Putin denuncia i tentativi di ostacolare il dialogo con gli USA

Pubblicato il 5 giugno 2021 alle 9:09 in Russia USA e Canada

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Il presidente russo, Vladimir Putin, ha affermato, venerdì 4 giugno, che le dichiarazioni sull’ipotesi che Mosca sia collegata ad attacchi informatici di alto profilo negli Stati Uniti sono assurde e rappresentano un tentativo di ostacolare il vertice previsto per il 16 giugno a Ginevra con l’omologo americano Joe Biden.

Nello specifico, questa settimana è stato segnalato un attacco alle strutture del produttore di carne brasiliano JBS, negli Stati Uniti. Si tratta del terzo evento di questo tipo da quando Biden è entrato in carica, a gennaio. JBS ha riferito alla Casa Bianca che l’attacco avrebbe avuto origine da un’organizzazione criminale probabilmente con sede in Russia. L’amministrazione Biden, dal canto suo, ha assicurato che, durante i colloqui con Putin a Ginevra, verrà discussa la problematica dell’hacking e verranno esplorate le iniziative di Mosca per prevenire tali attacchi informatici.

Riguardo al caso JBS, alcuni funzionari statunitensi hanno accusato bande criminali con sede nell’Europa orientale o in Russia identificandole come probabili colpevoli. Tuttavia, i critici del Cremlino hanno puntato il dito contro lo stesso Putin, affermando che il presidente sarebbe stato a conoscenza degli attacchi e che forse li avrebbe anche diretti.

Il capo di Stato russo, parlando a margine del Forum economico di San Pietroburgo, ha chiarito a Channel One, l’emittente televisiva nazionale, che l’idea del coinvolgimento del Cremlino era assurda. “È solo una sciocchezza, è divertente”, ha detto Putin, aggiungendo: “È assurdo accusare la Russia di questo”. “Grazie al cielo ci sono persone con buon senso che si stanno ponendo questa domanda e che la stanno rigirando a coloro che cercherebbero di provocare un nuovo conflitto prima del nostro incontro con Biden”, ha concluso il presidente russo, che ha elogiato l’omologo statunitense, definendolo “un politico esperto”, e ha specificato di aver riposto grandi speranze nel vertice di Ginevra, augurandosi che si svolga in un’atmosfera positiva, pur non prevedendo alcuna svolta concreta. L’incontro, secondo Putin, sarà più che altro un tentativo di tracciare un percorso comune per ripristinare i difficili legami USA-Russia, peggiorati dopo una serie di fatti recenti, tra cui l’incarcerazione del critico russo, Alexei Navalny, e le accuse di hacking, o meno recenti, come la questione dell’Ucraina e della Siria.

Nel corso del Forum, Putin ha tenuto comunque toni duri parlando degli Stati Uniti e ha affermato che Washington vorrebbe “trattenere” lo sviluppo della Russia. “Dobbiamo trovare il modo di cercare una soluzione nelle nostre relazioni, che ora sono a un livello estremamente basso”, ha ammesso Putin venerdì, sottolineando che il 16 giugno, all’ordine del giorno, ci saranno anche il disarmo, la pandemia di coronavirus e le questioni ambientali.

Sia la Russia sia gli Stati Uniti hanno abbassato le aspettative di una qualsiasi svolta dopo la riunione di Ginevra. Il Cremlino ha affermato che le differenze tra Mosca e Washington sono troppo profonde per un importante “ripristino” delle relazioni. Da quando è entrato in carica, Biden ha imposto nuove sanzioni a Mosca per presunte ingerenze elettorali e attacchi informatici. Putin sostiene che le misure siano state guidate dalla competizione politica interna e che siano un “enigma” per Mosca.

Oltre al discorso sugli attacchi informatici, il presidente russo ha affrontato una pluralità di temi, tra cui quello del Nord Stream 2, annunciando che la posa dei tubi per la prima delle due linee del futuro gasdotto verso la Germania è stata ora completata. Rimarrebbero solo i lavori di saldatura per finalizzare la costruzione e presto, ha assicurato Putin, la seconda linea seguirà l’esempio della prima. Il presidente considera il progetto come un’opzione economica migliore rispetto al gasdotto, già esistente, che passa attraverso l’Ucraina e ha rassicurato il Paese dell’Europa orientale affermando che Mosca continuerà a pompare 40 miliardi di metri cubi di gas all’anno sul territorio ucraino, in linea con il contratto quinquennale ancora in vigore, e che potrebbe continuare a farlo dopo la scadenza dell’accordo se l’Ucraina mostrerà “buona volontà”.

Russia e Ucraina sono bloccate in una sorta di braccio di ferro a seguito dell’annessione della penisola di Crimea da parte di Mosca, nel 2014, e del sostegno russo ai separatisti nell’Est del Paese. Gli Stati Uniti si sono fortemente opposti alla costruzione del nuovo gasdotto russo, ma, a maggio, hanno rinunciato ad alcune sanzioni sul progetto, una mossa che Biden ha giustificato affermando che l’opera era quasi completa e che le misure avrebbero potuto danneggiare i legami con l’Europa. Il Cremlino ha definito la decisione un “segnale positivo” prima del vertice Putin-Biden.

Nel corso del vertice a San Pietroburgo, il presidente russo ha altresì evidenziato il fatto che, secondo Mosca, le nazioni europee dovrebbero pagare il gas della Russia in euro, mentre il Paese persegue i suoi sforzi di de-dollarizzazione nel mezzo delle sanzioni statunitensi. “L’euro è del tutto accettabile per noi in termini di pagamenti del gas. Questo può essere fatto, ovviamente, e probabilmente dovrebbe essere fatto”, ha detto Putin, deplorando quello che ha definito un uso del dollaro da parte di Washington come strumento economico e politico. “Il suo uso come strumento di competizione e lotta politica ha danneggiato il suo ruolo di valuta di riserva mondiale”, ha dichiarato il leader del Cremlino. La Russia aveva annunciato un giorno prima, il 3 giugno, che avrebbe rimosso completamente il dollaro USA dal suo National Wealth Fund e trasformato le attività denominate in dollari in euro, yuan e oro.

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Chiara Gentili

di Redazione