Costa d’Avorio: attacco letale al confine con il Burkina Faso

Pubblicato il 9 giugno 2021 alle 9:14 in Africa Costa d'Avorio

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L’8 giugno, l’esercito della Costa d’Avorio ha riferito che un soldato è stato ucciso in un attacco nel Nord-Est del Paese, nei pressi del confine con il Burkina Faso, colpito a sua volta da un attentato che ha causato 132 morti, appena 3 giorni prima. 

L’assalto in Costa d’Avorio è avvenuto il 7 giugno, quando un gruppo di uomini armati è entrato nel villaggio di Tougbo, nel distretto di Bouna. Un distaccamento delle forze armate che si trovava nelle vicinanze intervenuto immediatamente ed ha respinto gli aggressori, secondo quanto riferito dalle forze armate ivoriane. Le truppe stavano effettuando una perlustrazione della zona in quel momento. A seguito degli scontri con il gruppo armato, un soldato ivoriano è morto per le ferite riportate. Sebbene il bilancio delle vittime sia ancora provvisorio, non sono state riportati decessi tra i civili, per il momento. 

Si tratta del quarto attacco nel 2021, in un momento particolarmente critico a causa delle insurrezioni jihadiste nella regione del Sahel, che include la fascia desertica che attraversa Mauritania, Mali, Niger, Nigeria e Ciad. Il 29 marzo, quando decine di sospetti militanti hanno ucciso 3 membri delle forze di sicurezza ivoriane in un duplice attacco, sempre al confine con il Burkina Faso. Il 12 aprile, un veicolo della gendarmeria che viaggiava nella stessa zona è stato colpito da un ordigno esplosivo artigianale, senza causare vittime. Si tratta del primo attacco di questo tipo in territorio ivoriano. Il 21 aprile, un gruppo di uomini armati ha attaccato una base militare vicino al centro economico della Costa d’Avorio, Abidjan, ferendo un soldato. Secondo i media statali, 3 aggressori sono stati uccisi e un quarto è rimasto ferito. Inoltre, una decina di persone sono state arrestate, a seguito dell’assalto. La Costa d’Avorio è stata colpita per la prima volta da un attacco jihadista nel marzo del 2016, quando 19 persone sono morte in un raid a Grand-Bassam, una località balneare vicino ad Abidjan.

Diversi attacchi sono stati sventati grazie a segnalazioni condivise tra i servizi di intelligence di Francia, Mali, Burkina Faso e Costa d’Avorio, secondo fonti di sicurezza ivoriane e francesi. Tuttavia, l’attacco più letale nella regione si è verificato la notte del 4 giugno in Burkina Faso, quando un gruppo di uomini armati ha ucciso circa 132 civili nel villaggio di Solhan, nella provincia di Yagha, al confine con il Niger. Gli aggressori hanno indiscriminatamente ucciso civili, dato fuoco alle abitazioni e distrutto il mercato locale. Non c’è stata alcuna rivendicazione di responsabilità di tali violenze. Tuttavia, gruppi islamisti affiliati allo Stato Islamico, come lo Stato Islamico nel Grande Sahara (ISGS) e lo Stato Islamico nella Provincia dell’Africa Occidentale (ISWAP) sono particolarmente attivi nella regione. 

La situazione nel Sahel è particolarmente critica a partire dal 2012, quando il Nord del Mali ha dovuto affrontare una rivolta armata guidata da membri di gruppi armati tuareg alleati con alcuni combattenti di al-Qaeda. Nel corso dell’anno, questi sono riusciti a prendere il controllo delle regioni settentrionali. Successivamente, nel 2013, il movimento è riuscito ad espandersi nelle regioni centrali, provocando l’intervento armato delle forze francesi. Il supporto internazionale, con una serie di iniziative sotto l’egida delle Nazioni Unite e dell’UE, ha indebolito i militanti, ma la zona è rimasta instabile e le violenze non solo continuano, ma hanno raggiunto nuovi record nel 2021. 

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Maria Grazia Rutigliano 

di Redazione

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