Incontro Putin-Lukashenko: cooperazione economica al centro dell’agenda

Pubblicato il 31 maggio 2021 alle 8:45 in Bielorussia Russia

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Il presidente della Bielorussia, Alexander Lukashenko, è arrivato a Sochi, il 28 maggio, per incontrare il capo di Stato russo, Vladimir Putin. Il vertice, che è proseguito anche il 29 maggio, ha avuto al centro l’ulteriore sviluppo dei legami bilaterali e dei progetti congiunti delle due nazioni nel campo del commercio, dell’economia, del settore energetico, culturale e umanitario, nonché la promozione dell’integrazione di Minsk all’interno dell’Unione russo-bielorussa. In aggiunta, il servizio stampa del Cremlino ha riferito che, prima del colloquio, Lukashenko avrebbe avuto l’opportunità di informare Putin nel dettaglio sulle circostanze e le ragioni del dirottamento aereo del 23 maggio.

In merito alla questione economica, il tema principale della conversazione ha riguardato il cosiddetto “Stato dell’Unione”, ovvero un’organizzazione creata dai due Paesi l’8 dicembre 1999, con lo scopo di integrare le politiche estere, sociali, legali, tecnico-scientifiche, militari ed economiche di Mosca e Minsk, oltre all’introduzione di una moneta singola. Nel dettaglio, il Trattato sullo Stato dell’Unione del 1999 prevede l’adozione della Costituzione dell’Unione e l’istituzione di organi sovranazionali, tra cui un Parlamento bicamerale, una Corte di giustizia e una Corte dei conti. In ambito economico, l’accordo sancisce la creazione di uno spazio economico unico, l’introduzione di una moneta comune, l’allestimento di un singolo centro di emissione, l’interconnessione dei sistemi energetici, l’armonizzazione delle politiche commerciali e doganali e tariffarie e l’introduzione di un sistema fiscale unico.

Tuttavia, tali processi, in corso da più di 20 anni, non sono ancora stati completati a causa delle divergenze di Russia e Bielorussia circa alcuni interessi strategici e di una serie di problemi economici. Tra questi rientra la richiesta di Minsk di una riduzione del prezzo del gas russo, il pagamento di una compensazione per le perdite derivanti da una manovra fiscale e l’abolizione delle restrizioni sulla fornitura dei propri prodotti al mercato russo. Per Lukashenko, se non si risolveranno tali “questioni fondamentali”, non sarà possibile firmare alcuna tabella di marcia. Ad oggi, le roadmap sono 28, di cui 21 già pronte per essere sottoscritte. A tal proposito, Putin ha dichiarato che l’integrazione deve procedere in conformità con gli interessi di entrambe le parti e “senza fretta”.

Secondo le statistiche, Mosca assorbe il 50% del commercio totale bielorusso, rivestendo il ruolo di primo partner economico del Paese, anche in materia di investimenti, con capitali per un valore di oltre 4 miliardi di dollari. Al contrario, Minsk occupa solo il quarto posto nella classifica di scambi commerciali della Federazione Russa. Lo stato avanzato delle relazioni economiche tra i due Paesi è favorito dal legame politico di Putin e Lukashenko. Dall’inizio del 2021, i capi di Stato hanno già tenuto tre incontri di persona, lo scorso 22 febbraio, lo scorso 22 aprile, e il più recente, il 28 e 29 maggio.

Tuttavia, alcuni analisti russi hanno sottolineato che, proprio quest’ultimo, si è svolto in circostanze più difficili rispetto alle solite. Il riferimento va alla pressione che sta subendo la Bielorussia a causa del dirottamento aereo del 23 maggio, il quale ha comportato la perdita di un ampio pacchetto di assistenza finanziaria da parte dell’Unione europea e il rischio di nuove sanzioni che potrebbero causare gravi danni all’economia del Paese. Ciò nonostante, Bruxelles non ha chiuso totalmente le porte a Minsk e, il 27 maggio, la Commissione europea ha elaborato un piano da 3 miliardi di euro per fornire assistenza economica alla Bielorussia qualora la nazione volesse avviare un percorso di democratizzazione.

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Mariela Langone

di Redazione