Germania: le società investono oltre 1 miliardo di euro in Russia

Pubblicato il 31 maggio 2021 alle 16:53 in Germania Russia

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La Camera di Commercio russo-tedesca ha dichiarato, lunedì 31 maggio, che, da inizio 2021, le imprese tedesche hanno investito un totale di 1,1 miliardi di euro nell’economia russa.

I suddetti valori fanno riferimento al primo trimestre del 2021, dal mese di gennaio a marzo, e indicano che i volumi d’investimento tra Mosca e Berlino non hanno risentito delle crescenti tensioni geopolitiche tra la Russia e l’Occidente, così come non sono stati danneggiati dalla pandemia. Ad esprimersi più approfonditamente sulla questione è stato il presidente del Consiglio di amministrazione della Camera di commercio tedesco-russa, Matthias Schepp, nonché delegato dell’economia di Berlino nella Federazione russa. Schepp ha affermato che il trend positivo di investimenti russo-tedeschi, evidente nel periodo pre-pandemico, continua verso la stessa direzione. A contribuirvi non sono solo i grandi progetti infrastrutturali di cooperazione energetica, quali il gasdotto Nord Stream 2 e gli impianti della tedesca Linde per il trattamento del gas, ma anche lo sviluppo tecnologico della ferrovia Siemens. Un ruolo particolarmente rilevante è svolto anche dagli investimenti della ditta automobilistica di Berlino, la Volkswagen, nelle fabbriche di produzione localizzate in Russia. Schepp ha altresì aggiunto che, negli ultimi anni, il “boom” degli investimenti ha permesso di rafforzare ulteriormente la cooperazione russo-tedesca.

Nel frattempo, è importante ricordare che, nel 2018 e nel 2019, i volumi d’investimento di Berlino a Mosca hanno raggiunto cifre record. Queste ultime, a detta degli analisti, si riconfermeranno anche nel 2021, considerando i valori che, attualmente, stanno avvalorando la storica tendenza. “È gratificante che gli investimenti tedeschi in Russia stiano riprendendo slancio poco prima dello SPIEF”, ha concluso Schepp. Si tratta del St. Petersburg International Economic Forum, un importante forum economico che, quest’anno, si terrà a San Pietroburgo dal 2 al 5 giugno.

Lo SPIEF si svolge a cadenza annuale dal 1997 e, a partire dal 2006, vi prende parte anche il presidente della Federazione Russa, Vladimir Puti. Ad intervenire nelle sessioni plenarie del forum sono stati anche il presidente della Cina, Xi Jinping,  e il segretario generale dell’ONU, Antonio Guterres, per citarne alcuni. Il forum è stato istituito con lo scopo di creare un luogo di dialogo tra i rappresentanti del mondo degli affari. Al centro della discussione vi è sempre la Russia e le questioni economiche più importanti per il Paese. Nel 2019, al forum hanno preso parte invitati provenienti da circa 145 Stati, tra cui Niger, Costa d’Avorio, Somalia. Secondo quanto reso noto dal sito web dello SPIEF, Le delegazioni più numerose sono state quelle provenienti da Cina (con 1100 membri), Stati Uniti (542), Germania (334), Gran Bretagna (312), Francia (249), Giappone (219), Svizzera (190), Italia (160) e Paesi Bassi (106).

In precedenza, nel febbraio 2020, il ministro dell’Industria e del Commercio della Federazione Russa, Denis Manturov, aveva annunciato che le aziende tedesche erano pronte a investire 530 milioni di euro per incrementare la produzione in Russia. In tale quadro, Manturov ha altresì ricordato che, negli ultimi quattro anni, gli investimenti sono quasi raddoppiati, superando i 20 miliardi di dollari.

La Germania e la Russia si trovano sullo stesso fronte per quanto riguarda la costruzione del gasdotto Nord Stream 2 che, una volta ultimato, permetterà a Mosca di raddoppiare l’export di gas verso l’Europa, fino a raggiungere un totale di 110 miliardi di metri cubi di gas all’anno. Si tratta di un progetto analogo all’esistente Nord Stream 1 e, come quest’ultimo, il fratello gemello partirà dalle coste della Russia, attraverserà il Mar Baltico, per giungere fino alla Germania, per una lunghezza di 1200 km. Ad opporsi sono principalmente gli Stati Baltici, la Polonia e l’Ucraina perché temono di perdere le entrate derivanti dai diritti di transito del gas russo a causa del collegamento diretto istituito tra Mosca e Berlino dal Nord Stream 2 che consente di bypassare i suddetti Paesi. Anche gli Stati Uniti non sono d’accordo con il completamento del progetto russo-tedesco perché temono che possa incrementare eccessivamente la dipendenza energetica dell’Europa verso la Russia, portando Mosca a una posizione di potere nel blocco. Inoltre, Washington mira a penetrare il mercato europeo con il proprio Gas Liquefatto Naturale (GNL) e teme che il gas russo possa ostacolare tale obiettivo.

 

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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