Russia: arrestato l’oppositore Pivovarov sul volo per Varsavia

Pubblicato il 1 giugno 2021 alle 12:07 in Polonia Russia

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Le autorità della Federazione Russa hanno ritardato, lunedì 31 maggio, la partenza di un volo della Polish Airlines LOT, da San Pietroburgo a Varsavia, per arrestare l’attivista antigovernativo, Andrei Pivovarov, nonché ex direttore generale di Open Russia. Si tratta di un movimento pro-democrazia fondato da uno dei maggiori critici del Cremlino, Mikhail Khodorkovsky.

Secondo quanto dichiarato dal Servizio Federale per la Sicurezza (FSB) della Russia, l’oppositore faceva parte della “lista nera” degli individui ricercati nel Paese. I suoi legali hanno reso noto che le forze dell’ordine di Mosca, dopo aver sottoposto Pivovarov ad un interrogatorio, lo hanno detenuto per aver violato la legge riguardante le organizzazioni “indesiderabili”.

Pivovarov, in una lettera indirizzata ai suoi avvocati, che la hanno poi diffusa sul canale Telegram, ha affermato che le forze dell’ordine russe intendevano trasferirlo a Krasnodar, una città nel Sud del Paese, per ragioni ancora sconosciute. Inoltre, ai sensi dell’articolo 284.1 del Codice penale russo, l’oppositore rischia dai 2 ai 6 anni di colonia penale. Non sono ancora stati rilasciati commenti ufficiali da parte delle autorità di Mosca in merito all’arresto.

Gli attivisti russi per i diritti umani, commentando l’ennesimo arresto di un oppositore antigovernativo, hanno spiegato che a Pivovarov non era stato imposto il divieto di lasciare il Paese. Questo è stato confermato anche dal fatto che, prima di salire a bordo del volo, il dissidente ha superato il controllo del passaporto senza problemi. Pivovarov ha definito la detenzione puramente “politica”, spiegando di non aver commesso nessuna violazione e di non aver trasportato alcun oggetto proibito attraverso il confine.

È importante ricordare che, a seguito del dirottamento bielorusso del 23 maggio, Open Russia ha annunciato, il 27 maggio, l’interruzione della propria attività per evitare di mettere a rischio la vita dei sostenitori. Ciò che il movimento temeva maggiormente era, per l’appunto, la persecuzione e l’arresto dei membri dell’organizzazione, soprattutto a seguito della stretta del 26 maggio sulle organizzazioni etichettate come “estremiste”. Come spiega il quotidiano RFE, da quando la Federazione ha designato Open Russia come organizzazione “indesiderabile”, nel 2017, le autorità del Paese esercitano forti pressioni sull’attività dell’ente. In tale quadro, a conferire maggiore spazio di manovra alle forze dell’ordine è stata la legge sulle organizzazioni indesiderabili, entrata in vigore nel maggio 2015. Si tratta di una serie di regolamenti promossi dal Cremlino per limitare l’attività di organizzazioni ed enti no-profit che spesso ricevono finanziamento dall’estero, soprattutto dagli Stati Uniti e dall’Unione Europea.

L’arresto di rappresentanti di organizzazioni antigovernative è una mossa che, nell’ultimo periodo, è molto utilizzata dalla Russia, così come dal Paese alleato, la Bielorussia. Si tratta di uno strumento di repressione, fortemente criticato da Stati Uniti e Washington. In tale quadro, non si può non menzionare il critico del Cremlino, Alexey Navalny, e iul dissidente bieloursso Raman Protasevich.

Quanto al primo, il 20 agosto 2020, Navalny era stato ricoverato in gravi condizioni fisiche e gli esami medici hanno poi rivelato che aveva subito avvelenamento da gas nervino Novichok. Dopo una permanenza di 5 mesi in Germania, l’oppositore, il 17 gennaio 2020, aveva fatto ritorno nella capitale russa. A quel punto, le autorità di Mosca avevano dirottato il volo in cui si trovava, facendolo atterrare nell’altro aeroporto della città, lo Sheremetyevo, dove è stato arrestato subito dopo. A distanza di breve tempo, il 2 febbraio, il Tribunale distrettuale di Simonovsky ha condannato Navalny a 3 anni e 5 mesi di lavori forzati per appropriazione indebita nell’ambito del processo Yves Rocher del 2014.

In relazione a Protasevich, il 23 maggio, il presidente bielorusso, Alexander Lukashenko, ha ordinato a un caccia MiG-29 e a un elicottero Mi-24 di intercettare un aereo di linea che volava da Atene a Vilnius, il Boeing 737-800 della compagnia irlandese Ryanair, per costringerlo a un atterraggio di emergenza nell’aeroporto della capitale bielorussa con il pretesto di “allerta bomba”. In realtà, a bordo del volo non è stato ritrovato alcun esplosivo ma vi era l’attivista bielorusso Protasevich, e la fidanzata Sophia Sapega, studentessa presso l’Università Europea di Scienze Umanistiche di Vilnius. I due, subito dopo l’atterraggio forzato, sono stati arrestati.

Protasevich è un personaggio scomodo per le autorità bielorusse perché impegnato in attività che denunciano l’illegalità delle azioni commesse da Minsk, ragion per cui è stato etichettato come “terrorista”. A causa di ciò, il giornalista è stato costretto a rifugiarsi in Lituania. Co-fondatore di Nexta, uno dei più importanti canali informativi su Telegram, Protasevich ha organizzato numerose proteste antigovernative, principalmente per denunciare i brogli elettorali che hanno portato alla vittoria di Lukashenko alle elezioni dell’agosto 2020.

 

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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