Russia-Yemen: summit tra ministri degli Esteri a Sochi

Pubblicato il 28 maggio 2021 alle 12:33 in Russia Yemen

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Il ministro degli Affari Esteri dello Yemen, Ahmad Awad bin Mubarak, si è recato, il 26 maggio, a Sochi, in Russia, per incontrare l’omologo, Sergey Lavrov e per discutere della situazione di crisi nel Paese Mediorientale.

Nel corso della conferenza stampa congiunta, il ministro yemenita ha rivelato che, nell’ultimo periodo, le relazioni bilaterali con la Russia si sono intensificate con lo scopo di stabilizzare la situazione di crisi nel Paese. Lavrov e Mubarak hanno dichiarato di aver discusso della situazione politico-militare in Yemen, ponendo l’accento sull’importante ruolo svolto dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

In generale, durante il vertice, i rappresentanti dei due Paesi hanno sottolineato la necessità di avviare negoziati di pace tra le parti belligeranti al fine di cessare le ostilità e garantire la stabilità a lungo termine nella Repubblica. Con tale scopo, Russia e Yemen hanno affermato di voler creare un format per avviare un dialogo nazionale in cui tutte le principali forze politiche del Paese possano esplicitare le proprie preoccupazioni e le questioni per essi rilevanti.

Lavrov si è anche espresso in relazione al blocco aereo, navale e terrestre imposto allo Yamen dalle forze di coalizione, sin dal marzo 2015, ribadendo la necessità di revocarlo. Tale misura ha rappresentato una delle principali cause della catastrofe umanitaria perché impedisce l’arrivo degli aiuti nel Paese. Al fine di risolvere tale situazione, il ministro russo ha altresì posto l’accento sulla necessità di adottare altre misure pratiche per assistere la popolazione civile. La Russia ha affermato che continuerà ad aiutare “in ogni modo possibile” lo Yemen ad uscire dalla crisi che si ripercuote anche sui Paesi limitrofi. Infine, Lavrov e Mubarak hanno riaffermato la reciproca disposizione a riprendere pienamente, dopo la normalizzazione della situazione nello Yemen, i legami tradizionalmente amichevoli russo-yemeniti in ambito commerciale, culturale e umanitario.

Lo Yemen è stato teatro di disordini a partire dal 2011, quando è stato rovesciato il governo del presidente Ali Abdullah Saleh, il quale aveva governato per 33 anni. La crisi si è poi trasformata nella guerra tra due fazioni. Da una parte ci sono i ribelli sciiti Houthi, appoggiati dall’Iran, sul fronte opposto, vi è il governo di Hadi, supportato da una coalizione araba guidata dai sauditi, che è stata sostenuta dagli Stati Uniti. La guerra continua a causare la “peggiore crisi umanitaria del mondo”, secondo le Nazioni UniteLa crisi yemenita è scoppiata a seguito del colpo di stato Houthi del 21 settembre 2014. Da gennaio 2020, le tensioni si sono particolarmente acuite presso i fronti Settentrionali e Nord-Occidentali, tra cui Ma’rib. Qui, dalla prima settimana di febbraio 2021, gli Houthi hanno lanciato una violenta offensiva, tuttora in corso, volta a conquistare una regione ricca di risorse petrolifere e che consentirebbe loro di completare i propri piani espansionistici nel Nord dello Yemen. Al momento, però, non sono stati registrati risultati significativi, mentre il peggioramento della situazione umanitaria desta preoccupazione a livello internazionale. Gli Houthi hanno provato ad avanzare verso l’Ovest del governatorato, a circa 10 km dal centro della città, ma hanno incontrato la resistenza dell’esercito yemenita, coadiuvato dalla coalizione a guida saudita. Quest’ultima è intervenuta nel conflitto il 26 marzo 2015, e vede la partecipazione di Emirati Arabi Uniti, Sudan, Bahrain, Kuwait, Egitto e Giordania. 

Quanto alle relazioni tra Russia e Yemen, dopo la Guerra Fredda queste andarono incontro a una fase di stallo. Tuttavia, il desiderio del Cremlino di tornare nello Yemen è riemerso, nel 2009, quando il Paese ha dichiarato di voler stabilire una base militare nel Paese, nelle vicinanze dello stretto di Bab al-Mandab. Quest’ultimo è di strategica importanza sia perché collega il Mar Rosso al Golfo di Aden sia perché vi transita il 18% del petrolio del Golfo. La posizione strategica dello Yemen, che si affaccia sullo stretto di Bab al-Mandab è il motivo principale alla base dell’interesse russo nella regione. Il Paese rappresenta per il Cremlino una componente imprescindibile per far sì che Mosca incrementi la sua presenza nella regione del Mar Rosso. Questo è stato dimostrato quando, il 10 dicembre 2020, la Russia ha stretto accordi con il Sudan per la realizzazione di una base navale sulla costa.

 

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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