La reazione della Russia al rifiuto degli USA di tornare al Trattato sui Cieli Aperti

Pubblicato il 28 maggio 2021 alle 12:02 in Russia USA e Canada

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Il Ministero degli Affari Esteri della Federazione Russa ha commentato, venerdì 28 maggio, il rifiuto di Washington di rientrare a far parte del Trattato sui Cieli Aperti, affermando che tale decisione potrebbe ridurre la possibilità di rilanciare il dialogo transatlantico nel primo vertice presidenziale USA-Russia, calendarizzato per il 16 giugno.

Gli Stati Uniti hanno reso noto, il 27 maggio, che, a causa delle continue violazioni di Mosca delle disposizioni del Trattato, nonché la mancanza di nuove misure volte a garantire ai Paesi sottoscriventi la corretta applicazione del documento da parte della Russia, non intendono tornare a farne parte. Il Cremlino, in risposta, ha contestato la decisione di Washington, ricordando che l’accordo svolge un ruolo principe nel campo della sicurezza internazionale in virtù delle disposizioni in esso contenute. Ad intervenire nella questione è stato anche il vice-presidente del Ministero della Difesa russo, Sergey Ryabkov. Nonostante la scelta della Casa Bianca contribuisca a “creare un’atmosfera poco favorevole al dialogo”, Ryabvov ha sottolineato che la Russia, il 16 giugno, non intende discutere solamente del Trattato Open Skies ma di molte altre questioni rilevanti nel campo della sicurezza internazionale, della stabilità strategica e del controllo delle armi.

Gli Stati Uniti si sono ritirati dal Trattato sui Cieli Aperti il 22 novembre 2020 sotto l’amministrazione presidenziale dell’ex capo di Stato degli USA, Donald Trump. Tale decisione ha avuto concrete ripercussioni nel quadro della cooperazione militare internazionale e sugli equilibri mondiali, mettendo a rischio i due concetti alla base del documento, quali la fiducia e la sicurezza globale. Il ritiro unilaterale di Washington ha impedito a Mosca di sorvolare il territorio statunitense per monitorare obiettivi specificati all’interno del Trattato, ragion per cui il presidente del Paese, Vladimir Putin, ha presentato, l’11 maggio, la denuncia al documento. Successivamente, il 19 maggio, la Camera bassa dell’Assemblea Federale ha approvato l’iniziativa di Putin. Prima che la denuncia entri ufficialmente in vigore, la Camera Alta russa, anche nota come il Consiglio, dovrà esaminarla il 2 giugno.

Inizialmente, l’intesa è stata sottoscritta, il 24 marzo 1992, a Helsinki, ma è entrata in vigore 12 anni dopo, il primo gennaio 2002, quando è stato ratificato da tutte le parti. La maggior parte dei 34 Paesi che hanno aderito al documento sono europei, come la Francia, la Germania, l’Italia, ma anche il Canada. Le disposizioni del Trattato consentono ai Paesi membri di effettuare voli di ricognizione sui rispettivi territori con apparecchiature di osservazione certificate, come telecamere ottiche e infrarosse, ma anche radar a vista laterale. L’accordo, inoltre, impone un limite alla capacità hardware, ma nonostante sia inferiore alle attrezzature di intelligence militare e ai migliori satelliti spia, supera ancora ciò che può essere acquistato sul mercato commerciale aperto della fotografia satellitare. 

Il vantaggio principale del Trattato sui Cieli Aperti è che tutti i voli sono condotti apertamente e servono a incrementare la fiducia tra le parti dell’accordo. A tal fine, è previsto che un ufficiale locale salga a bordo dell’aeromobile che arriva nel Paese in cui deve volare per garantire che l’intero processo di fotografia avvenga secondo un itinerario concordato e in conformità con le disposizioni del patto. Ogni Stato ha la propria quota di volo sui propri vicini. Ad esempio, la Russia, come gli Stati Uniti, ha diritto a 42 voli all’anno. Uno dei fattori che, a detta degli osservatori internazionali, avrebbe spinto Washington a ritirarsi dal Trattato sono le “violazioni delle disposizioni” da parte di Mosca. Nello specifico, in più occasioni gli Stati Uniti hanno contestato il fatto che la Russia applicasse in modo “selettivo” l’intesa. Dal canto suo, la Federazione si è resa disponibile per discutere delle preoccupazioni dei partner in una serie di formati di piccoli gruppi ai margini della commissione consultiva Open Skies, specificando, però, che tale format sarà possibile solo dopo che gli Stati Uniti avranno ufficialmente deciso di rientrare nel Trattato.

 

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione