Russia, Lavrov: Cina e India sono gli obiettivi principali della politica estera russa

Pubblicato il 9 giugno 2021 alle 12:47 in Cina India Russia

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Il ministro degli Esteri della Federazione Russa, Sergey Lavrov, ha definito, mercoledì 9 giugno, gli obiettivi della politica estera del Paese. La “priorità incondizionata” di Mosca è il rafforzamento della cooperazione con Cina e India.

Tali dichiarazioni sono state rilasciate nel corso della conferenza Primakov Readings. Nel suo intervento, Lavrov ha affermato che il 2021 rappresenta un anno importante per le relazioni bilaterali sino-russe poiché si celebrerà il 20° anniversario dalla sottoscrizione di un importante accordo bilaterale. Si tratta del “Trattato di buon vicinato e cooperazione amichevole”, firmato nella capitale russa, il 16 luglio 2001, dall’allora presidente della Cina, Jiang Zemin e dal suo omologo russo, Vladimir Putin.

In precedenza, il 23 marzo, Pechino aveva affermato che tale intesa aveva consentito di intensificare e sviluppare la cooperazione tra i due Paesi. Il Trattato, ratificato il 28 febbraio 2002, funge da base per la costante crescita dei legami finanziari, aerospaziali, tecnologici, energetici ma soprattutto economici, grazie agli interessi convergenti di Cina e Russia. A conferma di ciò, è rilevante ricordare che, il 23 marzo, Mosca e Pechino hanno esteso per altri 5 anni il Trattato di buon vicinato e cooperazione amichevole.

Oltre a porre l’accento sulla rilevanza che Pechino riveste per la Federazione, il ministro russo ha altresì dichiarato, il 9 giugno, che anche l’India occupa un posto strategico nella politica estera di Mosca. A tal proposito, Lavrov ha ribadito che, nel 2021, uno degli obiettivi del Paese è proprio quello di intensificare significativamente il partenariato con Nuova Delhi.

La crescente vicinanza di Mosca e Pechino ha portato i due Paesi a stabilire una “alleanza strategica”. Nell’ultimo periodo, sono stati numerosi Stati ad aver espresso preoccupazione per la stretta cooperazione tra la Russia, lo Stato più esteso al mondo a livello territoriale, e la Cina, la principale economia mondiale per il suo ritmo di crescita. In tale contesto, è importante sottolineare che, dal 22 al 23 marzo, il ministro degli Affari Esteri della Federazione Russa si è recato a Pechino per incontrare il suo omologo cinese, Wang Yi. Quest’ultimo, prendendo le difese di Mosca, ha condannato le accuse che il blocco europeo ha mosso nei suoi confronti, definendole “un mero pretesto di ingerenza”. L’asse sino-russo ha più volte criticato le misure imposte dall’Unione Europea, tra cui le sanzioni che, il 22 marzo, sono state varate contro persone fisiche ed entità giuridiche di Russia e Cina, tra gli altri Stati.

La cooperazione tra le due potenze, inoltre, si è anche concretizzata nella sfera energetico-nucleare. Il presidente della Cina, Xi Jinping, e Putin hanno assistito da remoto, mercoledì 19 maggio, alla cerimonia che ha dato il via alla costruzione di quattro nuovi reattori delle centrali nucleari di Tianwan e di Xudapu, in Cina. Tali progetti sono stati elaborati e realizzati congiuntamente dalla società statale russa Rosatom e dalla cinese China State Nuclear Industry Corporation.  In tale occasione, Putin ha affermato che l’asse sino-russo è sempre più impegnato nell’elaborazione di piani “ambiziosi” che dimostrino lo stretto legame tra i due Paesi. Parallelamente, il Ministero degli Esteri cinese ha affermato, il 25 maggio, che, al momento, le relazioni bilaterali si trovano nel miglior periodo della loro storia. Nel 2019, le parti hanno innalzato il livello dei rapporti bilaterali istituendo “relazioni di partenariato di cooperazione strategica complessiva per la nuova era”.

La cooperazione economica ed energetica sino-russa riveste un’importanza chiave poiché favorisce l’approfondimento delle relazioni bilaterali. La Cina è il partner commerciale più importante della Russia, mentre Mosca svolge un ruolo incomparabilmente minore nella politica economica di Pechino, in quanto è solo al decimo posto nella lista dei partner più importanti. Il valore totale del commercio estero della Cina è di oltre 4,5 trilioni di dollari, di cui la Russia rappresenta meno del 3,5%. Tuttavia, Mosca occupa un ruolo cruciale come fonte di risorse energetiche a basso costo, riducendo la dipendenza di Pechino dalle importazioni dall’Africa e dal Medio Oriente attraverso le rotte dell’Oceano Indiano. Ciò è di fondamentale importanza soprattutto alla luce della recente intensificazione della rivalità marittima tra Cina e USA, India, Giappone e alcuni Paesi del Sud-Est asiatico, per garantire l’approvvigionamento di idrocarburi via terra.

Quanto alle relazioni russo-indiane, è importante ricordare che Lavrov si è recato, dal 5 al 6 aprile, a Nuova Delhi, per incontrare il suo omologo indiano, Subrahmanyam Jaishankarha. Sul tavolo la produzione di “equipaggiamento militare” russo in India. È rilevante ricordare che già in passato il Paese ha consentito alla Federazione di localizzare la produzione nel territorio nazionale. A partire dal 2004, sono stati prodotti, su richiesta russa, aerei da combattimento e jet Su-30. Inoltre, l’asse Mosca-Nuova Delhi ha collaborato, nel 2010, per la progettazione dei missili BrahMos. L’acronimo del nome rappresenta l’unione delle due nazioni attraverso due loro fiumi, il Brahmaputra e il Moscova. Più tardi, nel 2016, i due Paesi hanno altresì avviato un progetto congiunto per la produzione di oltre 200 elicotteri leggeri Ka-226T, sempre in India.

Tra i più recenti accordi, è importante ricordare il contratto firmato dall’asse russo-indiano il 5 settembre 2019. Nell’intesa, da 14,5 miliardi di dollari, si fa riferimento alla fornitura di armi e attrezzature militari. Per l’esattezza, è inclusa l’autorizzazione alla produzione congiunta del sistema di difesa aerea mobile ‘Igla-S’, nonché la produzione di ricambi in India per tutta una serie di attrezzature, armamenti e mezzi militari russi.

Secondo gli analisti, la possibile cooperazione militare russo-indiana potrebbe essere contestata dagli Stati Uniti. Questi ultimi, attraverso le numerose sanzioni applicate contro la Russia, hanno tentato di colpire il settore della Difesa e dell’Intelligence del Paese. A seguito dell’accordo del 5 settembre 2019, Washington aveva esercitato forti pressioni nei confronti di Nuova Delhi, minacciandola di sanzioni nel caso in cui avesse acquistato i missili russi S-400. Tuttavia, la possibile ingerenza statunitense non preoccupa la Russia poiché è il principale fornitore di armi dell’India. Dal rapporto sul commercio globale delle armi, pubblicato il 15 marzo dall’Istituto per le Ricerche sulla pace di Stoccolma, è emerso che, sebbene gli export militari russi in India siano diminuiti del 53%, il Paese ha continuato ad essere il principale importatore di armi russe, con il 23% delle esportazioni totali. Il rapporto in questione copre l’arco temporale che va dal 2016 al 2020.

 

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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