Mali: il colonnello Goita è il nuovo presidente

Pubblicato il 29 maggio 2021 alle 9:11 in Africa Mali

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Il colonnello Assimi Goita è stato nominato presidente ad interim del Mali, il 28 maggio, e ha annunciato che il primo ministro dell’esecutivo transitorio sarà un membro dell’opposizione appartenente al Movimento del 5 giungo (M5-RFP), composto da rappresentanti della società civile.

La Corte costituzionale del Mali ha nominato Goita  presidente ad interim per “guidare il processo di transizione verso la propria conclusione”. L’istituzione ha annunciato di aver preso tale decisione visto che il ruolo di presidente era rimasto vacante in seguito alle dimissioni dell’ex presidente ad interim, Bah Ndaw. Il neo-presidente, poi, del Mali ha comunicato il suo nuovo incarico durante un incontro con esponenti politici e della società civile del Paese nella capitale Bamako.

Lo scorso 24 maggio, i militari, guidati da Goita, avevano arrestato Ndaw e il primo ministro Moctar Ouane i quali sono stati rilasciati dopo aver presentato le dimissioni dai rispettivi incarichi il successivo 27 maggio. Il giorno dopo, Goita ha dichiarato che l’Esercito è dovuto intervenire, essendo stato costretto a scegliere tra “disordini o coesione” all’interno delle forze di difesa e sicurezza, e ha annunciato che “entro pochi giorni” sarà nominato anche un primo ministro. Goita ha quindi chiesto sostegno affermando che quest’ultimo ruolo sarà assegnato ad un membro dell’opposizione appartenente allo M5-RFP. Rivolgendosi al gruppo, Goita ha affermato: “O accettiamo di unirci per salvare il nostro Paese, o lanciamo guerre clandestine e falliremo tutti”.

Secondo The New Arab, Goita vorrebbe nominare un membro dello M5-RFP per alleviare le pressioni sull’Esercito, così come le critiche interne e internazionali. Da parte sua, il movimento, che era stato escluso dall’esecutivo transitorio di Ndaw, sembrerebbe disposto a collaborare con i militari. In particolare, il portavoce dello M5-RFP, Jeamille Bittar, il 28 maggio, ha affermato che proporrà Choguel Maiga come primo ministro, dichiarando che sia necessario unirsi per il nuovo governo.

A livello internazionale, l’instabilità politica del Mali ha messo in allerta i Paesi della regione che hanno messo in campo vari sforzi per ridimensionare la crisi nel Paese e chiedere la transizione verso un governo civile. Secondo quanto riferito da fonti diplomatiche a The New Arab, le quindici Nazioni della Comunità economica degli Stati dell’Africa Occidentale (ECOWAS) organizzeranno un incontro il 30 maggio nella capitale del Ghana, Accra, per discutere degli ultimi eventi in Mali. L’ECOWAS ha messo in guardia i leader del Paese sulla possibilità di nuove sanzioni, così come hanno fatto Stati Uniti e Francia.

Intanto, il 28 maggio, alcune centinaia di cittadini del Mali hanno manifestato a Bamako esprimendo sostegno per i militari e, in alcuni casi, chiedendo anche legami più stretti con la Russia, a discapito della Francia. A tal proposito, nella stessa giornata, il Ministero Affari Esteri di Mosca aveva elogiato la liberazione di Ndaw e Ouane e aveva invitato il Mali ad indire elezioni democratiche.

Ndaw e Ouane erano a capo di un governo transitorio istituito in seguito al colpo di Stato miliare che aveva portato alle dimissioni dell’ex-presidente del Mali, Ibrahim Boubacar Keita, il 19 agosto 2020, dopo mesi di proteste popolari nel Paese contro il suo governo. L’esecutivo con a capo Ndaw e Ouane era stato istituito il 5 ottobre 2020, aveva il compito di guidare il Paese a nuove elezioni che avrebbero ripristinato un governo civile entro diciotto mesi ed era contrassegnato dalla presenza di più figure legate all’Esercito in posizioni dominanti. Il nuovo presidente del Mali Goita è stato il leader del colpo di Stato e, durante la presidenza di Ndaw, ha ricoperto il ruolo di vice presidente.

Prima del colpo di Stato, in Mali erano in corso da mesi manifestazioni e proteste che chiedevano le dimissioni dell’ormai ex-presidente per casi di corruzione e per il progressivo peggioramento delle condizioni di sicurezza in molte aree del Paese. Il 5 giugno, 2020, in seguito alla diffusione dei risultati elettorali delle votazioni del precedente 19 aprile, che avevano assegnato al partito del presidente in carica, il Raggruppamento per il Mali (Rpm), la vittoria, nonostante le votazioni fossero state organizzate in condizioni dubbie e precarie, la popolazione era scesa in strada e aveva intensificato le proteste. Da tale evento era nato il Movimento del 5 giungo (M5-RFP) costituito da leader religiosi, politici e da personaggi della società civile. L’intervento dei militari ha poi portato al colpo di Stato del 18 agosto, che ha rovesciato il presidente Keita. 

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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