L’Egitto acquista ancora navi, coinvolta la Germania

Pubblicato il 3 giugno 2021 alle 14:42 in Egitto Germania

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Nonostante le tensioni con la Turchia sembrino assistere a una fase di relativa calma, l’Egitto continua a investire in ambito militare e, in particolare, navale. Dopo l’acquisto delle fregate italiane, l’attenzione del Cairo è, ora, rivolta verso equipaggiamento di manifattura tedesca.

A riportare la notizia è il quotidiano al-Araby al-Jadeed, a seguito di un incontro, del 31 maggio, tra il presidente egiziano, Abdel Fattah al-Sisi, e Peter Lurssen, amministratore delegato dell’omonima impresa di costruzioni navali, specializzata nella costruzione di yacht di lusso e navi militari. Al meeting era altresì presente il comandante della Marina egiziana, Ahmed Khaled, insieme ad altri ufficiali, i quali hanno discusso degli sforzi da profondere per localizzare le industrie navali egiziane, migliorando l’arsenale del Cairo e formando personale specializzato, al fine ultimo di stare al passo con le più recenti tecnologie sviluppate a livello internazionale.

Già nel 2018, il produttore navale tedesco aveva concluso un affare con l’Arabia Saudita, del valore di circa 130 milioni di euro, che, però, a causa dell’embargo sulle armi imposto al Regno del Golfo, non è stato mai portato a termine. Così, il 2 novembre 2020, Berlino ha accettato di vendere equipaggiamento navale all’Egitto, tra cui 9 motovedette e una nave per la difesa costiera, rafforzando le capacità militari del Cairo. L’accordo non è stato privo di polemiche, alla luce della partecipazione dell’Egitto nella coalizione internazionale a guida saudita, impegnata in Yemen a fianco delle forze filogovernative. Ad ogni modo, come evidenziato da Mohammed Hegazy, ex ambasciatore egiziano in Germania, l’Egitto svolge un ruolo chiave nel mantenimento della sicurezza e della stabilità del Mar Rosso e del Mar Mediterraneo, oltre che nella lotta al terrorismo e all’immigrazione illegale. Si tratta di questioni rilevanti per l’Europa che, pertanto, giustificherebbero la partnership tra Il Cairo e Berlino.

Dopo i colloqui del 31 maggio, fonti diplomatiche egiziane hanno riferito ad al-Araby al-Jadeed che il progetto di cooperazione con la compagnia tedesca è supervisionato proprio dal comandante della Marina egiziana, considerato uno dei leader militari più vicini ad al-Sisi, e da una squadra di ufficiali e ingegneri egiziani, responsabili della visita di Lurssen e del più ampio accordo. A detta delle medesime fonti, obiettivo iniziale dell’azienda tedesca era produrre sei nuove fregate per l’Egitto, presso il cantiere navale di Brema, la cui costruzione richiederebbe circa tre anni. L’offerta, presentata nel 2020, è stata successivamente sviluppata, includendo assistenza per sviluppare industrie e arsenale navale nel Paese nordafricano, oltre all’addestramento delle forze locali.

In particolare, il piano egiziano, approvato dalla società tedesca, prevede, a detta delle fonti, la partecipazione di oltre 200 ufficiali specializzati e lavoratori egiziani nelle fasi di costruzione delle imbarcazioni, assistenza logistica all’esercito del Cairo per gestire cacciatorpedinieri e i moderni mezzi di comunicazione e controllo, oltre alla fornitura di parti di navi e scafi prefabbricati, il cui assemblaggio verrebbe monitorato ad Alessandria da membri di Lurssen. Stando a quanto affermato dalle fonti, ciascuna delle sei fregate ha un costo che oscilla tra i 500 e i 650 milioni di euro, ma l’obiettivo del Cairo è, in realtà, sviluppare capacità a lungo termine che le consentano di costruire localmente imbarcazioni di piccola e media dimensione con tecnologia straniera e, in una fase successiva, partecipare alla fornitura di fregate e corvette ad altri Paesi.

Al momento, hanno specificato le fonti, è l’italiana Fincantieri a rappresentare il maggiore partner dell’Egitto in ambito navale, visto il controverso contratto da 1.1 miliardi di euro per la vendita di due fregate di tipo FREMM e altri mezzi, tutti dotati di moderna tecnologia. Non è da escludersi, però, che gli accordi con Lurssen possano rallentare quelli con Roma. Ad ogni modo, non è la prima volta che Berlino e Il Cairo collaborano in ambito navale. In tale quadro si inserisce la relazione tra la Marina di Alessandria e il gruppo tedesco “ThyssenKrupp”, impegnati a costruire la prima fregata stealth multiruolo “MEKO-A200” in Egitto, la quarta che il Cairo acquisirà dello stesso modello. Le altre tre fregate sono state, invece, costruite a Bremerhaven, in Germania. Parallelamente, un’altra società tedesca sta lavorando all’attuazione di un contratto, firmato a settembre 2020, per la fornitura di tre navi da guerra all’Egitto entro il 2023.

Già a gennaio 2021, al-Araby al-Jadeed aveva riferito che l’Egitto era stato, nel 2020, il secondo maggior destinatario di armi tedesche, dopo l’Ungheria, con contratti dal valore totale di 764 milioni di euro, in leggera diminuzione rispetto agli 801 dell’anno precedente, il 2019. Oltre ad ampliare le proprie forze navali e a creare basi militari nel Nord e nell’Est, Il Cairo ha destinato il 30% della propria spesa all’importazione di sistemi missilistici ed equipaggiamento di lancio, mentre il 10% a radar e sistemi stealth.

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione