Nigeria: attacco in una scuola, rapite decine di studenti

Pubblicato il 31 maggio 2021 alle 8:58 in Africa Nigeria

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Domenica 30 maggio, un gruppo di uomini armati ha rapito decine di studenti da una scuola islamica nella città di Tegina, nel centro-Nord della Nigeria. 

Circa 200 bambini erano a scuola al momento dell’attacco, secondo quanto ha riferito l’amministrazione locale, aggiungendo che erano stati rapiti  “un numero non confermato” di studenti. Tegina si trova nella provincia di Rafi dello stato centro-settentrionale del Niger. L’assalto si è verificato intorno alle 15, ora locale, quando un gruppo di uomini armati in motocicletta ha aperto il fuoco indiscriminatamente e si è poi diretto verso i bambini nella scuola islamica Salihu Tanko. Le violenze hanno causato la morte di una persona e una seconda è rimasta gravemente ferita.

Il direttore della scuola, Abubakar Tegina, ha raccontato all’agenzia di stampa Reuters, in un’intervista telefonica, di aver assistito all’attacco. “Ho visto personalmente tra le 20 e le 25 motociclette con persone armate fino ai denti. Sono entrati nella scuola e se ne sono andati con circa 150 o più studenti”, ha riferito Tegina, che vive a circa 150 metri dalla scuola. L’uomo ha aggiunto che l’istituto accoglie circa 300 alunni di età compresa tra i 7 e i 15 anni, ma molti di questi non avevano lezione domenica 30 maggio. Uno dei funzionari della scuola, che ha chiesto di non essere nominato, ha affermato che gli aggressori inizialmente avevano rapito più di 100 bambini, ma poi hanno rimandato indietro quelli che consideravano troppo piccoli, quelli tra i quattro e i 12 anni. Similmente, il governo locale, in una serie di tweet, ha riferito che gli aggressori hanno rilasciato 11 degli alunni, che erano “troppo piccoli e non potevano camminare” per lunghe distanze.

Il rapimento del 30 maggio è avvenuto il giorno dopo che 14 studenti di un’università nel Nord-Ovest della Nigeria erano stati liberati, dopo aver trascorso 40 giorni in cattività. Secondo quanto riferisce Al-Jazeera English, da dicembre del 2020, oltre 700 studenti sono stati sequestrati nel Paese da gruppi armati, a scopo di estorsione. Il 20 aprile, uomini armati noti come “banditi” hanno preso d’assalto la Greenfield University, nel Nord-Ovest della Nigeria e hanno rapito 19 studenti, uccidendo un membro del personale. Durante la detenzione, 5 studenti sono stati giustiziati per costringere le famiglie e il governo a pagare un riscatto. Gli altri 14 sono stati rilasciati il 29 maggio. La stampa locale ha riferito che le famiglie hanno pagato un riscatto per un totale di 180 milioni di naira, circa 440.000 dollari. Queste bande criminali vivono in campi nella foresta di Rugu, che si trova a cavallo degli stati nigeriani di Zamfara, Katsina, Kaduna e Niger.

Il fenomeno del banditismo deriva da una serie di divisioni interne antiche nella regione che hanno alimentato la violenza armata, come per esempio la competizione per la terra e le risorse idriche tra le etnie Fulani e Hausa, unite ad altri fattori, tra cui la diffusione di armi leggere e di piccolo calibro nella regione. Inoltre, secondo quanto emerso da una ricerca dell’Institute for Security Studies (ISS), i gruppi di banditi starebbero formando delle alleanze con Boko Haram. Quest’ultima è un’organizzazione nata nel 2002 in Nigeria come movimento religioso con l’intento di riformare la società in base ad un’interpretazione letterale della sharia. Nel 2013, le forze di sicurezza regionali hanno represso Boko Haram, costringendo il gruppo armato a lasciare le città e a trasferirsi nelle zone rurali, dove ha perpetrato attacchi in tutto il Nord-Est, prendendo di mira sia le forze di sicurezza che i civili. 

In generale, tutta la regione del Sahel e dell’Africa occidentale è preda di una crisi di sicurezza causata dai continui attacchi di gruppi con legami con al Qaeda e lo Stato Islamico contro le forze armate, ma anche contro i civili, nonostante l’intervento delle missioni supportate dalla Francia e dalle Nazioni Unite. Una delle organizzazioni più temute dell’area è lo Stato Islamico dell’Africa Occidentale (in inglese ISWAP). Si tratta di un gruppo nato da una divisione interna a Boko Haram, che stava subendo gravi perdite a partire da gennaio 2015, a causa delle offensive di una coalizione delle forze militari della Nigeria, del Ciad, del Camerun e del Niger. Il 7 marzo 2015, Abubakar Shekau, leader di Boko Haram, ha promesso fedeltà allo Stato Islamico della Siria e del Levante, che ha accettato i nuovi adepti e ha annunciato l’espansione del califfato in Africa occidentale.

Tuttavia, nell’agosto 2016, la leadership dello Stato Islamico in Siria e Iraq ha riconosciuto e nominato Abu Musab al-Barnawi come leader de facto dell’ISWAP, cosa che Shekau ha rifiutato di accettare. A causa di lotte intestine, la neonata organizzazione si è divisa in due fazioni, la fazione di al-Barnawi (ISWAP) e la fazione di Shekau (Boko Haram). Si stima che l’ISWAP contasse tra i 3.500 e i 5.000 combattenti, nel febbraio del 2020. Dal 20 maggio 2021, circolano notizie sul fatto che Shekau, sia rimasto gravemente ferito in uno scontro con i militanti dell’ISWAP nella foresta di Sambisa e potrebbe essere deceduto. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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