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Ludovica Tagliaferri

di Redazione

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