L’Unione Europea discute di sanzioni “immediate” contro la Bielorussia

Pubblicato il 2 giugno 2021 alle 6:41 in Bielorussia Europa

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

L’Unione Europea sta elaborando un pacchetto di sanzioni “immediate” contro la compagnia aerea nazionale della Bielorussia e una decina di funzionari. Tali misure si aggiungerebbero alle sanzioni che i leader europei hanno concordato, il 24 maggio, per condannare il dirottamento del volo Ryanair del 23 maggio dove si trovava l’oppositore Raman Protasevich. La notizia è stata riportata, martedì primo giugno, da Reuters, citando tre fonti diplomatiche. Le misure includerebbero il congelamento dei beni di società ed entità fisiche, nonché il divieto di viaggio, e rientrerebbero all’interno di una nuova ondata di sanzioni che gli Stati membri dell’Unione Europea pianificherebbero di imporre contro la Bielorussia.

Bruxelles, che ha definito l’atterraggio forzato come un “atto di pirateria”, ha rivelate che lo scopo delle nuove sanzioni sarebbe quello di colpire direttamente i settori che svolgono un ruolo centrale nell’economia bielorussa per “punire” il presidente del Paese, Alexander Lukashenko, il quale ha ordinato in prima persona di far atterrare forzatamente il volo a Minsk. Tra i campi ad essere colpiti dalle misure che il blocco sta valutando, vi sarebbero quello delle obbligazioni, nonché il settore petrolifero. Tuttavia, la conferma delle nuove misure ritorsive arriverà il 21 giugno, quando i ministri degli Esteri dell’Unione Europea si riuniranno. Prima del vertice UE, però, i rappresentanti del blocco dovranno concordare un elenco ristretto, composto da una decina di individui e da due entità, contro cui varare delle misure per rispondere “rapidamente” alle azioni della Bielorussia. A detta di un diplomatico, citato da Reuters, tutti gli Stati membri sarebbero d’accordo con la proposta sanzionatoria che avrebbe un effetto più immediato. In questo modo l’Unione manderebbe un chiaro messaggio a Lukashenko.

Nel frattempo, mentre le sanzioni sono ancora al centro del dibattito europeo, gli ambasciatori dell’UE, già a partire da venerdì 4 giugno, potrebbero vietare alle compagnie aeree bielorusse di sorvolare e atterrare nel territorio europeo. In tale quadro, è importante sottolineare che la Gran Bretagna, nonostante non sia più membro dell’Unione Europea, ha sospeso il traffico aereo alla compagnia di Minsk Belavia. Fonti certe di Reuters hanno altresì riferito che l’Unione probabilmente adotterà misure analoghe. L’elenco delle persone sanzionate includerà alti funzionari del Ministero della Difesa e dei Trasporti della Bielorussia, militari dell’aeronautica, un alto funzionario dell’aeroporto di Minsk e uno dell’aviazione civile. In aggiunta, anche un’impresa statale che opera nel settore dell’aviazione sarà inserita nella “lista nera” europea.

La mobilitazione delle autorità europee e statunitensi contro la Bielorussia è avvenuta a seguito dell’episodio del 23 maggio. In tale data, il capo di Stato di Minsk, Alexander Lukashenko, ha ordinato a un caccia MiG-29 e a un elicottero Mi-24 di intercettare un aereo di linea che volava da Atene a Vilnius, il Boeing 737-800 della compagnia irlandese Ryanair, per costringerlo a un atterraggio di emergenza nell’aeroporto della capitale bielorussa con il pretesto di “allerta bomba”. In realtà, a bordo del volo non è stato ritrovato alcun esplosivo ma vi era l’attivista bielorusso Protasevich, e la fidanzata Sophia Sapega, studentessa presso l’Università Europea di Scienze Umanistiche di Vilnius. I due, subito dopo l’atterraggio forzato, sono stati arrestati.

Protasevich è un personaggio scomodo per le autorità bielorusse perché impegnato in attività che denunciano l’illegalità delle azioni commesse da Minsk, ragion per cui è stato etichettato come “terrorista”. A causa di ciò, il giornalista è stato costretto a rifugiarsi in Lituania. Co-fondatore di Nexta, uno dei più importanti canali informativi su Telegram, Protasevich ha organizzato numerose proteste antigovernative, principalmente per denunciare i brogli elettorali che hanno portato alla vittoria di Lukashenko alle elezioni del 10 agosto 2020.

 L’episodio del 23 maggio si colloca in un quadro più ampio, il cui inizio risale ad agosto 2020. In tale mese, la Bielorussia è stata scossa da una forte mobilitazione popolare, scoppiata dopo che Lukashenko, al potere dal 1994, è stato dichiarato il vincitore delle elezioni, guadagnandosi un sesto mandato presidenziale, seppur tra accuse di brogli elettorali, rivolte anche dall’Alto Rappresentante dell’Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Josep Borrell. Ciò ha portato decine di migliaia di manifestanti a scendere in piazza, incontrando, però, la repressione delle forze dell’ordine, oltre ad arresti e torture. Secondo i dati ufficiali di marzo 2021, più di 400 persone sono state condannate con l’accusa di aver preso parte alle proteste, mentre sono stati 30.000 gli arresti. Anche i media sono stati presi di mira. A tal proposito, Reporters Without Borders ha designato la Bielorussia come il luogo più pericoloso d’Europa per i giornalisti.

 

Leggi Sicurezza Internazionale, il quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.