Siria: Israele ritorna a colpire

Pubblicato il 9 giugno 2021 alle 8:27 in Israele Siria

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Almeno 11 persone hanno perso la vita a seguito di un attacco attribuito a Israele contro postazioni delle forze siriane, affiliate al presidente siriano Bashar al-Assad, e dei suoi alleati. Il bilancio è, però, destinato a salire.

La notizia è stata riportata dal quotidiano al-Arabiya, sulla base delle informazioni fornite dall’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani (SOHR). In particolare, dalla tarda serata dell’8 giugno, le forze aeree israeliane sono state accusate di aver lanciato attacchi contro diverse regioni della Siria, dai dintorni della capitale Damasco alle province di Homs, Hama e Latakia. Uno degli obiettivi è stato poi il villaggio di Khirbet al-Tin, alla periferia di Homs, oltre a un deposito di armi appartenente al gruppo sciita Hezbollah. Come riferito dagli attivisti del SOHR, sono state udite esplosioni anche all’interno del perimetro dell’aeroporto internazionale di Damasco, presso la postazione del battaglione di difesa aerea nel distretto di Al-Dumayr e in altre località nel Sud-Ovest del governatorato di Homs. Ad Hama e Latakia i sistemi di difesa aerea hanno lanciato diversi missili terra-aria, nel tentativo di intercettare e colpire i razzi di Israele. Al momento, sono 10 gli individui che risultano essere stati uccisi, di cui 7 di nazionalità non siriana, ma la cifra potrebbe aumentare, a causa delle gravi ferite riportate da alcune vittime.

Anche l’agenzia di stampa siriana SANA ha riferito che le forze di difesa aerea hanno respinto, nella sera dell’8 giugno, una “aggressione israeliana” contro obiettivi situati nelle regioni centrali e meridionali, abbattendo “missili ostili”. Una fonte militare ha specificato che l’attacco del “nemico israeliano” è stato lanciato alle 23:36 dallo spazio aereo libanese, ma che le forze di difesa erano riuscite ad abbattere alcuni dei missili, registrando soltanto danni materiali.

Era da circa un mese che non si verificavano episodi simili nei territori siriani. Uno degli ultimi risale alla notte tra il 5 e il 6 maggio, quando Israele è stato accusato di aver condotto un raid aereo, il secondo in circa 24 ore, contro il governatorato di Quneitra, nel Sud della Siria. L’attacco del giorno precedente aveva interessato diverse zone nel Nord-Ovest della Siria, tra cui la città portuale di Latakia, situata sul Mediterraneo, a circa 25km dalla base militare russa di Hmeimim. In tal caso, il bilancio delle vittime comprendeva un morto e circa 6 feriti.

È dal 2011 che Israele è considerato l’autore di attacchi aerei in Siria, volti a prendere di mira i suoi principali nemici nella regione mediorientale. Negli ultimi mesi, le operazioni miravano a colpire soprattutto le milizie filoiraniane, stanziate nella Siria orientale, meridionale e Nord-occidentale, oltre che nei sobborghi intorno a Damasco. Tra gli attacchi più violenti del 2021 vi è quello del 13 gennaio, quando le forze aeree israeliane sono state accusate di aver perpetrato 18 raid aerei contro Deir Ezzor e al-Bukamal, nell’Est della Siria. In tale occasione, sono state provocate circa 57 vittime, tra cui almeno 10 tra le fila dell’esercito di Damasco, mentre gli altri individui deceduti appartenevano ai gruppi armati legati all’Iran, ad Hezbollah e alla Brigata Fatemiyoun, una milizia sciita afgana formata nel 2014 per combattere in Siria.

Oltre all’Iran, nel mirino israeliano vi sono altresì i gruppi palestinesi e l’organizzazione paramilitare libanese Hezbollah, considerati un pericolo per l’integrità dei propri confini territoriali. A detta di Israele, Teheran starebbe provando a intensificare la propria presenza in Siria, creando una base permanente, sebbene le operazioni israeliane abbiano contribuito a limitare l’influenza del nemico iraniano. Inoltre, fonti di intelligence regionali hanno dichiarato che i gruppi armati filoiraniani, tra cui le Quds Force, hanno rafforzato la propria presenza nei dintorni di Sayeda Zainab, nel Sud di Damasco, dove si pensa siano state create diverse basi sotterranee. Funzionari militari siriani e dell’intelligence occidentale hanno poi affermato che in cima alla lista dei target di Israele vi sono le infrastrutture che potrebbero consentire all’Iran di produrre missili a guida di precisione sul territorio siriano, erodendo il vantaggio militare regionale di Israele.

Come specificato da Israele in un report del mese di dicembre 2020, sono circa 50 gli attacchi rivendicati nel corso dello scorso anno, mentre le proprie forze aeree hanno effettuato 1.400 sortite “operative”. Il SOHR, da parte sua, ha monitorato circa 39 attacchi, perlopiù aerei, perpetrati da Israele nei territori siriani nel 2020, i quali hanno provocato la distruzione di circa 135 obiettivi, tra edifici, magazzini, quartieri generali e veicoli. Il bilancio delle vittime ammonta, invece, a 217 persone, tra cui 4 civili e 213 membri delle forze affiliate ad Assad, all’Iran o a Hezbollah. Tra questi, vi sono stati anche 21 combattenti del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC). I missili lanciati nel corso del 2020, ha precisato l’Osservatorio, hanno preso di mira prevalentemente Deir Ezzor, Damasco, Daraa, Quneitra, Homs, Hama e Aleppo. 

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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