Russia-Germania: il Nord Stream 2 sarà completato entro dicembre 2021

Pubblicato il 3 giugno 2021 alle 10:34 in Germania Russia USA e Canada

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Il vice primo ministro della Federazione Russa, Alexander Novak, ha rivelato ai media locali, giovedì 3 giugno, che il gasdotto russo-tedesco Nord Stream 2 sarà completato entro dicembre 2021. Novak ha altresì aggiunto che “restano solo 100 km da costruire”.

Tali dichiarazioni sono state rilasciate in occasione dello SPIEF di San Pietroburgo. Si tratta del St. Petersburg International Economic Forum (SPIEF), uno dei maggiori forum economici a livello mondiale dove, quest’anno, dal 2 al 5 giugno, si prevede che verranno ratificati circa 320 contratti.  Novak ha chiarito di non poter stabilire una data precisa per il completamento del controverso gasdotto poiché sono numerosi i fattori ad entrare in gioco. Tra questi, il vice premier russo ha citato sia aspetti tecnici, sia meteorologici, ma anche questioni diplomatiche.

Il giorno precedente, il 2 giugno, il consorzio che si occupa della gestione del progetto, Nord Stream 2 AG, ha valutato positivamente i lavori in corso. L’ente ha aggiunto che, rispetto a un anno fa, sono stati fatti maggiori progressi. Nello specifico, il direttore commerciale dell’azienda, Reinhard Ontid, ha affermato di essere pienamente fiducioso in merito al completamento del progetto. Nonostante le continue richieste di interruzione del progetto avanzate da gruppi ambientalisti tedeschi, Ontid ha reso noto che è “quasi impossibile interrompere” la costruzione.

Analogamente, gli Stati Uniti, che, sin dall’inizio della messa in opera dei lavori si sono opposti al gasdotto, sembrano essersi “rassegnati” al progetto. A conferma di ciò, le dichiarazioni della portavoce della Casa Bianca, Jen Psaki, e il fatto che il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, abbia deciso di non varare nuove misure restrittive. Il 26 maggio Biden ha affermato che, considerando che il progetto è ormai ultimato al 98%, l’applicazione di nuove sanzioni sarebbe “controproducente” per i rapporti tra USA e Unione Europea. Quanto a Psaki, il 20 maggio ha osservato che è pressoché “impossibile” impedire la messa in opera di Nord Stream 2.

Tuttavia, è possibile affermare che la motivazione principale che ha spinto il presidente degli USA a non interferire con il progetto sono le relazioni diplomatiche con la Germania, dato che il consorzio che gestisce il progetto è capeggiato da un ex politico tedesco, Matthias Warning. Nello specifico, nel report ufficiale degli Stati Uniti, pubblicato il 19 maggio, si legge che sia il Nord Stream AG sia il suo amministratore delegato Warning avrebbero condotto attività sanzionabili. Nonostante ciò, il segretario di Stato degli USA, Anthony Blinken, ha dichiarato che gli Stati Uniti hanno rinunciato a nuove misure restrittive per inviare un chiaro messaggio a Berlino, ovvero che gli Stati Uniti sono concretamente disposti a ricostruire le relazioni bilaterali. Queste ultime, nel corso dell’amministrazione dell’ex presidente degli USA, Donald Trump, si erano deteriorate perché Washington aveva incluso nella “lista nera” anche entità giuridiche e persone fisiche tedesche. “Le azioni odierne dimostrano l’impegno dell’amministrazione USA per garantire la sicurezza energetica in Europa, nonché per ricostruire le relazioni con i nostri alleati e partner in Europa”, ha affermato Blinken.

Tra i maggiori oppositori al progetto, a svolgere un ruolo centrale sono gli Stati Uniti. Principalmente, Washington crede che il Nord Stream 2 sia un “cattivo affare” per l’Europa perché non farebbe altro che incrementare l’influenza russa sul blocco. Un altro fattore che spiega i numerosi tentativi USA di interrompere il progetto è il Gas Naturale Liquefatto (GNL). Washington sperava di poter penetrare nel mercato europeo con il proprio GNL, sostituendo così il gas di Mosca. Tuttavia, nonostante il GNL possa essere meno inquinante rispetto al normale gas, il prezzo non è tanto competitivo quanto quello del gas russo. Pertanto, gli USA non sono riusciti a prendere il posto della Federazione.

Gli strumenti maggiormente utilizzati dalla Casa Bianca per ribadire l’opposizione al progetto sono le sanzioni economiche, imposte al fine di bloccarne la realizzazione. Quelle varate, il 21 dicembre 2019, dall’amministrazione dell’ex presidente USA, Donald Trump, avevano costretto la società svizzera Allseas a ritirarsi, portando alla sospensione dei lavori per oltre un anno. Poco dopo, il 3 dicembre 2020, le sanzioni sono state imposte anche ai singoli individui coinvolti nel progetto. Pertanto, a rischio sanzioni non erano solo i cinque finanziatori dell’opera, quali Shell, Uniper, Wintershall Dea, Omv ed Engie, ma chiunque avesse assunto un ruolo nella messa in funzione del gasdotto. Nello specifico, Trump, il 20 gennaio, ha tentato di interrompere il processo di costruzione sanzionando la nave posatubi russa Fortuna. Successivamente, Mosca ha ripreso i lavori nelle acque danesi il 24 gennaio. 

Il Nord Stream è uno dei più grandi gasdotti esistenti al mondo. Passando attraverso il Mar Baltico, viene utilizzato per trasportare il gas dalla Russia all’Europa. Il primo progetto prese forma nel 1997, quando Gazprom e Neste, compagnia petrolifera finlandese, costituirono la North Transgas Oy. In seguito ad accordi e gare di appalto, l’8 novembre 2011, la cancelliera tedesca, Angela Merkel, inaugurò il Nord Stream 1 insieme all’ex presidente della Federazione Russa, Dmitrij Medvedev, e l’ex primo ministro francese, François Fillon. In un secondo momento, nell’ottobre 2012, la Russia valutò un ampliamento della cubatura di gas da trasportare in Europa, così si avviò il progetto Nord Stream 2. Ora in fase di completamento, la lunghezza prevista per il gasdotto è di 1.230 chilometri e il percorso che seguirà è analogo a quello del gasdotto Nord Stream 1. Il Nord Stream 2 attraverserà le Zone Economiche Esclusive di 5 Paesi, quali Russia, Germania, Danimarca, Finlandia e Svezia, e permetterà a Mosca di raddoppiare i volumi di gas trasportati, arrivando a 110 miliardi di metri cubi di gas all’anno. Ad oggi, nonostante le numerose interruzioni, il gasdotto è quasi completato. Nord Stream AG ha dichiarato, il 4 marzo, che il progetto è completato al 98%, con 120 km di tubi da posare nelle acque danesi e 30 km in quelle tedesche.

 

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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