Albania: il Parlamento a favore della destituzione del presidente Meta

Pubblicato il 10 giugno 2021 alle 9:33 in Albania Europa

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Il Parlamento albanese ha messo sotto accusa il presidente, Ilir Meta, per aver violato la Costituzione e lo ha dimesso dall’incarico. In una sessione straordinaria, mercoledì 9 giugno, 105 parlamentari hanno votato a favore dell’impeachment del presidente. Sette sono stati in voti contrari e tre gli astenuti. L’approvazione finale arriverà dalla Corte costituzionale albanese, che dovrà pronunciarsi sulla decisione entro tre mesi.

Un rapporto, elaborato al termine di un’inchiesta parlamentare sul caso, ha concluso che Meta avrebbe violato “gravemente” la Costituzione durante la campagna elettorale per le elezioni parlamentari, lo scorso aprile. Nello specifico, stando all’indagine del Parlamento, il presidente avrebbe accusato il governo di aver tentato di “truccare le elezioni”e di essere vicino ad organizzazioni criminali con l’obiettivo di acquistare voti e difendere il suo potere. Una commissione parlamentare d’inchiesta ad hoc, richiesta a fine aprile da 49 legislatori socialisti al governo, è stata istituita per chiedere le dimissioni del presidente Meta. Stando al documento, il capo di Stato avrebbe violato 17 articoli della carta costituzionale e avrebbe incitato alla violenza. È la prima volta nella storia albanese che il Parlamento decide la rimozione di un presidente.

“Ilir Meta ha tradito la missione del presidente di Albania”, ha dichiarato il primo ministro, Edi Rama, nel suo discorso prima del voto. “Ilir Meta ha umiliato la Costituzione”, ha aggiunto. Secondo Rama, riconfermato per un terzo mandato proprio con le elezioni di aprile, il presidente avrebbe inoltre “violato il confine vitale della separazione dei poteri in una democrazia parlamentare” e “messo in imbarazzo l’Albania nei suoi rapporti speciali con gli Stati Uniti”.

Meta, dal canto suo, ha denunciato l’indagine e il tentativo di impeachment, definendoli “illegali”. Il suo portavoce, Ted Blushi, dopo la decisione del Parlamento di Tirana, ha commentato: “Nessuna preoccupazione per la decisione incostituzionale e ridicola del Parlamento monopartitico dell’Albania, che diventerà un caso di studio nella storia del parlamentarismo globale”. Secondo il portavoce di Meta, il caso sarebbe l’esempio di “come un Parlamento, senza l’opposizione, voti per destituire un’altra istituzione”.

Il Partito Socialista albanese, attualmente al governo, ha avviato la richiesta di dimissioni dopo aver affermato che Meta avrebbe “perso il ruolo di rappresentante dell’unità nazionale e di moderatore del conflitto politico”. “Con i suoi messaggi al pubblico prima e durante la campagna elettorale, Meta ha dimostrato che la sua linea politica è chiaramente contro la maggioranza al potere e le persone che la sostengono”, ha affermato il partito. Questo ha ottenuto 74 dei 140 seggi del Parlamento dopo le elezioni del 25 aprile, vincendo il suo terzo mandato di quattro anni.

La presidenza albanese è in gran parte cerimoniale, ma esercita una certa autorità sulla magistratura e sulle forze armate. Il ruolo del presidente è generalmente considerato apolitico, ma Meta si è regolarmente scontrato con il governo socialista del primo ministro Edi Rama. Da quando ha assunto la carica di presidente, nel 2017, anche con il sostegno dei socialisti al governo, Meta si è opposto alla loro agenda, bloccando le nomine dei ministri e ponendo vari veti alla legislazione. Il capo di Stato ha accusato Rama di gestire un “regime cleptocratico” e di concentrare nelle sue mani tutti i poteri legislativi, amministrativi e giudiziari.

La decisione finale sulla rimozione ufficiale del presidente spetta alla Corte costituzionale. Quest’ultima conta 6 membri in totale, 3 dei quali proposti dal presidente Meta e 3 dal Parlamento in cui, appunto, possiede la maggioranza il Partito socialista del premier Rama. I restanti 3 giudici dovrebbero essere proposti dall’Alta Corte. Affinché la destituzione diventi ufficiale, 5 dei 6 membri della Corte costituzionale dovrebbero esprimere parere favorevole.

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Chiara Gentili

di Redazione

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