Russia: licenziati 54 dipendenti dalla propria Ambasciata a Praga

Pubblicato il 31 maggio 2021 alle 9:00 in Repubblica Ceca Russia

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L’Ambasciata della Federazione Russa a Praga ha licenziato, domenica 29 maggio, 54 dipendenti del proprio servizio consolare al fine di raggiungere la parità di impiegati della missione diplomatica ceca a Mosca. La notizia è stata riferita dall’agenzia di stampa russa TASS. 

Il portavoce dell’Ambasciata russa, Nikolaj Bryankin, ha dichiarato, domenica 29 maggio, che il primo gruppo di diplomatici ha lasciato il Paese lo stesso giorno del licenziamento. I restanti torneranno in Russia lunedì 31 maggio. Bryankin ha altresì chiarito che, con la mossa del 29 maggio, la missione diplomatica di Mosca ha completato il processo di equiparazione del personale con la Repubblica Ceca.

Con lo stesso scopo, il 26 maggio, il servizio consolare di Praga ha licenziato 71 dipendenti dell’Ambasciata russa nella capitale ceca. A seguito delle tensioni tra Russia e Repubblica Ceca e al taglio di personale nelle missioni diplomatiche dei due Paesi, Praga e Mosca hanno avviato un processo finalizzato a raggiungere la parità di personale nelle ambasciate.

L’aggravamento delle relazioni bilaterali tra i due Paesi è iniziato il 17 aprile, quando il primo ministro ceco, Andrej Babis, ha accusato l’intelligence russa di essere stata l’artefice dell’esplosione del deposito militare di Vrbetice, il 16 ottobre 2014. I risultati delle indagini hanno rivelato che i servizi segreti militari russi, SVR e GRU, si sarebbero serviti dell’incendio per impedire a Kiev di ricevere la fornitura di munizioni e di armi.

Le tensioni tra la Federazione Russa e la Repubblica Ceca hanno portato all’espulsione di numerosi diplomatici dai rispettivi Paesi. In risposta all’espulsione di 18 diplomatici russi da Praga, avvenuta lo scorso 18 aprile, la Federazione Russa ha dichiarato 20 funzionari dell’Ambasciata ceca a Mosca “persona non grata”, il 19 aprile scorso. Secondo una comunicazione del Ministero degli Affari Esteri russo, a tali diplomatici è stato ordinato di lasciare il Paese prima della fine della giornata. Successivamente, lo scorso 22 aprile, il Governo della Repubblica Ceca ha deciso di espellere 63 dipendenti dell’Ambasciata russa a Praga. A riferirlo alla televisione nazionale è stato il ministro degli Esteri ceco, Jakub Kulhanek, il quale ha altresì specificato che la mossa si inserisce all’interno dell’iniziativa di Praga di ridurre il numero di dipendenti dell’Ambasciata della Federazione Russa nel Paese, per corrispondere al numero di diplomatici cechi a Mosca. Secondo i calcoli, dal 27 aprile, il personale dell’ambasciata di Mosca nel Paese europeo è composto da 27 diplomatici e 67 tecnici, mentre quella ceca nella Federazione Russa è composta da 5 diplomatici e 19 tecnici.

Tra le altre conseguenze, è opportuno sottolineare che, il 19 aprile, il Ministero dell’Industria della Repubblica Ceca ha dichiarato che la società russa Rosatom è stata esclusa dalla gara d’appalto per la costruzione della centrale nucleare di Dukovany, situata a Sud del Paese. Tra le altre ragioni, il Governo ceco temeva che la gestione russa della costruzione di un’infrastruttura così strategica per Praga avrebbe rappresentato una minaccia.

Nonostante tutto, Mosca ha negato il coinvolgimento dei due individui, e ha informato che non procederà con l’estradizione dei due uomini. Tali accuse, a detta della nazione, risultano essere ancora più “assurde” alla luce del fatto che, in precedenza, le stesse autorità della Repubblica Ceca avevano incolpato per l’attentato le aziende proprietarie del magazzino. Inoltre, per il presidente della Commissione per gli Affari Internazionali della Duma di Stato, Leonid Slutsky, i motivi dietro la mossa di Praga non sono per nulla ricollegabili all’episodio dell’esplosione, ma sarebbero semplicemente dovuti al voler seguire la “linea russofobica” di Washington.

 

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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