Il Messico al voto tra omicidi politici e primi risultati elettorali

Pubblicato il 7 giugno 2021 alle 13:23 in America Latina Messico

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I cittadini del Messico hanno votato, domenica 6 giugno, per le elezioni più grandi della storia del Paese, dove sono in palio oltre 20.000 seggi, tra nomine locali, regionali e statali. Le elezioni di medio termine determineranno, nello specifico, la composizione della Camera dei Deputati, da 500 seggi, e di 15 governatorati, nonchè la selezione di migliaia di candidati per le posizioni di sindaco e consigliere locale. Quasi 95 milioni di persone hanno diritto al voto nel Paese del continente americano.

Secondo i primi exit poll, il Movimento di Rigenerazione Nazionale (Morena), il partito di centrosinistra che fa capo al presidente, Andres Manuel Lopez Obrador, ed è attualmente al potere, avrebbe perso il controllo della Camera. Stando ad un sondaggio del quotidiano El Financiero, Morena raccoglierebbe il 40% dei voti e la coalizione di cui fa parte raggiungerebbe il 47% grazie all’apporto del Partito dei Verdi (4%) e del Partito Laburista (3%). Ciò non gli consentirebbe di raggiungere la maggioranza assoluta che deteneva. A loro volta, secondo i sondaggi, alle tre principali forze di opposizione andrebbe il 44% dei voti, che sarebbero così distribuiti: il 21% al Partito Rivoluzionario Istituzionale (PRI), il 20% all’Azione Nazionale (PAN) e il 3% al Partito della Rivoluzione Democratica (PRD).

Se queste previsioni verranno confermate, si andrà verso una Camera dei Deputati divisa in due e altamente polarizzata, una situazione che potrebbe mettere in seria difficoltà il presidente Obrador nell’approvazione delle sue riforme. Un buon risultato alla Camera era ritenuto fondamentale per il capo di Stato, eletto nel 2018 per un mandato di sei anni, considerato il suo bisogno di mantenere diverse importanti promesse politiche nei suoi restanti tre anni in carica. Attualmente, Morena possiede 253 seggi alla Camera dei Deputati. Secondo le stime dell’Istituto Nazionale Elettorale (INE), a questo turno potrebbe ottenerne tra 190 e 203. La nuova camera bassa si insedierà a settembre.

Il presidente Obrador mantiene ancora un ampio sostegno, soprattutto tra gli elettori anziani e tra quelli delle classi più povere del Paese. L’opposizione ha cercato di capitalizzare il malcontento per i suoi risultati sull’economia e sulla lotta alla criminalità. Nelle ultime settimane, la corsa elettorale si è inasprita a causa di una serie di incidenti mortali che hanno coinvolto diversi attivisti politici e candidati. La società messicana di consulenza sulla sicurezza Etellekt ha riferito che almeno 89 politici, tra cui 35 candidati alle elezioni di domenica, sono stati uccisi in oltre 200 giorni di campagna. “Ciò che segnerà queste elezioni è la violenza che è sorta principalmente contro gli oppositori dei governi statali o dei comuni”, ha riferito al quotidiano Al Jazeera il direttore dell’istituto, Ruben Salazar, prima delle elezioni. “Quello a cui stiamo assistendo qui è la violenza politica, dove far parte dell’opposizione implica che sei più a rischio in questo Paese”, ha aggiunto.

In uno degli ultimi attacchi contro esponenti politici, il candidato a sindaco di Cazones, René Tovar, del partito Movimento Cittadino, è stato ucciso la notte del 5 giugno a colpi di arma da fuoco nella sua abitazione. Secondo fonti della polizia, un gruppo di individui armati avrebbe tentato di rapirlo, ma durante l’attacco, di fronte alla sua tenace resistenza al sequestro, gli avrebbero sparato. Secondo i media locali, oltre agli omicidi, vi sono stati ben 782 attentati e aggressioni a sfondo politico fra il settembre 2020 e il maggio 2021.

Nella giornata del voto, stando a quanto riportato dall’agenzia di stampa Reuters, un uomo avrebbe lanciato una testa mozzata all’interno di un seggio elettorale nella città di confine di Tijuana e, nelle vicinanze, sarebbero stati ritrovati sacchetti di plastica pieni di altri resti umani. Le autorità locali hanno dichiarato che l’uomo è riuscito a scappare ad un primo tentativo di cattura e non è ancora chiaro se sia stato rintracciato e arrestato. Non è stato chiarito ancora neanche il motivo dell’atto e se sia eventualmente collegasse alle elezioni di domenica. La campagna elettorale di quest’anno è stata definita una delle più sanguinose della storia recente del Messico. Gli analisti della sicurezza hanno affermato che la maggior parte della violenza elettorale tende a verificarsi a livello municipale, dove le bande esercitano pressioni per influenzare l’esito nella speranza di garantirsi un maggiore controllo sul traffico di droga e su altri racket criminali.

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Chiara Gentili

di Redazione

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