Georgia: crescita record di PIL e inflazione

Pubblicato il 6 giugno 2021 alle 6:32 in Europa Georgia

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L’ultimo report dell’Agenzia statistica della Georgia ha rivelato che la crescita effettiva del Prodotto Interno Lordo (PIL) del Paese, da gennaio ad aprile 2021, è in media dell’8,1%. Nel frattempo, l’inflazione, nei mesi di marzo e aprile, ha raggiunto il 7,2%.

Nel corso di una riunione del gabinetto del Paese, il premier georgiano, Irakli Garibashvili, ha affermato che tale crescita “senza precedenti” è principalmente legata alla linea politica da lui condotta. Garibashvili ha rivelato di essere “molto positivo” per i mesi futuri e ha affermato che il Paese ha dimostrato molta forza, soprattutto se messo a confronto con la crisi interna che ha affrontato nel 2020, la quale ha contribuito significativamente al crollo del PIL georgiano. Nello specifico, nell’aprile 2020, l’economia del Paese, su base annua, si è contratta del 16,6%.

Galt & Taggart, una società di intermediazione con sede a Tbilisi, capitale della Georgia, ha sottolineato che un’analoga tendenza positiva era stata registrata nell’aprile 2019. Nonostante ciò, la società ha precisato i dati positivi registrati nel primo quadrimestre del 2021 suggeriscono che la crescita, nell’aprile, è aumentata del 20,8%. Nonostante l’atteggiamento positivo di Garibashvili, non si può non fare riferimento all’inflazione del Paese. Nello specifico, il premier non ha menzionato l’inflazione dei prezzi al consumo che, nel mese di marzo e in quello di aprile, ha raggiunto il 7,2%. Una cifra così elevata era stata registrata solamente nel 2011.

A contribuire all’intabile situazione economica in Georgia è, indubbiamente, l’altrettanto incerta situazione politica nel Paese. Il conflitto partitico è iniziato con le elezioni del 31 ottobre 2020 che hanno confermato, con il 48%, la leadership del partito Sogno Georgiano. I partiti di opposizione hanno accusato il partito vincente di brogli elettorali e di falsificazione dei voti. Come segno di protesta, si sono fermamente rifiutati di accettare i risultati delle elezioni e di partecipare all’attività politica del nuovo Parlamento. Questo ha dato il via ad una serie di manifestazioni che hanno coinvolto tutti i cittadini.

La situazione è peggiorata quando, il 18 febbraio, l’ormai ex premier del Paese, Grigorij Gacharija, ha rassegnato le dimissioni a causa dell’impossibilità di raggiungere accordi parlamentari tra i vari schieramenti. Qualche giorno dopo, il 23 febbraio, la crisi politica si è aggravata ulteriormente quando la polizia georgiana ha arrestato il dissidente, Nika Melia, e ha usato gas lacrimogeni in un raid contro la sede del suo partito. Gli osservatori internazionali hanno affermato che, sebbene abbiano rilevato una serie di irregolarità, compreso l’uso di risorse amministrative da parte del partito al governo, i risultati delle elezioni del 31 ottobre 2020 sono trasparenti. I gruppi di opposizione hanno affermato, tuttavia, di aver prove a sufficienza per dimostrare l’illegalità del partito Sogno Georgiano.

A seguito dell’assalto al Parlamento georgiano, le autorità del Paese hanno revocato l’immunità parlamentare di Melia, al quale è stato ordinato di versare una cauzione di 30 mila lari, che corrispondono a 9 mila dollari. L’oppositore, inoltre, è stato condannato alla libertà vigilata e a indossare un braccialetto elettronico di localizzazione. In seguito, nel novembre 2020, Melia ha organizzato un’ulteriore manifestazione contro i risultati delle elezioni parlamentari. A causa dei disordini avvenuti nel novembre 2020, l’Ufficio del Pubblico Ministero georgiano ha richiesto di applicare la misura di custodia cautelare a Melia.

 Al fine di normalizzare la crisi è intervenuto il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, il quale ha proposto, il 18 aprile, un piano elaborato appositamente da Bruxelles. In risposta, il Movimento Nazionale Unito (UNM), capeggiato da Melia, ha affermato che il partito avrebbe sottoscritto l’accordo solo a seguito del rilascio del loro leader, come è avvenuto il 10 maggio. Tuttavia, il 30 maggio, Melia ha dichiarato che l’UNM sarebbe rientrato nel Parlamento del Paese per prendere parte alla vita politica in Georgia. Nonostante ciò, Melia ha ribadito che il suo partito non intende firmare il patto europeo a causa di alcuni punti. Nello specifico, prima del rilascio di Melia, numerosi funzionari del UNM avevano sottolineato di non essere d’accordo con alcune proposte del documento di Michel che riguardavano la durata dei mandati di figure rilevanti in ambito giudiziario. Il fatto che il presidente della Commissione Elettorale Centrale (CEC) – organo che si occupa della supervisione delle elezioni per garantirne la trasparenza – non sarà sostituito, così come i giudici e i funzionari corrotti, non permetterà di apportare cambiamenti reali al sistema politico del Paese.

 

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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