Cambogia: gli USA preoccupati per i legami con la Cina

Pubblicato il 3 giugno 2021 alle 16:31 in Cambogia USA e Canada

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La vice segretaria di Stato degli USA, Wendy Sherman, ha visitato la Cambogia il primo giugno e ha espresso le preoccupazioni di Washington per la crescente e potenziale presenza militare cinese nel Paese. Oltre a questo, Sherman ha chiesto al primo ministro della Cambogia, Hun Sen, di porre fine alla repressione dei suoi oppositori politici.

A Phnom Penh, Sherman ha avuto un dialogo di due ore con Hun Sen durante il quale ha espresso preoccupazione circa la possibilità della presenza militare cinese nella base navale cambogiana di Ream, situata sulla costa del Golfo di Thailandia. Quest’ultima aveva attirato l’attenzione di Washington da quando era emerso, a partire dal 2 ottobre 2020, che la Cambogia aveva demolito alcune strutture erette dagli USA nella base. Il primo giugno, Sherman ha chiesto spiegazioni a riguardo e ha osservato che se la Cina dovesse istituire una base militare navale in Cambogia questo potrebbe minacciare la sovranità cambogiana e la sicurezza regionale, nonché avere un impatto negativo sulle relazioni tra Washington e Phnom Penh. Sherman ha quindi elencato i vantaggi economici di cui gode la Cambogia in base al Sistema di preferenze generalizzate e ha messo in guardia la leadership locale chiedendo loro di mantenere una politica estera indipendente e bilanciata. Secondo notizie citate dal quotidiano cinese Huanqiu, gli USA avrebbero poi chiesto in privato alla Cambogia di consentire che a propria ambasciata nel Paese conduca indagini su presunte istallazioni militari cinesi.

Hun Sen è al potere in Cambogia dal 1985 e, durante il suo governo, a livello interno, ha ristretto il campo d’azione dell’opposizione, mentre, sul piano internazionale, ha promosso un progressivo avvicinamento alla Cina, ricevendo sostegno diplomatico ed economico. In particolare, Washington ha più volte espresso preoccupazione per la possibilità che la Cina istituisca nel Paese una propria base navale.

Tra gli ultimi episodi che hanno innescato i sospetti di Washington vi sono state più segnalazioni rispetto alla scomparsa di infrastrutture edificate dagli USA nella base navale di Ream, l’ultima tra le quali risale al 9 novembre 2020. L’allarme era arrivato dal Centre for Strategic and International Studies (CSIS), con sede negli USA, che già dal precedente 2 ottobre aveva pubblicato immagini riguardanti la distruzione di un edificio costruito dagli USA a Ream. Washington, che teme la possibilità di un accordo militare Cina-Cambogia, aveva quindi chiesto al governo cambogiano di fornire una spiegazione a tali immagini. La risposta era arrivata due giorni dopo, quando l’esecutivo cambogiano aveva affermato che l’abbattimento della struttura servirà per ampliare la base navale e che l’edificio sarebbe stato ricollocato.  

Rispetto alla presenza cinese a Ream, le autorità cambogiane hanno più volte ribadito che il governo di Pechino sta contribuendo alla ristrutturazione della base, ribadendo che ospitare sul proprio suolo forze armate straniere violerebbe la Costituzione cambogiana. I sospetti degli USA rispetto un possibile accordo tra Pechino e Phnom Penh sono nati nel 2019, quando gli USA avevano offerto assistenza alla Cambogia per eseguire lavori di riparazione alla base navale di Ream ma avevano ricevuto in risposta un “no” e avevano quindi chiesto alla Cambogia di motivare tale decisione. L’esecutivo cambogiano ha sempre negato l’esistenza di un accordo segreto tra Cina e Cambogia.

La Cina è un importante alleato per la Cambogia sia dal punto di vista politico, sia da quello economico, tant’è vero che, il 20 luglio 2020, la Cina e la Cambogia hanno completato i negoziati per un accordo di libero scambio, firmato poi durante la visita del ministro degli Esteri cinese, Wang Yi, in Cambogia il successivo 12 ottobre. Oltre a questo, la Cambogia ha deciso di partecipare al progetto delle Nuove Vie della Seta, lanciato dal presidente cinese, Xi Jinping, nel 2013, e di sfruttarlo come motore per lo sviluppo nazionale. In tale quadro, aziende cinesi stanno realizzando un progetto immobiliare Dara Sakor, con un investimento dal valore di 3,8 miliardi, e sono state sanzionate dagli USA per presunte violazioni dei diritti umani. Dal punto di vista politico, Pechino ha poi sostenuto la leadership di Hun Sen, soprattutto alla luce delle avversità nei suoi confronti da parte dell’Occidente. La Cina è poi un alleato strategico cambogiano anche in termini di difesa, nonché il suo maggior fornitore di attrezzature militari. Nel 2019, Pechino ha promesso 90 milioni di dollari a supporto del settore della difesa cambogiano.

Oltre a alla questione di Ream, a Phnom Penh, Sherman ha anche incontrato i membri della società civile locale e il leader dell’opposizione Kem Sokha, a capo del Cambodia National Rescue Party che è stato messo al bando dal governo di Hun Sen. Sokha era stato arrestato nel 2017 con l’accusa di tradimento per aver istigato al rovesciamento dell’esecutivo in collaborazione con governi stranieri, un’accusa che è ancora valida sia stato rilasciato. A tal proposito, durante il suo incontro con Hun Sen, Sherman ha anche “sottolineato l’importanza dei diritti umani e della protezione delle libertà fondamentali” come parte integrante relazioni bilaterali tra i rispettivi Paesi e ha invitato le autorità a ritirare le accuse di matrice politica contro membri dell’opposizione politica e altri attivisti.

Sherman è stata il funzionario di maggior livello ad aver visitato la Cambogia da quando, nel 2016, l’allora segretario di Stato statunitense, John Kerry, si era recato nel Paese asiatico. Sherman è arrivata a Phnom Penh nell’ambito di un tour diplomatico che prevede visite anche in Thailandia e Indonesia.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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