Il Niger è “sempre più strategico per l’Italia”

Pubblicato il 4 giugno 2021 alle 9:54 in Italia Niger

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Il ministro degli Esteri italiano, Luigi Di Maio, si è recato in visita a Niamey, la capitale del Niger, dove ha annunciato la firma di un accordo per la cooperazione allo sviluppo e l’apertura di una nuova base militare. 

La visita è stata effettuata in corrispondenza con la festa della Repubblica italiana, il 2 giugno. In tale data, Di Maio ha incontrato le autorità nigerine, tra cui il presidente, Mohamed Bazoum, il primo ministro, Ouhoumoudou Mahamadou, e ha portato il suo saluto al contingente italiano della Missione Bilaterale di Supporto in Niger (MISIN), definita “fiore all’occhiello” della cooperazione in materia di sicurezza nel Sahel e in tutta l’Africa. Come riferito dal Ministero della Difesa, tale missione ha lo scopo di accrescere le capacità di contrastare il fenomeno dei traffici illegali e delle minacce alla sicurezza, nell’ambito di uno sforzo congiunto europeo e statunitense per la stabilizzazione dell’area e il rafforzamento delle capacità di controllo del territorio da parte delle autorità nigerine e dei Paesi del G5 Sahel (Mauritania, Mali, Burkina Faso, Niger e Ciad). La MISIN è stata lanciata a seguito di un accordo bilaterale tra Francia e Italia, che risale al 26 settembre 2017.

A proposito della collaborazione tra Parigi e Roma in questa regione del mondo, nella sua visita del 2 giugno, il ministro degli Esteri italiano ha ribadito supporto dell’Italia alla Task Force Takuba, che rafforza l’intervento europeo in Sahel. Il contingente italiano che partecipa a tale operazione sarà pienamente operativo entro l’estate e l’intera missione ha l’obiettivo di supportare le forze di sicurezza locali, nel contrasto ai crescenti fenomeni di matrice jihadista nella cosiddetta “tri-border area”, che comprende i confini di Niger, Mali e Burkina Faso. La Task Force Takuba è stata lanciata dalla Francia e da altri 13 Paesi europei, in coordinamento con gli eserciti del Mali e del Niger. 

A tale proposito, nella sua visita del 2 giugno, Di Maio ha ricordato che il Niger rappresenta per l’Italia un “partner prioritario” nella regione saheliana, cruciale per la stabilità regionale, per il contrasto al terrorismo jihadista e per la gestione dei flussi migratori verso il Mediterraneo. In questo quadro si conferma l’impegno italiano verso il Paese, in termini di cooperazione allo sviluppo, come conferma la firma di un nuovo accordo quadro in materia. La visita in Niger costituisce la seconda missione del Ministro Di Maio nel Sahel, dopo quella in Mali dell’8 aprile scorso, e si colloca “nel quadro della priorità che tutta l’Africa riveste per l’Italia, come dimostrato anche dall’attenzione speciale che sarà dedicata al Continente africano dalla Presidenza Italiana del G20”, secondo la Farnesina.

A proposito dell’interesse nella regione, il ministro della Difesa italiano, Lorenzo Guerini, durante l’incontro del 13 aprile a Roma con la sua omologa francese, Florence Parly, ha annunciato che l’Italia aprirà una nuova base militare in Niger, la cui costruzione inizierà a partire da luglio. Al momento, non ci sono state discussioni al riguardo in Parlamento, ma anche Di Maio ha ribadito l’intenzione di aprire questa nuova base militare. Tuttavia, il ministro degli Esteri non ha specificato le tempistiche, affermando che “la regione sub-sahariana del Sahel ha assunto un valore sempre più strategico per l’Italia, diventando la frontiera meridionale dell’Europa” e che in questo quadro l’impegno della missione italiana in Niger si configura come “uno degli strumenti più qualificati della nostra presenza nel Paese”. Quindi, Niamey è senza dubbio un luogo di estrema rilevanza, “dove costruire una base militare italiana che spero potremo inaugurare molto presto”. Proprio per questo, l’Italia si è impegnata ad ampliare le funzioni dell’ambasciata nella capitale nigerina, istituita nel 2017. Al momento, il Niger rientra nella circoscrizione consolare nella competenza dell’Ambasciata d’Italia ad Abidjan, in Costa D’Avorio, le funzioni consolari vengono provvisoriamente espletate da quest’ultima, avvalendosi anche di un Consolato Onorario a Niamey, operativo già da prima dell’apertura dell’ambasciata in Niger. 

Il Niger, e nello specifico la regione al confine con il Mali ed il Burkina Faso, è un’area particolarmente instabile della regione desertica del Sahel. In tale zona, la violenza è cominciata ad aumentare a seguito di un’insurrezione jihadista, nel 2012, durante la quale un gruppo di militanti ha preso il controllo del Nord del Mali, per poi espandersi nei Paesi vicini, soprattutto nei confinanti Burkina Faso e Niger. Oggi, diversi gruppi armati sono attivi nella regione, alcuni di questi sono organizzazioni terroristiche affiliate ad al-Qaeda e allo Stato Islamico, altre sono gruppi di “banditi” che alimentano traffici di esseri umani, armi e droga. Tali presenze hanno alimentato i conflitti etnici e religiosi già presenti, causando migliaia di decessi e costringendo milioni di persone ad abbandonare le loro case. Nello specifico, gli attacchi nel Niger occidentale sono cresciuti in modo drastico nei primi 4 mesi del 2021, causando la morte di oltre 300 persone dall’inizio dell’anno. Anche la situazione a Sud è complessa, dal punto di vista della sicurezza, considerato che in Nigeria sono attive organizzazioni come Boko Haram e l’ISWAP. Infine, l’instabilità del Ciad, ad Est, a seguito dell’uccisione del presidente da parte di gruppi ribelli, il 19 aprile, ha ulteriormente rischiato di creare incertezze nell’area. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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