Russia: Putin firma la nuova legge contro gli “estremisti”

Pubblicato il 4 giugno 2021 alle 13:44 in Russia

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Il presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin, ha sottoscritto, venerdì 4 giugno, la legge che vieta a soggetti etichettati come “estremisti” di votare alle elezioni del Paese.

Il divieto si applica a partecipanti, membri, dipendenti e a tutte le persone che sono coinvolte nelle attività considerate “estremiste” o “terroristiche” da parte del governo russo. I leader delle organizzazioni estremiste non potranno presentarsi ai seggi per 5 anni, mentre l’attività elettorale dei “cittadini ordinari” sarà bloccata per 3 anni. Inoltre, la nuova legge conferisce alle autorità russe il diritto di impedire ai fondatori e ai dirigenti di tali organizzazioni l’accesso alle elezioni senza previa conferma del Tribunale. Per quanto riguarda, invece, i soggetti che hanno aderito a tali organizzazioni, l’impedimento di esprimere il proprio punto di vista durante le elezioni dovrà essere stabilito dal Tribunale della Federazione.

Il nuovo documento normativo imporrà un concreto divieto di partecipazione all’attività elettorale del Paese. Si tratta di una misura che si estende anche a coloro che “fanno donazioni” a tali organizzazioni, “prestano assistenza” o supportano il loro operato “partecipando ad eventi” – ovvero proteste antigovernative – o esprimono il sostegno “sul web”. Il concetto di “estremismo”, pertanto, sarà utilizzato dal Cremlino come strumento per “reprimere ulteriormente” le forze di opposizione nel Paese. Mosca possiede un vero e proprio “libro nero” in cui ha incluso oltre 5.200 materiali considerati estremisti. Come si legge all’interno del sito web ufficiale, l’elenco dei materiali è stilato sulla base delle “decisioni del Tribunale” in conformità con la normativa approvata dal Ministero della Giustizia del Paese.

Tale progetto di legge era stato presentato alla Duma di Stato, anche nota come Camera Bassa, nel mese di maggio. A seguito di ciò, il leader del Comitato sulla legislazione del Paese, Pavel Krasheninnikov, e il presidente del Comitato del Consiglio della Federazione sulla legislazione costituzionale, Andrei Klishas, hanno introdotto una serie di emendamenti con lo scopo di estendere le suddette restrizioni in campo elettorale a tutti i livelli. La Duma di Stato ha adottato la legge in terza lettura il 26 maggio e il Consiglio della Federazione l’ha approvata il 2 giugno. Con la firma di Putin, la legge è entrata ufficialmente in vigore in Russia.

Nel quadro normativo russo, che sembra diventare sempre più stringente nei confronti di coloro che non supportano le forze al potere, è rilevante menzionare altre leggi in lettura nel Paese. Nel mese di giugno, il Tribunale di Mosca aprirà un’udienza per valutare se classificare la rete di uffici regionali e la Fondazione Anti-corruzione (FBK), istituiti entrambi dal dissidente Alexey Navalny, come organizzazioni “estremiste”. In tale quadro, è importante ricordare che, il 18 aprile, la Camera Bassa ha approvato, in prima lettura, una legge che vieta ai membri di organizzazioni “estremiste” di diventare legislatori.

Tale normativa, a detta degli analisti internazionali, sarebbe stata avanzata al fine di reprimere le forze antigovernative che sostengono Navalny, uno dei principali oppositori del presidente russo, Vladimir Putin. È altresì importante ricordare che il Ministero della Giustizia della Federazione Russa ha classificato l’FBK come “agente straniero”, etichetta utilizzata per schedare le persone e le organizzazioni non governative russe che ricevono fondi dall’estero. A regolamentare tale dicitura è la legge entrata in vigore il 21 novembre 2012, a causa della quale gli esponenti antigovernativi hanno subito una profonda riduzione delle donazioni, intimidazioni e procedimenti giudiziari.

 

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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