Funzionario del WFP indagato per la morte di Attanasio e Iacovacci

Pubblicato il 10 giugno 2021 alle 12:52 in Italia Rep. Dem. del Congo

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

La Procura italiana ha individuato un primo indagato in relazione all’omicidio dell’ambasciatore Luca Attanasio e del carabiniere Vittorio Iacovacci, avvenuto il 22 febbraio nella Repubblica Democratica del Congo. Si tratta di un funzionario del Programma alimentare mondiale delle Nazioni Unite (in inglese World Food Programme) nel Paese africano, accusato di “omesse cautele”, ovvero di non aver preso tutte le misure di sicurezza necessarie per evitare un potenziale attacco contro il convoglio. Il suo nome non è ancora stato reso noto.

L’iscrizione del funzionario al registro degli indagati, da parte del procuratore Michele Prestipino e del sostituto Sergio Colaiocco, è avvenuta dopo la sua audizione, svolta nelle scorse settimane. La procura di Roma ha recentemente interrogato cinque membri del WFP nella Repubblica Democratica del Congo. Al termine dell’interrogatorio, solo uno di loro, il suddetto indagato, che svolgeva il ruolo di ufficiale responsabile della sicurezza della spedizione, è stato posto sotto inchiesta.

Pochi giorni dopo l’attentato, la Farnesina aveva annunciato che una squadra del gruppo per le operazioni speciali dei carabinieri era stata inviata nel Paese africano con l’obiettivo di raccogliere prove per l’indagine della Procura di Roma sul caso. La vedova di Attanasio, Zakia Seddiki, ha sempre sollevato dubbi, nelle sue interviste ai media, sulla sicurezza del convoglio a bordo del quale si trovava il marito. Il giorno dell’attacco, l’ambasciatore era stato invitato dal WFP a visitare un progetto umanitario in una scuola vicina. “Non hanno fatto quello che avrebbero dovuto fare quando hanno attraversato un’area ad alto rischio”, ha dichiarato Seddiki alla stampa.

Continua a rimanere senza indagati il filone del fascicolo per cui i pm di Roma procedono per sequestro per finalità di terrorismo. Secondo quanto ricostruito da inquirenti e investigatori del Ros, Attanasio e Iacovacci sono finiti in un’imboscata da parte di un gruppo armato. Sei uomini, con kalashnikov e machete, li hanno prelevati dalla jeep sulla quale viaggiavano e li hanno portati in una boscaglia, prima dell’intervento di un gruppo di ranger, dal quale sarebbe nata una sparatoria. Secondo la ricostruzione della vicenda, il carabiniere Iacovacci avrebbe cercato di portare l’ambasciatore lontano dalla linea di fuoco ma entrambi sarebbero rimasti uccisi dagli spari degli aggressori. 

Si presume che gli autori dell’attentato del 22 febbraio, in cui ha perso la vita anche l’autista del convoglio, il congolese Mustapha Milambo, fossero organizzati in bande, con alle spalle “protettori”. I responsabili sono stati definiti “coupeurs de route”, ovvero bande armate che sono solite aggredire automobilisti per strada, attive soprattutto nei Paesi dell’Africa subsahariana. Il presidente della Repubblica Democratica del Congo, Felix Tshisekedi, ha assicurato che le autorità del Paese stanno collaborando con i servizi segreti italiani per scoprire la verità sull’accaduto.  

L’agguato è avvenuto intorno alle 10.30, ora locale, nella provincia orientale del Nord-Kivu, precisamente lungo il percorso tra Goma e Bukavu, nei pressi della cittadina di Kanyamahoro. Nella vettura era presente anche il Capo Delegazione Ue. Oltre alle tre persone uccise, diverse altre sono rimaste ferite. Secondo le informazioni rivelate dalle autorità locali e da rappresentanti delle Nazioni Unite, il convoglio era diretto a Rutshuru, dove avrebbe dovuto visitare le scuole in cui era in corso un programma di educazione alimentare gestito dal World Food Programme. Anche il percorso in auto sarebbe stato organizzato nel quadro predisposto dal WFP.

Decine di gruppi armati operano dentro e intorno al parco nazionale dei Virunga, nell’Est della Repubblica Democratica del Congo, al confine con il Ruanda e l’Uganda. I ranger del parco vengono ripetutamente attaccati dai gruppi armati della zona e, dal momento che le forze di sicurezza locali sono carenti di risorse, di addestramento e sono spesso corrotte, sono soliti provvedere da soli alla sicurezza delle persone e dell’area. 

Leggi Sicurezza Internazionale, il quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Chiara Gentili

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.