Nigeria: affonda barcone con 180 persone a bordo

Pubblicato il 27 maggio 2021 alle 18:02 in Africa Nigeria

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Un barcone che trasportava circa 180 persone è affondato, mercoledì 26 maggio, mentre attraversava il fiume Niger, nel Nord-Ovest della Nigeria, provocando un numero ancora imprecisato di vittime. Al momento, 22 sono i sopravvissuti e 5 i morti certi. Almeno 156 persone risultano invece disperse e si teme siano annegate. 

L’incidente è avvenuto nella regione nigeriana di Kebbi. La barca di legno si è prima spezzata e poi capovolta vicino a Wara, una città sulle rive del fiume, secondo quanto riferito da Yahaya Sarki, portavoce del governatore locale. “I corpi devono ancora essere recuperati. Non possiamo accertare il numero delle vittime per ora”, ha affermato Sarki.

Uno dei sopravvissuti, Buhari Abubakar, ha dichiarato che la maggior parte dei passeggeri erano per lo più donne e bambini. L’imbarcazione viaggiava dalla regione di Niger a quella di Kebbi. Le autorità attribuiscono la causa del naufragio ad un sovraffollamento dovuto, non solo, all’alto numero di passeggeri ma anche al trasporto di sacchi di sabbia da una miniera d’oro e di diverse motociclette. La traversata viene in genere utilizzata da piccoli commercianti, venditori di cibo e minatori locali.

Il presidente nigeriano, Muhammadu Buhari, ha definito l’incidente “devastante” e ha offerto le sue condoglianze alle famiglie delle vittime. Qasimu Umar Wara, un residente della città di Wara, ha dichiarato che si prevede che altri corpi verranno trovati o rinvenuti sulla riva nei prossimi giorni. La barca era sovraccarica, ha confermato il testimone, aggiungendo: “Mio fratello è tra i dispersi. Si tratta del peggior naufragio che sia accaduto in queste acque”.

Fonti locali hanno riferito che la maggior parte dei passeggeri stava tornando a casa. Residenti di Wara hanno specificato che in molti prendono la barca di sera, viaggiano la notte e tornano la mattina. Gli incidenti in barca lungo il fiume Niger sono comuni e spesso si verificano per il sovraffollamento o per le collisioni con i tronchi degli alberi sott’acqua. Navigare di notte, non indossare giubbotti di salvataggio e sovraccaricare le barche costituiscono reati in Nigeria, ma gli operatori dei traghetti spesso ignorano le normative, dal momento che, raramente, vengono perseguiti penalmente per i decessi causati dai frequenti naufragi. Altre condizioni che spesso portano i barconi ad affondare sono la mancanza di manutenzione e il clima avverso, soprtatutto durante la stagione delle piogge.

Quello di mercoledì 26 maggio è il secondo incidente che si verifica nella regione dall’inizio di questo mese. L’11 maggio, 28 persone sono annegate dopo che la loro imbarcazione si è capovolta nello stato regionale del Niger, nel centro della Nigeria. Anche in questo caso, il mezzo era sovraccarico. Secondo i funzionari del personale di emergenza, la barca si sarebbe rotta in due dopo aver colpito un tronco durante una tempesta di vento. L’imbarcazione trasportava circa 100 persone che tornavano da un mercato locale. 

Gli incidenti hanno portato la popolazione ad esercitare maggiore pressione sulle autorità nigeriane e a cercare di convincerle ad inasprire le politiche sugli spostamenti tramite corsi d’acqua. “Chiunque voglia fare affari nel trasporto su acqua lo fa e basta. Hanno vecchie barche, non ci sono misure di sicurezza e i funzionari li controllano a malapena”, ha detto il corrispondente di Deutsche Welle dalla Nigeria, Fred Muvunyi, parlando dei criminali coinvolti in questo tipo di business. 

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Chiara Gentili

di Redazione

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