Russia e Pakistan avviano la cooperazione energetica con il nuovo gasdotto

Pubblicato il 27 maggio 2021 alle 10:35 in Pakistan Russia

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La Russia e il Pakistan firmeranno formalmente una versione modificata dell’accordo intergovernativo per l’ambizioso gasdotto Pakistan Stream Gas Pipeline (PSGP). Si tratta di un’opera infrastrutturale lunga 1.122 km che partirà da Port Qasim, nel Sud-Est del Pakistan, per giungere a Kasur, nel Nord-Est del Paese. A riferirlo è l’agenzia di stampa Vietnamplus, giovedì 27 maggio.

Secondo le stime ufficiali, il costo totale del progetto sarà di circa 2,25 miliardi di dollari. Tuttavia, la cifra potrebbe variare a seconda della portata del gasdotto, che sarà discussa approfonditamente a Mosca, il 28 maggio. In tale data, l’ambasciatore del Pakistan in Russia, Shafqat Ali Khan, sottoscriverà il protocollo modificato dell’accordo intergovernativo che formalizzerà il PSGP. In precedenza, il 24 maggio, il ministro degli Esteri pakistano, Makhdoom Shah Mehmood Qureshi, aveva autorizzato Ali Khan a denominare il gasdotto Pakistan Stream Gas Pipeline e a fare le veci del Dipartimento del Paese in Russia. Mosca, dall’altra parte, sarà rappresentata dal vice-ministro dell’Energia, Anatoly Yanovski. Nella versione aggiornata dell’accordo, la partecipazione azionaria del Pakistan sarà del 74%, mentre la Russia possederà il 26% delle quote. Tra gli aspetti che devono ancora essere concordati, è rilevante menzionare quello legato alla capacità totale del gasdotto, perché sarà sulla base di tale dato che dipenderà il costo del progetto. Al momento, sono tre le proposte riguardanti il diametro del gasdotto: 42, 48 e 56 pollici. Tali dettagli, tuttavia, saranno chiariti a seguito della firma.

Successivamente, a partire dal 29 maggio, le parti avranno 60 giorni di tempo per sottoscrivere l’accordo di partecipazione. Altrettanto importante è menzionare il fatto che i due Paesi dovranno costituire una società sussidiaria, della tipologia delle Special Purpose Vehicle (SPV), la quale si occuperà della messa in atto del progetto. La prima volta che Mosca e Islamabad hanno concordato e siglato l’accordo intergovernativo sul PSGP è stato il 18 novembre 2020. Tuttavia, come è stato anticipato, la firma formale del progetto verrà effettuata il 28 maggio, con un ritardo di quasi sei mesi. Secondo quanto riferito dalla stampa locale, entrambi i Paesi attribuiscono un’importanza chiave al progetto. La Russia aumenterà la propria presenza in Pakistan, attraverso aiuti economici per la costruzione del gasdotto Nord-Sud, il quale consentirà al Pakistan di incrementare i volumi di Gas Liquefatto Naturale (GLN) trasportato. Attualmente, nel territorio pakistano sono presenti due terminali di GNL. Il primo è di proprietà di Engro, una società di Islamabad, e l’altro dalla Pakistan Gas Port.

Le ambizioni energetiche del Pakistan non si fermano al nuovo progetto con la Russia. Nel Paese, secondo quanto riferito dai media locali, sono in fase di installazione altri due terminali per il trasporto di Gas Liquefatto Naturale, uno da parte di Energas e l’altro dalla società Tabeer. Grazie a queste ultime, il Paese incrementerà significativamente la propria capacità di importazione e gasificazione del GNL. Tuttavia, il gasdotto con partecipazione russa sarà cruciale per l’importazione dell’GNL rigassificato, l’RLNG, poiché il Pakistan non possiede nessun terminale in grado di farlo. Come hanno chiarito gli esperti, tali iniziative rappresentano una svolta per il Paese, caratterizzato da un forte deficit di gas. Nello specifico, la produzione locale di gas si è drasticamente ridotta, passando da 4,2 piedi cubi di gas al giorno (bcfd) a 3,2 bcfd e, per far fronte al deficit di 2,5 bcfd, Islamabad ha volto lo sguardo verso l’importazione di GNL.

È importante ricordare che recentemente, il 6 aprile, il ministro degli Esteri di Mosca, Sergey Lavrov si è recato a Islamabad per incontrare l’omologo pakistano, Shah Mahmood Qureshi, con lo scopo di rilanciare le relazioni bilaterali tra i due Paesi. Tra i fattori che hanno contributo a scalfire i rapporti Russia-Pakistan si ricorda quando, il primo ministro del Pakistan, Imran Khan, si aspettava di ricevere, il 26 settembre 2019, la visita ufficiale del presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin. Quest’ultimo, secondo la delegazione pakistana, avrebbe dovuto prendere parte ad un vertice con Pakistan, Afghanistan, Tagikistan. Tuttavia, Putin non si è recato ad Islamabad. Tale scelta è stata accolta con favore dall’India e con disappunto dal Pakistan. Come ha spiegato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, Putin non ha rifiutato la suddetta visita a Islamabad, poiché il viaggio non era mai stato incluso nell’agenda presidenziale. Secondo la stampa pakistana, per quasi un decennio, il programma di Putin non ha trovato una finestra per una visita nella capitale del Paese. Per quanto riguarda l’interesse di Mosca nella regione, è importante sottolineare che la Russia ha intensificato gli sforzi per intervenire come attore chiave nella risoluzione della crisi afghana ed ha organizzato una conferenza internazionale per discutere del conflitto in corso, il 18 marzo, a Mosca. Abdullah Abdullah, capo dell’Alto Consiglio per la Riconciliazione Nazionale di Kabul, e una squadra di 12 negoziatori del Governo afghano hanno preso parte al vertice. All’incontro erano presenti anche rappresentanti dell’ufficio politico dei talebani.

 

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione