Gli USA invieranno vaccini a Taiwan

Pubblicato il 7 giugno 2021 alle 17:59 in Cina Taiwan USA e Canada

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Tre senatori statunitensi hanno visitato Taiwan il 6 giugno arrivando a bordo di un aereo militare e hanno promesso alla presidente del governo dell’isola, Tsai Ing-wen, 750.000 dosi di vaccino contro il coronavirus. La Cina ha protestato contro la visita statunitense sostenendo che Washington ha violato il principio “una sola Cina”.

I tre senatori, Ladda Duckworth, Christopher Coons e Daniel Sullivan, hanno affermato che la loro visita è stata una dimostrazione del sostegno bipartitico degli USA nei confronti di Taiwan, essendo i primi due esponenti del Partito democratico e il terzo del Partito repubblicano. I tre sono arrivati a Taiwan dalla Corea del Sud a bordo di un aereo da trasporto militare, lo US Air Force C-17, e si sono trattenuti sull’isola per tre ore, durante le quali hanno promesso sostegno a Taipei nella lotta alla pandemia.

La visita dei tre senatori statunitensi è arrivata in un momento in cui Taiwan sta affrontando un momento di difficoltà legato al coronavirus che ha avuto una rapida diffusione sull’isola a partire dalla seconda metà del mese di maggio 2021. In tale contesto, la carenza di vaccini sull’isola è stata motivo di tensioni tra le autorità di Taipei e il governo di Pechino. Le istituzioni taiwanesi hanno accusato quelle cinesi di aver cercato di ostacolare i loro sforzi per ottenere vaccini per i 23,5 milioni di persone che vivono sull’isola. Al contempo, però, Taiwan si è rifiutata di accettare vaccini dalla Cina continentale, ricevendo critiche da Pechino che ha accusato il Partito progressista democratico (PPD) di Tsai di non curarsi della popolazione locale. Al contempo, la donazione statunitense è stata accolta con favore dalla presidente taiwanese. Al momento, però, non è ancora chiaro quale tipo di vaccini riceverà l’isola.

Il 7 giugno, il portavoce del Ministero Affari Esteri della Cina, Wang Wenbin, ha affermato che la visita dei tre senatori sull’isola e i loro incontri con i leader locali hanno violato gravemente il principio “una sola Cina” e i tre comunicati congiunti sino-statunitensi. Wang ha ribadito l’opposizione di Pechino a tale tipo di scambi, l’ultimo tra i quali risale al 14 aprile scorso,  e ha inoltrato un reclamo ufficiale agli USA. Wang ha quindi affermato che la Cina ha chiesto a Washington di interrompere qualsiasi forma di scambio ufficiale con l’isola, di gestire con cautela la questione taiwanese e di non inviare segnali erronei alle forze separatiste indipendentiste locali. Pechino ha quindi chiesto agli USA di non apportare ulteriori danni alle relazioni sino-statunitensi e di non minacciare la stabilità dello Stretto di Taiwan.

Rispetto all’emergenza coronavirus, al 6 giugno, l’isola aveva registrato 343 nuovi casi di coronavirus e 36 decessi legati alla malattia. In totale, nell’isola sono stati registrati 11.298 contagiati e 260 decessi. Al momento, Taiwan è riuscita a vaccinare il 3% dei suoi abitanti.

Prima degli USA, lo scorso 4 giugno, già il Giappone aveva annunciato la donazione di 1,24 milioni di dosi di vaccini AstraZeneca a Taiwan, attirando critiche da Pechino che ha ritenuto la mossa uno “strumento per guadagni politici egoisti”.  A tal proposito, Tsai ha affermato che grazie alla cooperazione con Tokyo, Washington e altri Paesi, Taiwan riuscirà a superare le sfide poste dalla pandemia. Oltre a questo, Tsai ha poi ricordato più ambiti di cooperazione tra l’isola e gli USA che, a sua detta, hanno contribuito a salvaguardare la libertà, l’apertura, la pace e la prosperità dell’Indo-Pacifico.

La Cina considera l’isola una sua provincia e quindi parte integrante del territorio nazionale, in base al principio “una sola Cina”. A Taipei, però, è presente un esecutivo autonomo e l’isola si auto-definisce la Repubblica di Cina (ROC), sostenendo di essere un’entità statale separata dalla Repubblica Popolare Cinese. Dal 2016, tale esecutivo è guidato dalla presidente Tsai Ing-wen, a capo del Partito progressista democratico (PPD), la quale ha sempre rifiutato di riconoscere il principio “una sola Cina” ed è stata rieletta con un’ampia maggioranza alle ultime elezioni sull’isola dell’11 gennaio 2020. Tsai si è altresì impegnata ad intensificare i rapporti dell’isola con Washington, suo maggior fornitore di armi da difesa. Il governo di Pechino, da parte sua, ha più volte affermato di voler risolvere la questione di Taiwan, che rappresenta la sua maggiore problematica dal punto di vista territoriale e diplomatico, e non ha escluso la possibilità di farlo utilizzando la forza.

Nel contesto della pandemia di coronavirus, Taiwan ha accusato la Cina di aver impedito all’isola di partecipare all’ Assemblea mondiale della sanità, l’organo legislativo dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) e agli sforzi internazionali. Da parte sua, la Cina ha ripetutamente sostenuto di rappresentare anche l’isola. La partecipazione di Taiwan all’ultimo incontro dell’Assemblea mondiale della sanità del 24 maggio scorso era stata esortata anche dai Paesi del G7, ovvero Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Regno Unito e USA, avevano, in una dichiarazione congiunta del 5 maggio scorso

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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