Libia: anche il presidente francese Macron sostiene la transizione

Pubblicato il 2 giugno 2021 alle 12:02 in Francia Libia

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Il primo ministro libico ad interim, Abdulhamid Dabaiba, si è recato in Francia, il primo giugno, dove ha incontrato, tra gli altri, il presidente francese, Emmanuel Macron. In tale occasione, Parigi ha ribadito il proprio sostegno alla fase di transizione libica, ma ha evidenziato la necessità di espellere le forze straniere dal Paese Nord-africano.

Il premier del governo di unità nazionale è giunto in Francia a capo di una delegazione composta altresì dalla ministra degli Esteri, Najla al-Mangoush. Nel corso della conferenza stampa congiunta con il capo di Stato francese, tenuta a margine dei colloqui, Dabaiba ha sottolineato che Parigi può svolgere un ruolo rilevante nel percorso della Libia verso la stabilità e la transizione democratica, oltre che nel rafforzare la “volontà politica” di Tripoli. Al contempo, è stato evidenziato come Libia e Francia abbiano già avviato dei progetti congiunti, e che entrambi desiderano completarli. Motivo per cui, è stato stabilito di riattivare l’Alto comitato congiunto libico-francese, il cui ultimo incontro risale al 2002.

Dal canto suo, Macron ha ribadito il sostegno del suo Paese alla Libia nel percorso di transizione intrapreso, che si prevede culminerà con le elezioni del 24 dicembre prossimo. Parallelamente, per l’Eliseo è necessario che tutte le forze e mercenari stranieri, “russi, turchi, siriani e altri”, abbandonino i territori libici e che venga posta fine a qualsiasi forma di ingerenza straniera, mentre bisogna altresì garantire un’equa distribuzione delle ricchezze del Paese Nord-africano. Si tratta di obiettivi da raggiungere per garantire stabilità e prosperità, e per far sì che vengano istituite forze armate unificate, a loro volta responsabili della sicurezza libica. Ad ogni modo, ha affermato il capo di Stato francese, Tripoli potrà contare su Parigi in diversi ambiti, primo fra tutti quello della sicurezza. A tal proposito, è stato evidenziato come la Francia abbia una “responsabilità particolare” nei confronti della Libia e, pertanto, il Paese europeo desidera continuare a impegnarsi nei suoi confronti, collaborando con la popolazione libica stessa.

Dabaiba ha poi tenuto colloqui con il ministro degli Esteri francese, Jean-Yves Le Drian. In tale occasione, particolare attenzione è stata rivolta alla cosiddetta Conferenza di Berlino 2, prevista per il 23 giugno prossimo, annunciata dal Ministero degli Esteri tedesco proprio il primo giugno. I rappresentanti francesi e libici hanno discusso delle modalità per coordinarsi sia in vista dell’incontro del 23 giugno sia per le prossime riunioni del Consiglio di Sicurezza, che verranno presiedute dalla Francia. Non da ultimo, il premier libico ad interim ha discusso con la ministra francese delle Forze armate, Florence Parly, della collaborazione volta a garantire la sicurezza dei confini meridionali della Libia, con particolare attenzione alla ripresa dei programmi di formazione per le forze libiche. Ad ogni modo, anche in tale occasione, Dabaiba ha affermato che il rispetto della sovranità del suo Paese è alla base delle relazioni con gli altri Stati, ma ha espresso il desiderio del suo governo a migliorare le relazioni con la Francia a livello politico, economico e di sicurezza.

Il premier libico si è recato a Parigi dopo essere stato a Roma, in un momento in cui, secondo alcuni,  l’Europa sta provando ad unificare la propria posizione e di profondere sforzi congiunti per porre definitivamente fine alla crisi in Libia, evitando delle politiche unilaterali che, durante il conflitto, si pensa abbiano favorito l’ingresso di Russia e Turchia nel Paese Nord-africano.

Nel corso della crisi che ha interessato la Libia dal 15 febbraio 2011, Parigi è stata più volte accusata di sostenere l’uomo forte di Tobruk, Khalifa Haftar, alla guida dell’Esercito Nazionale Libico (LNA), attuando politiche faziose e ignorando le sospette violazioni dell’embargo sulle armi, a beneficio del generale dell’LNA. Tuttavia, la Francia aveva dichiarato pubblicamente di sostenere l’esecutivo tripolino, altresì noto come Governo di Accordo Nazionale (GNA), istituito con gli accordi di Skhirat del 17 dicembre 2015.

A seguito dell’accordo di cessate il fuoco, siglato il 23 ottobre 2020, e la progressiva de-escalation delle tensioni nel Paese Nord-africano, anche la Francia ha riaperto la propria ambasciata a Tripoli, il 29 marzo scorso, in una mossa volta a mostrare il pieno sostegno di Parigi alla Libia. Ad essere stata posta alla guida della rappresentanza diplomatica vi è l’ambasciatrice Béatrice Le Fraper du Hellen. Nel suo primo discorso, rivolto poche ore dopo l’apertura, l’ambasciatrice si è detta determinata a lavorare per rafforzare le relazioni bilaterali tra Parigi e Tripoli, con l’obiettivo di stringere forti legami con tutte le autorità libiche e la popolazione che la ospita.

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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