Nucleare iraniano: l’Agenzia internazionale per l’energia atomica “preoccupata”

Pubblicato il 8 giugno 2021 alle 9:55 in Iran Medio Oriente

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

L’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA) ha espresso preoccupazione dopo che l’Iran non ha fornito le risposte richieste sul ritrovamento di particelle di uranio in siti non dichiarati. Teheran, da parte sua, ha esortato l’AIEA a distanziarsi da qualsiasi “agenda politica”.

In dichiarazioni rilasciate il 7 giugno, il capo dell’Agenzia, Rafael Grossi, ha invitato l’Iran a fornire spiegazioni, “senza ulteriore indugio”, sul ritrovamento di tracce di uranio di origine artificiale in tre siti, che si pensa siano collegati al programma nucleare sviluppato da Teheran. Il 4 marzo, Grossi aveva dichiarato che Teheran si era detta disposta a chiarire una serie di questioni lasciate in sospeso sul suo programma, tra cui quella relativa alle particelle di metallo di uranio ritrovate presso siti non dichiarati, e, il mese successivo, sono state avviate “discussioni tecniche” per sbloccare lo stallo su tale dossier. Tuttavia, l’AIEA non ha ottenuto i risultati sperati e Grossi si è detto preoccupato per la presenza di materiale nucleare in luoghi non noti alla sua Agenzia. Pertanto, a detta del capo dell’AIEA, nonostante la disponibilità a collaborare delle autorità iraniane, non è possibile affermare che vi siano stati progressi tangibili.

Per Grossi, inoltre, la situazione in Iran è “grave”, visto che si tratta di un Paese che dispone di un programma nucleare sviluppato e ambizioso, all’interno del quale vengono effettuate continue operazioni di arricchimento di uranio, i cui livelli sono prossimi a quelli necessari per la fabbricazione di armi. Per il capo dell’Agenzia sarà difficile estendere ulteriormente un accordo “temporaneo”, con cui, a febbraio, Teheran ha acconsentito a ispezioni di verifica e monitoraggio delle attività da essa condotte per altri tre mesi. L’intesa è stata poi ulteriormente estesa fino al 24 giugno prossimo. Da parte sua, l’inviato iraniano all’AIEA, Kazem Gharibabadi, ha messo in guardia l’Agenzia dalle critiche rivolte contro il Paese, che potrebbero compromettere le relazioni future con Teheran. Per Gharibabadi, il report dell’AIEA non è attendibile in quanto non basato su fonti affidabili, né riflette la portata della cooperazione e dei risultati raggiunti nell’ultimo periodo.

Già il 10 febbraio, in un rapporto riservato dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica, era stato rivelato che l’Iran aveva prodotto piccole quantità di metallo di uranio presso l’impianto di Isfahan, adibito alla produzione di piastre di combustibile, dove erano state inviate nuove apparecchiature, sebbene tale luogo fosse soggetto alle ispezioni dell’Agenzia internazionale. Nello specifico, la quantità di metallo radioattivo prodotta era pari a 3,6 grammi e, stando a quanto riferito dall’Iran, serviva a produrre carburante per il Teheran Research Reactor (TRR). 

Le affermazioni di Grossi del 7 giugno sono giunte in un momento in cui diverse potenze internazionali stanno provando a rilanciare l’accordo sul nucleare iraniano, altresì noto come Joint Comprehensive Plan of Action (JCPOA), da cui gli Stati Uniti si sono unilateralmente ritirati l’8 maggio 2018. I negoziati hanno avuto inizio a Vienna il 6 aprile scorso, ma, sino ad ora, non si è giunti ad alcuna conclusione. Il prossimo round di colloqui, il sesto, è previsto per il 10 giugno. A proposito di tali negoziati, Gharibabadi ha chiesto all’AIEA di prendere le distanze da “agende politiche” e di assumere una chiara posizione circa la “minaccia nucleare posta dal regime israeliano”, in quanto è inaccettabile che questo continui a rimanere fuori dal Trattato di non proliferazione di armi nucleari. L’AIEA, ha affermato l’inviato iraniano, non dovrebbe sostenere piani politici di alcuni, ponendoli contro altri, né avere pregiudizi e fare dichiarazioni non necessarie su questioni “futili”. “Un impegno costruttivo richiede un ambiente positivo”, sono state le parole di Gharibabadi.

Da parte sua, nella medesima giornata del 7 giugno, il segretario di Stato degli USA, Anthony Blinken, ha affermato che “per quanto riguarda gli sforzi per tornare all’accordo sul nucleare con l’Iran, non è stata ancora raggiunta la fase del rispetto in cambio del rispetto”. In particolare, a detta di Blinken, al momento il programma nucleare iraniano risulta essere “fuori controllo” e il Paese mediorientale ha avviato diverse attività che avrebbero avuto effetti peggiori se Teheran fosse una potenza nucleare. Tuttavia, ha spiegato il segretario statunitense, non è chiaro se l’Iran sia disposto o meno a fare ciò che è necessario per ritornare a rispettare l’accordo del 2015.

Il Joint Comprehensive Plan of Action è stato firmato durante l’amministrazione di Barack Obama, il 14 luglio 2015, a Vienna, da parte di Iran, Cina, Francia, Russia, Regno Unito, Stati Uniti, Germania e Unione Europea. Questo prevede la sospensione di tutte le sanzioni nucleari imposte precedentemente contro l’Iran dall’Unione Europea, dall’Onu e dagli USA, in cambio della limitazione delle attività nucleari da parte del Paese mediorientale e ispezioni dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica presso gli impianti iraniani. L’8 maggio 2018, durante la presidenza di Donald Trump, Washington si è ritirata unilateralmente dall’accordo, imponendo nuove sanzioni contro Teheran che hanno, da un lato, aggravato le condizioni economiche del Paese mediorientale, e, dall’altro lato, acuito le tensioni tra Iran e Stati Uniti.  Il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, sembra essere disposto a rilanciare l’accordo, ma, nel corso degli ultimi mesi, ha più volte ribadito come sia necessario dapprima che l’Iran rispetti il patto del 2015 per riprendere gli sforzi diplomatici. Pertanto, le due parti sono rimaste bloccate in una situazione di stallo, in cui ciascuna ha aspettato che fosse l’altra ad agire per prima.

 

Leggi Sicurezza Internazionale, il quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.