Russia: nel 2020, volume della cooperazione tecnico-militare pari a 15 miliardi di dollari

Pubblicato il 8 giugno 2021 alle 8:41 in Russia

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Il direttore del Servizio Federale per la Cooperazione Tecnico-Militare (FSVTS) russo, Dmitry Shugaev, ha reso noto, il 7 giugno, che il volume finanziario della cooperazione tecnico-militare del Paese, nel 2020, ha raggiunto la soglia di oltre 15 miliardi di dollari. In particolare, Shugaev ha evidenziato che tutti gli obiettivi stabiliti per il 2020 sono stati ampiamente rispettati, se non superati di poco, avendo ottenuto il 102% del risultato auspicato.

Stando a quanto riferito dal direttore, poi, il portafoglio di ordini di esportazione per i prodotti della difesa della Federazione ha mantenuto un valore di oltre 50 miliardi di dollari. Tale dato è uno tra i principali indicatori che infondono fiducia nel futuro delle imprese locali e dell’intero sistema tecnico-militare russo.

Alla luce di ciò, a detta di Shugaev, si evince che la Russia sta rafforzando la sua posizione sul mercato mondiale degli armamenti. Nel dettaglio, Mosca può attualmente vantare rapporti commerciali in tale settore con più di 100 Stati, di cui i partner principali sono rappresentati dall’Asia e dall’Africa. Le esportazioni militari della Federazione Russa verso il Medio Oriente e il Nord Africa (MENA) valgono almeno 6 miliardi di dollari l’anno, stando alle valutazioni del Servizio federale, rilasciate lo scorso 21 febbraio.

In particolare, negli ultimi cinque anni, le esportazioni militari verso la regione MENA non sono mai scese al di sotto dei 6 miliardi di dollari l’anno, pari a quasi il 50% degli export totali. La quota dei Paesi nel portafoglio di prodotti militari russi è altresì stabile, e influisce dal 40% al 50% nel volume totale degli ordini. Secondo l’agenzia, le esportazioni verso qualsiasi regione possono incorrere, di volta in volta, in tendenze al rialzo o al ribasso a causa di una natura ciclica della domanda di tali prodotti specifici, nonché di una serie di altri fattori. Tuttavia, negli ultimi 15 anni, la cooperazione con i Paesi del Nord Africa e Medio Oriente non ha mai subito battute di arresto. Questi ultimi, a detta del Servizio Federale, sono rimasti per molti anni partner affidabili della Russia in termini di cooperazione tecnico-militare, e le relazioni future hanno grandi prospettive.

In aggiunta, 51 Paesi hanno ricevuto attrezzature russe. A tal riguardo, i mezzi più gettonati sono l’equipaggiamento dell’Aeronautica e della Difesa Aerea, ma vi è una grande richiesta anche per le attrezzature terrestri e navali. Per questi ultimi settori, tuttavia, la Russia deve affrontare un ambiente esterno molto competitivo, in cui le condizioni di lavoro sono molto più difficili. Tra le sfide principali a cui Mosca deve far fronte rientra soprattutto la crescente influenza esercitata dai concorrenti della Federazione nei confronti dei suoi partner. Ciò nonostante, a detta di alcuni media africani citati dall’agenzia stampa russa RIA, Mosca ha ogni possibilità di ottenere un’influenza dominante nel continente. Nello specifico, tra i vantaggi della Russia ci sarebbero l’assenza di un passato coloniale, il sostegno di movimenti di liberazione africani e la formazione di numeroso personale nelle università russe.

Infine, Shugaev ha analizzato l’impatto del Covid sulla cooperazione tecnico-militare, notando quanto questa sia stata gravemente colpita dalla pandemia. Il riferimento principale è stato rispetto al rapporto con i partner del Paese, poiché a causa di tali circostanze, i contatti sono stati ridotti e le attività di marketing sono risultate gravemente colpite. Ad esempio, quasi tutti gli eventi espositivi internazionali sono stati cancellati, fatta eccezione per il forum “Army -2020”, il quale si è tenuto a Kubinka dal 23 al 29 agosto scorso. Quest’ultimo, in particolare, sta ricevendo sempre più attenzione internazionale, ed è fondamentale per la Russia per mantenere i propri legami con i partner delle regioni africane e asiatiche.

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Mariela Langone

di Redazione