Ministro degli Esteri israeliano visita l’Egitto, funzionario egiziano nei territori palestinesi

Pubblicato il 30 maggio 2021 alle 17:07 in Egitto Israele Palestina

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Il ministro degli Esteri israeliano, Gabi Ashkenazi, è arrivato al Cairo, il 30 maggio, per incontrare il suo omologo egiziano, Sameh Shoukry, per stabilire un cessate il fuoco permanente tra Hamas e Israele nella Striscia di Gaza. Nella stessa giornata, il capo dell’intelligence egiziana, Abbas Kamel, visiterà i territori palestinesi e Israele, come confermato dal ministro degli Affari Civili dell’Autorità Palestinese, Hussein al-Sheikh.

La notizia della sua visita in Egitto è stata diffusa da Ashkenazi stesso, il quale, tramite il proprio profilo Twitter, ha sottolineato che quella del 30 maggio è stata la prima visita di un ministro degli Esteri israeliano nel Paese Nord-africano negli ultimi 13 anni. Ashkenazi ha quindi affermato che con Shoukry parlerà del cessate il fuoco permanete con Hamas e di un meccanismo con al centro la comunità internazionale per fornire aiuti umanitari e per favorire la ricostruzione nella Striscia di Gaza. Infine, il ministro israeliano ha espresso il totale impegno del proprio governo a rimpatriare i prigionieri israeliani catturati da Hamas. Parallelamente ad Ashkenazi, anche il leader di Hamas, Ismail Haniyeh, sarà al Cairo il 30 maggio, secondo quanto dichiarato da funzionari egiziani ad AFP, citata da The New Arab.

Nella stessa giornata della visita israeliana al Cairo, il capo dell’intelligence egiziana Kamel visiterà Israele e i territori palestinesi. Sempre secondo le stesse fonti egiziane, il presidente dell’Egitto, Abdel Fattah al-Sisi, avrebbe incaricato Kamel di parlare con il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, e le autorità competenti di un cessate il fuoco permanente e degli ultimi sviluppi sulla questione palestinese. Oltre a questo, Al-Sisi avrebbe anche chiesto Kamel di facilitare la risoluzione delle divisioni politiche interne alla fazione palestinese tra Hamas e Al-Fatah.

L’Egitto ha mediato il cessate il fuoco attivo dal 21 maggio scorso e indetto tra Israele e Hamas dopo le ultime violenze tra le parti, iniziate il precedente 10 maggio. Queste ultime erano nate in seguito a giorni di tensione tra le parti a Gerusalemme Est, avvenute in più luoghi sacri della zona. In particolare, il 10 maggio, le forze israeliane avevano preso d’assalto la moschea di Al-Aqsa e avevano ricevuto un avvertimento da Hamas che aveva annunciato un attacco su larga scala se le forze israeliane non si fossero ritirate dalla Spianata delle Moschee, dal monte del Tempio e dal compound della moschea entro le 2:00 del mattino. Vista la mancanza di una risposta da parte di Israele, Hamas aveva iniziato a lanciare razzi contro Gerusalemme già dalla sera del 10 maggio e ha continuato anche nei giorni successivi. Agli attacchi del gruppo palestinese ha immediatamente fatto seguito la risposta israeliana. Lo scorso 20 maggio, Israele e Hamas hanno confermato di aver indetto un cessate il fuoco a partire dalle 02:00 del 21 maggio che, ad oggi, è ancora in vigore e che è stato mediato dall’Egitto.

Gli scontri hanno causato 248 vittime palestinesi, di cui 66 bambini, e 12 israeliane, di cui 2 bambini. Secondo The New Arab, solamente in Cisgiordania, sarebbero stati 25 i palestinesi che hanno perso la vita. Oltre a questo, funzionari palestinesi hanno dichiarato che i costi di ricostruzione saranno di decine di milioni di dollari. L’Egitto si è impegnato a fornire aiuti umanitari e 500 milioni di dollari per gli sforzi di ricostruzione inviando aziende egiziane.

I palestinesi rivendicano il proprio diritto sulla Cisgiordania, Gerusalemme Est e la Striscia di Gaza, aree che sono state loro sottratte da Israele in seguito alla guerra dei sei giorni, avvenuta nel 1967. Il 20 agosto 1993, la conclusione degli accordi di Oslo aveva portato alla creazione dell’Autorità Palestinese dell’anno successivo e aveva previsto per i territori contesi una soluzione a due Stati con un’unica capitale, Gerusalemme, divisa in due parti, per risolvere le dispute tra Israele e Palestina. In tale contesto, nel 2007, Hamas, che è un’organizzazione palestinese considerata terroristica da alcuni Paesi, tra cui Israele e gli USA, ha preso il controllo della Striscia di Gaza dopo aver sconfitto le forze fedeli al presidente dell’Autorità palestinese, Mahmoud Abbas, in un breve conflitto che fece seguito alla vittoria elettorale di Hamas sul partito Al-Fatah alle elezioni svoltesi nei territori palestinesi nel 2006.

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Camilla Canestri

di Redazione

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