Yemen: sventati attacchi Houthi nel Mar Rosso e in Arabia Saudita

Pubblicato il 29 maggio 2021 alle 19:27 in Arabia Saudita Yemen

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La coalizione di Stati guidati dall’Arabia Saudita, intervenuta nel conflitto in Yemen il 26 marzo 2015, ha comunicato di aver sventato un attacco “imminente” dei ribelli sciiti Houthi nel Mar Rosso, il 29 maggio. La sera prima, la coalizione aveva già dichiarato di aver intercettato e distrutto droni carichi di esplosivi diretti verso l’Arabia Saudita e lanciati dagli Houthi.

Nel caso del Mar Rosso, il 29 maggio, la coalizione ha affermato di aver individuato due imbarcazioni cariche di trappole esplosive e pilotate da remoto di fronte al porto yemenita di Al-Salif, nel governatorato occidentale di Hodeidah. La coalizione è riuscita a sventare l’attacco imputato agli Houthi prima che venisse perpetrato e ha dichiarato che i ribelli sciiti stanno continuando a minacciare le linee marittime e il commercio internazionale. Il governatorato di Hodeidah, in particolare era stato indicato come area soggetta a un cessate il fuoco in base all’accordo di Stoccolma, del 13 dicembre 2018, contratto tra il governo del presidente yemenita, Rabbo Mansour Hadi, e i ribelli Houthi.

Per quanto riguarda il Sud dell’Arabia Saudita, il 28 maggio, la coalizione ha affermato che un drone carico di esplosivi lanciato dagli Houthi contro l’Arabia Saudita è stato intercettato e distrutto. In tal caso, la coalizione ha dichiarato che i ribelli sciiti dello Yemen stanno continuando a lanciare aggressioni contro i civili e, per questo, il gruppo guidato da Riad sta adottando “misure operative” per proteggere la popolazione da tentativi di ostilità.  Dall’inizio del 2021, gli Houthi hanno intensificato gli attacchi contro l’Arabia Saudita, utilizzando missili e droni e cercando di colpire aree ad uso civile e infrastrutture energetiche.

Gli ultimi attacchi lanciati dai ribelli sciiti sono arrivate dopo che, lo scorso 20 maggio, gli Stati Uniti avevano imposto sanzioni contro due comandanti militari delle milizie Houthi, Muhammad Abd Al-Karim al-Ghamari, capo di Stato Maggiore degli Houthi, e Youssef al-Madani, un altro comandante definito rilevante, entrambi inclusi nella lista Specially Designated Global Terrorist (SDGT). Il 23 maggio successivo, gli Houthi avevano quindi minacciato di colpire obiettivi “inaspettati” all’interno dei Paesi “aggressori”.

In Yemen, è in corso una guerra civile, descritta dall’Onu come la peggior crisi umanitaria al mondo, da quando i ribelli sciiti Houthi hanno iniziato a combattere per il controllo sulle regioni meridionali del Paese. Il 21 settembre 2014, sostenuti dal precedente regime del defunto presidente Ali Abdullah Saleh, gli Houthi avevano effettuato un colpo di Stato che aveva consentito loro di prendere il controllo delle istituzioni statali nella capitale Sana’a, ancora sotto il loro controllo. Il presidente legittimo Hadi era stato inizialmente messo ai domiciliari presso la propria abitazione nella capitale e, dopo settimane, era riuscito a fuggire, recandosi dapprima ad Aden, attuale sede provvisoria del governo yemenita riconosciuto a livello internazionale, e poi in Arabia Saudita, dove risiede tutt’ora.

Hadi è sostenuto da una coalizione di Stati guidata da Riad che comprende l’Arabia Saudita, gli Emirati Arabi Uniti, il Sudan, il Bahrain, il Kuwait, il Qatar, l’Egitto, il Marocco, la Giordania e il Senegal. I ribelli sciiti Houthi sono sostenuti, invece, dall’Iran e dalle milizie libanesi filo-iraniane di Hezbollah.

Questi ultimi, lo scorso 19 gennaio, erano stati inseriti dall’amministrazione dell’ex presidente statunitense, Donald Trump, nella lista delle organizzazioni terroristiche riconosciute dagli USA. Il successivo12 febbraio, però il governo del nuovo capo di Stato, Joe Biden, aveva annunciato di aver deciso di rimuovere ufficialmente i ribelli sciiti Houthi, anche detti Ansarallah, dalla lista delle organizzazioni terroristiche straniere e da quella degli SDGT a partire dal successivo 16 febbraio, specificando che avrebbero classificato i responsabili degli attacchi missilistici contro l’Arabia Saudita come terroristi individualmente.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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