Brasile: proteste contro Bolsonaro

Pubblicato il 30 maggio 2021 alle 19:31 in America Latina Brasile

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Decine di migliaia di manifestanti si sono riversati per le strade delle principali città brasiliane il 29 maggio, per chiedere l’impeachment del presidente brasiliano, Jair Bolsonaro, a causa della gestione della pandemia da parte del suo governo, ritenuta inadeguata.

Come riferito dalla CNN, le manifestazioni sono state le più ampie proteste contro Bolsonaro organizzate dall’inizio della pandemia. In alcune tra le principali città del Paese, quali San Paolo, Rio de Janeiro e Brasilia la popolazione ha chiesto sia l’impeachment del presidente, sia un miglior accesso ai vaccini contro il coronavirus. La CNN ha affermato che molti manifestanti non sembravano rispettare le pratiche del distanziamento sociale ma la maggior parte dei partecipanti avrebbe indossato le mascherine. Tra i cartelli esposti, alcuni hanno descritto la risposta di Bolsonaro alla pandemia un “genocidio”.

Il presidente Bolsonaro ha più volte ridimensionato la gravità della pandemia durante la prima fase della sua diffusione, definendo il coronavirus “un’influenza” e, sempre secondo la CNN, ha limitato gli sforzi per implementare misure di distanziamento sociale o lockdown. Al momento, il Senato del Brasile sta conducendo un’indagine sulla gestione della pandemia da parte di Bolsonaro avviata il 13 aprile scorso. Il giorno dopo, Bolsonaro aveva dichiarato che il Paese fosse “una polveriera” a causa delle misure restrittive adottate da governatori e sindaci per cercare di prevenire e contrastare la diffusione della pandemia.

Le proteste del 29 maggio sono rimaste in larga parte pacifiche ad eccezione della città di Pernambuco che è il capoluogo dello Stato di Recife, dove la polizia ha usato proiettili di gomma contro i manifestanti, gas lacrimogeni e spray al peperoncino per disperdere le folle. La vice governatrice di Pernambuco, Luciana Santos, ha dichiarato di non aver dato l’ordine di allontanare i manifestanti e ha annunciato l’avvio di un’indagine sulle strategie implementate dalla polizia. Intanto il governatore, Paulo Camara, ha sospeso il comandante della polizia e gli agenti coinvolti fino alla fine delle investigazioni.

Le ultime proteste in Brasile sono nate in seguito all’organizzazione di un corteo di migliaia di motociclisti capeggiati da Bolsonaro a Rio de Janeiro, il 23 maggio scorso. L’ufficio del sindaco di Rio de Janeiro aveva stimato che avessero partecipato tra le 10.000 e le 15.000 persone all’evento. In tale occasione, Bolsonaro si era espresso contro le misure restrittive e i suoi sostenitori gli avevano chiesto di rovesciare la Corte suprema. Quest’ultima aveva dato potere ai governatori locali e ai sindaci di attuare misure per prevenire la diffusione del virus.

Il Brasile potrebbe essere di fronte ad una terza ondata di contagi, secondo la CNN, avendo registrato 79.670 casi di contagio e 2.012 decessi in 24 ore, il 29 maggio. Al 30 maggio, il Brasile ha totalizzato 16.391.930 infezioni e 459.045 vittime. In merito alle vaccinazioni, al 21 maggio, il Paese ha somministrato in totale 55.119.867 dosi su una popolazione di 221 milioni di persone circa della quale è stato vaccinato completamente il 9,4%.

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Camilla Canestri

di Redazione

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