Francia-Tunisia: siglati sette accordi di cooperazione economica

Pubblicato il 4 giugno 2021 alle 10:44 in Francia Tunisia

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In occasione della visita in Tunisia del primo ministro francese, Jean Castex, del 2 e 3 giugno, Parigi ha offerto il proprio sostegno al cammino di riforme economiche e al settore sanitario del Paese Nord-africano, il quale si trova a far fronte a una grave crisi, ulteriormente esacerbata dalla pandemia di Covid-19. I colloqui hanno portato alla firma di sette accordi di cooperazione economica, che comprendono prestiti e finanziamenti del valore di 81,2 milioni di euro.

Castez, accompagnato da diversi membri dell’esecutivo di Parigi, ha incontrato sia il suo omologo tunisino, Hichem Mechichi, sia il capo di Stato, Kais Saied, verso cui si è impegnato a sostenere le riforme elaborate dalle autorità di Tunisi, volte a rafforzare la sua forza attrattiva e a migliorare l’ambiente imprenditoriale. Tali riforme, è stato affermato, sono rilevanti per la Tunisia, il suo popolo, ma anche per il partenariato franco-tunisino, considerato che la Francia è il primo partner commerciale del Paese Nord-africano e i due sono uniti da “legami privilegiati”.

La visita del 2 e 3 giugno del premier francese ha avuto tra gli obiettivi preparare il prossimo vertice della Francofonia, previsto in Tunisia nel mese di novembre prossimo, e siglare accordi tra gli istituti di formazione francesi e tunisini. Al contempo, è stata presa in esame la questione dei tunisini “radicalizzati” che vivono in Francia, dopo che, nel 2020, Parigi ha fornito una lista di venti individui a rischio espulsione, in quanto accusati di terrorismo o sospettati di avere legami con organizzazioni jihadiste. Castex ha poi discusso con gli interlocutori francesi delle modalità per contenere i flussi migratori, considerato che la Tunisia rappresenta uno dei principali punti di partenza per coloro che, dal Nord Africa, desiderano raggiungere l’Europa.

A detta di Mechichi, nel corso degli ultimi dieci anni, la Tunisia è “cambiata molto” e il cambiamento è stato accompagnato da minacce così come da opportunità. Oltre all’emergenza sanitaria, Tunisi è alle prese con una grave crisi economica, la quale l’ha portata a rivolgersi al Fondo Monetario Internazionale (FMI) per ottenere un prestito di tre anni, in cambio di un programma di riforme. La Francia, la quale si è detta disposta a “incoraggiare” tale programma, si era già impegnata, lo scorso anno, a prestare circa 350 milioni di euro a sostegno della trasformazione del Paese Nordafricano, fino al 2022. Fino ad ora, sono stati già destinati 100 milioni di euro, ma Parigi resta in attesa dell’effettiva attuazione delle riforme promesse da Tunisi per erogare la somma rimanente. Parallelamente, l’Agenzia francese per lo sviluppo sta guidando un piano di sviluppo globale in Tunisia del valore di 1,7 miliardi di euro, che si estende fino alla fine del 2022. Questo comprende diversi progetti, tra cui la riabilitazione di vecchi quartieri, il sostegno all’imprenditoria giovanile e il supporto allo sviluppo ambientale.

È in tale quadro che si collocano i sette accordi siglati tra Parigi e Tunisi in occasione della visita di Castez. Stando a quanto affermato da Mechichi a margine della riunione dello “Alto Consiglio di cooperazione franco-tunisino”, questi riguardano diversi ambiti, tra cui agricoltura, commercio, risorse idrauliche, porti e tecnologia. Tre dei sette accordi prevedono presiti e finanziamenti, da parte francese, pari a 81,2 milioni di euro, mentre sono stati concordati due contratti di credito. Il primo, di 41 milioni di euro, andrà a favore dell’Ufficio della Marina mercantile e dei porti, per lo sviluppo di sei aree portuali. Il secondo, il cui valore ammonta a 40 milioni di euro, mira a finanziare un programma che dovrebbe consentire alla Tunisia di rafforzare le proprie capacità di resistenza a catastrofi naturali, tra cui inondazioni, in un periodo di cinque anni, dal 2021 al 2026.  Una terza convenzione riguarda, invece, il Fondo di competenza tecnica e per lo scambio di esperienze, ed è volta a migliorare le prestazioni industriali e ambientali di due stazioni adibite alla desalinizzazione, a Djerba. Non da ultimo, Parigi lancerà un progetto per la creazione della “Università franco-tunisina per l’Africa e il Mediterraneo”, che mira a rendere la Tunisia un polo di eccellenza nel campo dell’istruzione superiore. “Gli accordi rappresentano una estensione delle relazioni profonde tra Francia e Tunisia”, sono state le parole di Castex.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione