USA-Russia: Microsoft accusa Mosca di un nuovo attacco informatico

Pubblicato il 28 maggio 2021 alle 9:06 in Russia USA e Canada

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La Microsoft ha accusato, la sera del 27 maggio, un’organizzazione informatica associata alla Russia, Nobelium, di essere responsabile per un nuovo attacco informatico contro numerose agenzie governative. Gli hacker si sarebbero inseriti nei sistemi delle società servendosi di un account e-mail dell’Agenzia Statunitense per lo Sviluppo Internazionale (USAID).

Il vice-presidente della Microsoft, Tom Burt, ha reso noto che l’attacco avrebbe preso di mira circa 3.000 account di posta elettronica di oltre 150 organizzazioni. Almeno un quarto di queste sarebbe impegnato in questioni umanitarie volte a promuovere il rispetto per i diritti umani. Le vittime del cyber-attack si troverebbero in circa 24 Paesi diversi, ha riferito Burt, senza chiarire se i tentativi hanno consentito agli hacker di accedere ad informazioni riservate. Grazie al software di Microsoft, gran parte degli attacchi sono stati bloccati automaticamente e l’azienda ora sta informando tutti i clienti coinvolti.

Il vice-presidente della società informatica ha altresì affermato che il gruppo Nobelium sarebbe lo stesso dietro gli attacchi che hanno colpito la SolarWinds, il 13 dicembre 2020. È importante sottolineare che il cyber-attack del 27 maggio giunge tre settimane prima del primo vertice transatlantico tra i presidenti di Russia e Stati Uniti, rispettivamente Vladimir Putin e Joe Biden, calendarizzato per il 16 giugno a Ginevra. L’incontro è da collocare in un momento di forte tensione nelle relazioni bilaterali tra Mosca e Washington a causa di divergenze su diverse questioni internazionali, tra cui la scarcerazione dell’oppositore russo Alexey Navalny

L’episodio più recente che ha visto la Russia come presunta protagonista di crimini informatici è avvenuto il 13 maggio, quando il Dipartimento di Polizia degli USA ha subito un massiccio furto di informazioni, dopo aver rifiutato di soddisfare le richieste di ransomware russo, collegato ad un gruppo noto come Babuk. Quest’ultimo episodio arriva a seguito di un altro cyberattacco, effettuato il 7 maggio, che ha profondamente scosso gli Stati Uniti. Un’organizzazione associata alla Russia, nota con il nome di DarkSide, è stata accusata, il 10 maggio, di essere responsabile di un attacco informatico che ha bloccato la Colonial Pipeline, una delle maggiori società petrolifere statunitensi. L’episodio ha provocato una carenza di benzina e una corsa agli acquisti in alcune parti del Sud-Est degli Stati Uniti e la produzione è ripresa, seppur lentamente, solo il 12 maggio. Il giorno successivo, il 13 maggio, il presidente Joe Biden ha confermato che l’attacco informatico proveniva dalla Russia.

Sullo sfondo dei crescenti attacchi informatici russi, spesso diretti agli Stati Uniti, l’agenzia di Stampa Bloomberg ha reso noto, il 16 aprile, che l’amministrazione presidenziale intende imporre una nuova ondata di sanzioni contro la Russia per i suoi crimini informatici. Ad essere aggiunti nella lista nera di Washington potrebbero essere 10 persone fisiche e 20 entità giuridiche.

Nonostante le tensioni degli ultimi mesi, di recente, Stati Uniti e Russia stanno cercando rilanciare il dialogo bilaterale. Un primo incontro di alto livello tra le due nazioni si è tenuto, il 20 maggio, a Reykjavik, a margine della riunione ministeriale del Consiglio Artico. In tale occasione, il ministro degli Esteri della Federazione Russa, Sergey Lavrov, e il segretario di Stato degli USA, Anthony Blinken, hanno affrontato i temi della questione nucleare nella penisola coreana, del rinnovo del Joint Comprehensive Plan of Action (JCPOA), altresì noto come accordo sul nucleare iraniano, e degli obiettivi di stabilità strategica.

Successivamente, il 24 maggio, il segretario del Consiglio di Sicurezza di Mosca, Nikolai Patrushev, e il consigliere nazionale per la sicurezza di Washington, Jake Sullivan, si sono riuniti a Ginevra per approfondire alcune questioni di stabilità strategica e la normalizzazione delle relazioni russo-americane. Entrambi gli incontri sono stati definiti “costruttivi” dalle parti interessate e fondamentali per “comprendere al meglio le reciproche posizioni”.

I rapporti tra Russia e Stati Uniti, fondamentali per la sicurezza e la stabilità globale, stanno attraversando un periodo difficile a causa dei diversi approcci delle due Nazioni a una serie di importanti questioni internazionali, tra cui la situazione in Medio Oriente, in particolare riguardo la Siria, l’Afghanistan, l’Ucraina e il Donbass. Un altro punto di attrito include gli accordi sul nucleare e sul controllo degli armamenti. Nonostante l’amministrazione Biden abbia approvato, il 3 febbraio scorso, il rinnovo del Trattato New START sulla riduzione degli arsenali nucleari, Washington si è ritirata dal Trattato sui Cieli Aperti il 22 novembre 2020, citando presunte violazioni di Mosca. Da parte sua, la Russia ha altresì annunciato, lo scorso 15 gennaio, la volontà di uscire dall’accordo, significativamente compromesso dall’assenza degli USA, e Putin ha presentato alla Camera Bassa del Parlamento russo, l’11 maggio, un disegno di legge che denuncia il Trattato sui Cieli Aperti per via del ritiro unilaterale degli Stati Uniti. Più tardi, il 27 maggio, gli Stati Uniti hanno informato la Federazione Russa che il Paese non intende far ritorno al suddetto Trattato a causa dell’assenza di progressi di Mosca nell’adottare misure per evitare la violazione dell’accordo multilaterale.

 

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione