Russia e Qatar discutono di una nuova rotta marittima allo SPIEF

Pubblicato il 3 giugno 2021 alle 11:47 in Qatar Russia

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L’amministratore delegato dell’autorità portuale Mwani Qatar, Abdullah al-Khanji, ha dichiarato, giovedì 3 giugno, che, durante il Forum Economico di San Pietroburgo (SPIEF), sono stati avviati negoziati con i rappresentanti della Federazione Russa per discutere di una nuova rotta marittima. Il progetto collegherebbe alcuni porti russi, non è stato specificato quali, e il porto di Hamada, situato nella città di Mesaieed, per rilanciare le relazioni economico-commerciali tra i due Paesi.

La delegazione di Mwani Qatar è stata inviata allo SPIEF per rappresentare il Ministero dei Trasporti e delle Comunicazioni del Qatar. Per tali ragioni, Abdullah al-Khanji ha spiegato che, durante il forum, verranno affrontate differenti questioni relative alle aree portuali, al trasporto marittimo e alla logistica. L’aspetto chiave, ha riferito l’amministratore delegato qatariote, risiede nella possibilità di stabilire una nuova rotta commerciale marittima tra i due Paesi. A detta di al-Khanji, il forum offre ottime opportunità per rilanciare ed intensificare il commercio bilaterale tra Russia a Qatar.

È importante sottolineare che quest’anno lo SPIEF, che si terrà dal 2 al 5 giugno a San Pietroburgo, dedicherà un’attenzione particolare al Qatar, il quale è diventato l’ospite ufficiale del forum. Secondo gli analisti russi, è molto probabile che Doha e Mosca sigleranno numerosi accordi in tale occasione. Inoltre, pochi giorni fa, l’ambasciatore del Qatar in Russia, Ahmed bin Nasser al-Thani, ha dichiarato ai media che una delle delegazioni del Paese presenti allo SPIEF sarà guidata dall’emiro del Qatar, lo sceicco Tamim bin Hamad Al Thani. La delegazione includerà anche il ministro degli Esteri, Sheikh Mohammed bin Abdulrahman al-Thani, nonché vice primo ministro, ma anche il ministro del Commercio e dell’Industria, Ali bin Ahmed al-Kuwari. Questi ultimi saranno i rappresentanti della leadership di Qatar Petroleum e di oltre 30 grandi società nazionali.

L’ambasciatore del Qatar in Russia ha altresì osservato che la presenza di un’ampia rappresentanza del Paese allo SPIEF è la “migliore prova delle vaste prospettive di cooperazione bilaterale”. “Non vediamo l’ora di stabilire nuove partnership e ampliare i legami commerciali ed economici” ha aggiunto Ahmed bin Nasser al-Thani. L’ambasciatore ha anche rivelato che lo SPIEF è un’ottima piattaforma per avviare negoziati e discussioni sul potenziale industriale, di investimento, tecnologico, educativo e culturale tra il Qatar e la Federazione Russa. Inoltre, le più grandi aziende del Qatar saranno rappresentate nel padiglione nazionale, che ospiterà incontri bilaterali, dibattiti e tavole rotonde sulle relazioni tra Mosca e Doha.

L’anno precedente, in occasione dello SPIEF 2020, il vice primo ministro russo, Alexander Novak, aveva sottolineato il potenziale delle relazioni russo-qatariote. “Il commercio tra Mosca e Doha potrebbe salire alle stelle” aveva affermato Novak. Quest’ultimo aveva spiegato che se l’interscambio bilaterale avrebbe mantenuto il ritmo costante del 2018, anno in cui i due Paesi hanno raddoppiato i volumi, in tre anni l’asse Mosca-Doha avrebbe potuto raggiungere circa 500 milioni di dollari.

Le stime del Business Council bilaterale hanno rivelato che il fattore geografico sarebbe il primo a contribuire all’interesse del Qatar di incrementare le importazioni dalla Federazione Russa. Tale aspetto è giustificato dal fatto che gli import di materie prime dall’Australia, dall’Africa e dall’Asia Orientale e Sudorientale non sono tanto vantaggiosi quanto quelli da Mosca in virtù del costo di trasporto. In tale quadro, è importante ricordare che il Qatar è uno dei maggiori produttori ed esportatori di Gas Liquefatto Naturale (GNL), nonché di petrolio e prodotti derivati. È probabile che, a margine dello SPIEF, Russia e Qatar, in quanto membri dell’Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio (OPEC), discuteranno della loro presenza nei mercati esteri del gas al fine di evitare il calo di prezzo.

Dal 2016, l’OPEC ha avviato un percorso che ha portato al cambiamento del mondo del petrolio e della sua produzione. Il 30 novembre 2016, l’Organizzazione tagliò la produzione petrolifera di 1.2 milioni di barili al giorno. L’obiettivo dei Paesi produttori era quello di risollevare le quotazioni che, a inizio 2016, precipitarono vertiginosamente sotto i 30 dollari al barile poiché sul mercato l’offerta era molto alta. Tali avvenimenti portarono alla nascita dell’OPEC + per far fronte alla crescita non prevista e non controllabile della produzione non convenzionale degli Stati Uniti, una variabile che aveva sovvertito gli equilibri del mercato petrolifero mondiale. L’Arabia Saudita, da sola, non era in grado di affrontare in modo efficace gli USA per stabilizzare le quotazioni internazionali, ecco perché la Russia rappresentava un alleato importante.

Lo SPIEF si svolge a cadenza annuale dal 1997 e, a partire dal 2006, a prendervi parte è anche il presidente della Federazione Russa, Vladimir Puti. Ad intervenire nelle sessioni plenarie del forum sono stati anche il presidente della Cina, Xi Jinping, e il segretario generale dell’ONU, Antonio Guterres, per citarne alcuni. Il forum è stato istituito con lo scopo di creare un luogo di dialogo tra i rappresentanti del mondo degli affari. Al centro della discussione vi è sempre la Russia e le questioni economiche più importanti per il Paese. Nel 2019, al forum hanno preso parte invitati provenienti da circa 145 Stati, tra cui Niger, Costa d’Avorio, Somalia. Secondo quanto reso noto dal sito web dello SPIEF, Le delegazioni più numerose sono state quelle provenienti da Cina (con 1100 membri), Stati Uniti (542), Germania (334), Gran Bretagna (312), Francia (249), Giappone (219), Svizzera (190), Italia (160) e Paesi Bassi (106).

 

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione