Nigeria: lo Stato Islamico annuncia la morte del leader di Boko Haram

Pubblicato il 7 giugno 2021 alle 9:06 in Africa Nigeria

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Lo Stato Islamico della Provincia dell’Africa Occidentale (ISWAP) ha annunciato in una registrazione audio, ascoltata da Reuters il 6 giugno, che il leader del gruppo militante islamista nigeriano rivale Boko Haram, Abubakar Shekau, è morto. 

L’agenzia di stampa Reuters ha ascoltato un file audio in cui un uomo, che si è definito il capo dell’ISWAP, Abu Musab al-Barnawi, confermava il decesso di Shekau, morto a seguito dell’esplosione di un ordigno, il 18 maggio, mentre tentava di scappare da un assalto dei militanti dello Stato Islamico. “Abubakar Shekau, Dio lo ha giudicato mandandolo in paradiso”, afferma la registrazione. Due persone che hanno familiarità con al-Barnawi hanno riferito all’agenzia di stampa che la voce nella registrazione poteva essere quella del leader dell’ISWAP. Anche un rapporto dell’intelligence nigeriano, condiviso da un funzionario del governo, ha reso noto che Shekau possa essere morto.

Lo Stato Islamico sta consolidando la sua presenza nell’intera regione del Lago Ciad, che è stata la roccaforte di Shekau. La morte del leader di Boko Haram potrebbe portare alla fine di una violenta rivalità tra i due gruppi, consentendo all’ISWAP di assorbire i combattenti dell’organizzazione e consolidare la propria presenza nel Nord-Est della Nigeria. Questo consentirebbe all’ISWAP di concentrare la propria attenzione negli attacchi contro il governo e le sue forze armate. Tuttavia, è necessario specificare che notizie su una possibile morte di Shekau, poi smentite, sono già circolate in passato. 

Il 19 maggio, fonti dell’intelligence nigeriana avevano riferito di combattimenti letali tra i due gruppi. Secondo quanto riportato, i militanti di Boko Haram, compreso Shekau, erano stati circondati dai combattenti dell’ISWAP nella propria roccaforte, nella foresta di Sambisa. Gli aggressori gli avevano chiesto di arrendersi. “Per evitare la cattura, Shekau si è sparato al petto e il proiettile gli ha perforato la spalla”, aveva raccontato una fonte. Quindi, il leader di Boko Haram, insieme ad alcuni dei suoi uomini, sarebbe riuscito a fuggire verso una destinazione sconosciuta. Una seconda fonte dell’intelligence aveva invece raccontato che Shekau era rimasto gravemente ferito dopo aver fatto esplodere un ordigno nel suo rifugio. Per comprendere le dinamiche tra i due gruppi, è importante capire le loro origini. 

L’organizzazione militante islamista, nota come Boko Haram, è stata fondata nel 2002 come movimento religioso con l’intento di riformare la società nigeriana in base all’interpretazione letterale della sharia. Il gruppo si è trasformato in un’organizzazione armata nel corso degli anni e, a partire dal 2009, ha seminato terrore e violenze nella regione, conquistando sempre più territorio. Dal 2013, le forze di sicurezza nigeriane, insieme ai militanti della Civilian Joint Task Force (CJTF) e in collaborazione con Ciad, Camerun e Niger, hanno lanciato una campagna contro i militanti islamisti, riuscendo a cacciarli dalle principali città nigeriane e costringendoli a trasferirsi nelle zone rurali. Tuttavia, questi hanno continuato a lanciare attacchi, specialmente nel Nord-Est del Paese, nella regione del Lago Ciad, prendendo di mira sia le forze di sicurezza che i civili. Il gruppo è diventato noto e temuto a livello internazionale quando i suoi militanti hanno rapito quasi 300 studentesse a Chibok, la notte tra il 14 e il 15 aprile del 2014. Tuttavia, le campagne militari dei Paesi della regione, lanciate dal 2015, hanno fortemente indebolito l’organizzazione. 

Nel 2016, Boko Haram si è fratturato, dopo lunghi disaccordi interni e le significative perdite di un territorio dell’anno precedente. Di conseguenza, due grandi fazioni sono emerse dall’organizzazione: lo Stato Islamico dell’Africa occidentale (ISWAP), e il Jama’atu Ahlis Sunna Lidda’awati wal-Jihad (JAS). L’ISWAP è nato il 7 marzo 2015, quando lo stesso Abubakar Shekau, leader di Boko Haram, ha promesso fedeltà allo Stato Islamico della Siria e del Levante, che ha accettato i nuovi adepti e ha annunciato l’espansione del califfato in Africa occidentale. Tuttavia, nell’agosto 2016, la leadership dell’ISIS ha nominato Abu Musab al-Barnawi come capo dell’ISWAP, cosa che Shekau ha rifiutato di accettare. A causa di lotte intestine, la neonata organizzazione si è divisa nuovamente: la fazione di al-Barnawi (ISWAP) e la fazione di Shekau (Boko Haram). Si stima che l’ISWAP contasse tra i 3.500 e i 5.000 combattenti, nel febbraio del 2020, e si ritiene che sia diventata la principale minaccia terroristica della regione. 

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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