Delegazione egiziana a Gaza per consolidare la tregua

Pubblicato il 31 maggio 2021 alle 17:02 in Egitto Israele Palestina

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Una delegazione egiziana, guidata dal capo dei servizi di intelligence, Abbas Kamel, si è recata nella Striscia di Gaza, lunedì 31 maggio, nel tentativo di consolidare la tregua raggiunta da Israele e i gruppi palestinesi il 21 maggio, a seguito di un’escalation durata undici giorni. Da parte sua, il presidente dell’Egitto, Abdel Fattah al-Sisi, ha evidenziato la necessità di porre fine alle divisioni tra i gruppi palestinesi.

Si tratta della prima visita di un funzionario egiziano nell’enclave dal 2017. Il giorno precedente, il 30 maggio, Kamel è stato in Israele, dove ha tenuto un incontro con il premier Benjamin Netanyahu, e il ministro della Difesa, Benny Gantz, con cui ha discusso di questioni riguardanti la sicurezza regionale e dei modi per impedire al gruppo palestinese Hamas di usufruire degli aiuti destinati alla popolazione civile per rafforzare le proprie capacità. Nella medesima giornata del 30 maggio, il capo dell’intelligence ha altresì incontrato, a Ramallah, il presidente dell’Autorità palestinese, Mahmoud Abbas, a cui ha consegnato un messaggio di al-Sisi, in cui Il Cairo avrebbe ribadito il proprio sostegno alla popolazione palestinese.

Al suo arrivo a Gaza, Kamel è stato accolto con favore dalla popolazione locale, sebbene siano state dispiegate forze di sicurezza e chiuse alcune strade. Tra i primi leader incontrati vi è stato il capo di Hamas a Gaza, Yehya al-Sinwar, che, secondo un funzionario locale, in condizioni di anonimato, mira a esortare Il Cairo ad esercitare pressione su Israele, affinchè questo ponga fine elle proprie azioni contro la popolazione palestinese a Gerusalemme e nel quartiere di Sheikh Jarrah.

I colloqui del 31 maggio si sono concentrati su alcune questioni specifiche, prima fra tutte la tregua a Gaza e la ricostruzione dell’enclave. L’attenzione è stata poi rivolta alla riconciliazione tra i movimenti palestinesi Hamas e Fatah e allo scambio di prigionieri con Israele, sebbene, per Hamas, quest’ultimo punto debba essere separato dagli altri. Al contempo, da parte egiziana potrebbe essere annunciata una donazione per costruire una città residenziale nel centro della Striscia, nel quadro dei finanziamenti, da 500 milioni di dollari, stanziati da al-Sisi.

L’escalation a Gaza ha avuto inizio quando, il 10 maggio, dopo giorni di tensioni, Hamas ha avvertito il governo di Tel Aviv che avrebbe avviato un attacco su larga scala qualora le forze israeliane non si fossero ritirate dalla Spianata delle Moschee e dal monte del Tempio, oltre che dal compound di al-Aqsa, entro le 2:00 del mattino. Alla luce della mancata risposta da parte israeliana, il gruppo ha iniziato a lanciare razzi contro Gerusalemme già dalla sera del 10 maggio e, nel corso dei giorni successivi, le offensive sono proseguite con attacchi da ambo le parti. Dopo 11 giorni di combattimenti, alle 2:00 di mattina del 21 maggio è entrato in vigore a Gaza un cessate il fuoco, mediato dall’Egitto, che sembra essere tuttora rispettato.

Secondo quanto riferito dall’alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Michelle Bachelet, il proprio ufficio ha verificato la morte di 270 palestinesi a Gaza, in Cisgiordania e Gerusalemme Est, inclusi 68 bambini, durante le violenze scoppiate tra il 10 e il 21 maggio. I razzi di Hamas, invece, hanno causato il decesso di 10 israeliani e un cittadino straniero. Parallelamente, 57 scuole, 9 ospedali e 19 centri di assistenza sanitaria di base sono stati completamente o parzialmente danneggiati. A fronte di ciò, è stato lanciato un appello per raccogliere 95 milioni di dollari per sostenere la popolazione palestinese a Gaza e in Cisgiordania. Al contempo, secondo funzionari palestinesi, i costi di ricostruzione a Gaza ammontano a decine di milioni di dollari. A detta del Ministero degli alloggi di Gaza, 1.500 unità abitative sono state completamente distrutte, mentre altre 1.500 sono state danneggiate in modo permanente e 17.000 hanno subito danni parziali. Un funzionario del Ministero ha stimato il costo della ricostruzione in 150 milioni di dollari. 

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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