La Turchia sempre meno dipendente dalle importazioni di energia: scoperto nuovo giacimento di gas

Pubblicato il 7 giugno 2021 alle 9:38 in Medio Oriente Turchia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

La Turchia ha scoperto, nel Mar Nero meridionale, un nuovo giacimento di gas naturale di 135 miliardi di metri cubi. Con questo annuncio, le riserve di gas attualmente disponibili nella regione arrivano a un totale di 540 miliardi di metri cubi. Si prevede che la scoperta aiuterà il Paese, pesantemente dipendente dalle importazioni di energia, a coprire i suoi bisogni negli anni a venire, consentendogli di ridurre i costi energetici medi annuali. Ankara, al momento, importa quasi tutto il gas che consuma ogni anno e, nel tentativo di ridurre la sua dipendenza esterna dalle importazioni di energia, ha intensificato la ricerca di risorse di idrocarburi al largo delle sue coste.

L’annuncio di Erdogan, arrivato venerdì 4 giugno con un discorso alla nazione, era atteso da giorni. “La nostra nave da ricerca Fatih ha scoperto 135 miliardi di metri cubi di gas naturale nel pozzo di trivellazione Amasra-1, nel giacimento di gas di Sakarya”, ha detto il presidente durante una cerimonia di apertura nella provincia di Zonguldak. L’anno scorso, la stessa nave aveva scoperto 405 miliardi di metri cubi di gas naturale nel lotto Tuna-1, sempre nel giacimento di Sakarya, nella regione occidentale del Mar Nero, realizzando la più grande scoperta nella storia del Paese. “Le nostre nuove operazioni di perforazione intorno al pozzo continuano. Se Dio vuole, ci aspettiamo nuove buone notizie da questa regione”, ha aggiunto Erdogan. La consistenza della scoperta di Amasra-1, al momento, non è ancora stata confermata da alcuna autorità indipendente. Non è stato possibile “controfirmare” i dati relativi al possibile sfruttamento, ovvero certificare se il giacimento sia sostanzioso o meno.

Ankara utilizza due delle sue tre navi da trivellazione, che sono la Fatih, la Yavuz e la Kanuni, con l’obiettivo di accelerare lo sviluppo nel settore energetico. Poco fa, il 24 maggio, il ministro dell’Energia, Fatih Donmez, aveva annuciato l’intenzione di espandere le esplorazioni per la ricerca di gas anche nel Mediterraneo orientale. L’area rappresenta un focolaio di tensioni tra la Turchia, da un lato, e Grecia e Cipro, dall’altro, perché entrambe le parti rivendicano diritti di esplorazione energetica in quelle acque e sono divise da opinioni contrastanti sull’estensione delle rispettive piattaforme continentali. 

Nel Mar Nero, il Paese mira a pompare gas dal giacimento di Sakarya alla sua rete principale entro il 2023, con una produzione sostenuta a partire dal 2027-2028. Il piano di sviluppo nella regione, stando a quanto previsto da Donmez, sarà diviso in quattro fasi e sarà necessario un gasdotto lungo almeno 160 km per collegare i nuovi pozzi alla rete principale. Ankara, inoltre, dovrà costruire una stazione di ricezione entro due anni per adeguarsi ai tempi previsti.

I dati iniziali del pozzo offshore Amasra-1 mostrano una quantità significativa di gas, hanno rivelato al quotidiano Bloomberg fonti che hanno chiesto di rimanere anonime trattandosi di informazioni riservate. I funzionari intervistati hanno altresì affermato che la compagnia petrolifera statale Tpao starebbe pianificando di sviluppare i depositi da sola, senza il bisogno di finanziamenti esterni. Il Ministero dell’Energia ha rifiutato di commentare la scoperta, ma il presidente Erdogan ha rivelato pubblicamente la notizia presentandola come una soluzione a lungo termine per alcune delle vulnerabilità economiche della Turchia. I precedenti annunci sui giacimenti di gas nel Mar Nero hanno rafforzato le attività turche, dalle obbligazioni alle azioni. Erdogan e il suo governo stanno altresì combattendo un calo di popolarità interna dopo che la disoccupazione è aumentata per via delle restrizioni imposte dalla pandemia.

Si stima che il giacimento di Sakarya fornirà fino al 30% del gas richiesto dall’economia turca quando verrà raggiunta la produzione massima, prevista per il 2025. Ankara attualmente importa quasi tutti i 50 miliardi di metri cubi di gas che consuma ogni anno. Si ritiene inoltre che la produzione nazionale aumenterà la domanda di gas della nazione del 60%, fino a 80 miliardi di metri cubi all’anno, entro il 2030. La Turchia, che ha poco petrolio e gas, è fortemente dipendente da Russia, Azerbaigian e Iran, nonché dalle importazioni di GNL dal Qatar, dagli Stati Uniti, dalla Nigeria e dall’Algeria. L’anno scorso ha importato 48,1 miliardi di metri cubi di gas, in crescita del 6% rispetto all’anno precedente, di cui un terzo dalla Russia. A breve scadranno i contratti a lungo termine con la russa Gazprom PJSC, con l’azera Socar e con i produttori di gas naturale liquefatto nigeriano per circa 16 miliardi di metri cubi di forniture annue.

Durante il suo discorso dalla provincia di Zonguldak, Erdogan ha specificato che sono possibili ulteriori scoperte di gas nella regione. Oltre a Tuna-1 e Amasra-1, Fatih ha perforato anche i pozzi di prova Türkali-1 e Türkali-2. Attualmente sta perforando il pozzo di prova di Türkali-3 mentre Kanuni sta effettuando i test di completamento nel pozzo di Türkali-2. Il gas del Mar Nero sarà portato a terra con il progetto Sakarya Gas Field Development, che include la costruzione di sistemi di produzione di gas dal fondale marino, un centro di trattamento del gas all’interno della zona industriale di Filyos e condotte per collegare tali unità. Poche settimane fa, il 17 maggio, Erdogan aveva annunciato che la nazione aveva scoperto petrolio in tre nuovi pozzi onshore nell’ultimo mese. Il greggio è stato trovato in due pozzi nella provincia sudorientale di Diyarbakır e in un terzo sito nella provincia nordoccidentale di Kırklareli. La scoperta aggiungerà 6.800 barili di petrolio alla produzione giornaliera della nazione, che si stima supererà i 61.000 barili di petrolio. Circa 2.800 e 3.000 barili di petrolio saranno prodotti giornalmente rispettivamente dai pozzi Akoba-1 e Yenişehir-1 a Diyarbakır, mentre il pozzo Misinli-2 a Kırklareli aggiungerà 1.000 barili di petrolio al giorno.

Leggi Sicurezza Internazionale, il quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Chiara Gentili

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.