Ministro degli Esteri italiano al Gymnich di Lisbona

Pubblicato il 27 maggio 2021 alle 15:12 in Europa Italia

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Il 26 e 27 maggio, il ministro degli Esteri italiano, Luigi Di Maio, è a Lisbona per partecipare alla riunione informale dei Ministri degli Esteri dell’Unione Europea, nota come “Gymnich”. Tra i temi discussi c’è l’Africa, la situazione in Medio Oriente e nell’Indo Pacifico. 

Secondo quanto riferito da un comunicato della Farnesina, la prima sessione di lavoro, dedicata alle relazioni UE-Africa, sarà l’occasione per i ministri dei 27 Paesi di riflettere su come rafforzare il partenariato politico ed economico con i Paesi del continente africano. Inoltre, l’agenda prevede una discussione sui conflitti irrisolti nel vicinato orientale, e sugli strumenti a disposizione dell’Unione Europea per poter svolgere un ruolo positivo nel favorire la soluzione di tali crisi, in stretto coordinamento con i partner internazionali e in piena complementarietà con i negoziati in ambito dell’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE). 

La sessione conclusiva della Gymnich, infine, affronterà il tema della visione strategica dell’UE per l’Indo-Pacifico, anche in vista della missione che l’Alto Rappresentante dell’Unione, Josep Borrell, effettuerà tra pochi giorni nel Sud-Est asiatico. Inoltre, i ministri parteciperanno inoltre ad un pranzo di lavoro con il ministro degli Affari Esteri giordano, Ayman Safadi, nel quale saranno discussi i recenti sviluppi della situazione Medio Oriente. A margine delle discussioni, il ministro italiano ha previsto di tenere colloqui bilaterali con il suo omologo portoghese, Augusto Santos Silva, con il ministro degli Esteri giordano, Mulki Ayman al-Safadi, e con il Commissario Europeo per il Vicinato e l’Allargamento, Olivér Várhelyi.

Il viaggio di Di Maio a Lisbona arriva a seguito delle celebrazioni del 25 marzo per la “giornata dell’Africa”, che ricordano l’anniversario della nascita dell’Organizzazione dell’Unità Africana, fondata il 25 maggio 1963 ad Addis Abeba e diventata, dal 2002, Unione Africana. La Farnesina, a causa della situazione pandemica, ha realizzato una “mostra virtuale” finalizzata a divulgare al grande pubblico alcune delle principali opere artistiche africane custodite sia in Musei internazionali sia in Italia. L’evento, patrocinato dal Centro Internazionale di Studi per la Conservazione ed il Restauro dei Beni Culturali (ICCROM), è stato trasmesso il 25 maggio. 

In apertura di questo evento celebrativo, il ministro Luigi Di Maio ha tenuto un discorso introduttivo, seguito dall’intervento dell’Ambasciatore a Roma della Repubblica Democratica del Congo, Fidèle Sambassi Khakessa, Paese che detiene la Presidenza dell’Unione Africana per l’anno corrente. Inoltre, la vice ministra agli Esteri, Marina Sereni, ed i rappresentanti delle organizzazioni internazionali specializzate nella conservazione dei beni archeologici – il Direttore Generale dell’ICCROM, Webber Ndoro, e del Presidente di ICOMOS (Consiglio Internazionale dei Monumenti e dei Siti), Maurizio di Stefano – chiuderanno l’incontro con i loro interventi. 

Le celebrazioni si inseriscono in un clima di crescente interesse italiano per il continente africano ed in particolare per la stabilizzazione della regione del Sahel, una fascia desertica che va dalla Mauritania al Sudan, passando per Mali, Burkina Faso, Niger, Nigeria e Ciad. Il 19 e 20 maggio, il ministro della Difesa italiano, Lorenzo Guerini, si è recato in visita proprio in Mali e Niger per una serie di incontri istituzionali e per fare visita al personale militare italiano impiegato nell’ambito di missioni bilaterali e sotto egida dell’UE e dell’ONU. In tale occasione, il ministro ha ribadito l’intenzione dell’Italia di “rafforzare la sua presenza in Sahel”, sottolineando che l’area è caratterizzata dalla presenza di gruppi terroristici, che si sostengono economicamente attraverso la gestione di traffici illeciti di droga, armi ed esseri umani. Il ministro italiano ha quindi evidenziato che questi traffici sono diretti soprattutto verso l’Europa. 

In quest’ottica si inserisce la recente partecipazione dell’Italia alla Task Force Takuba, pienamente operativa entro l’estate, la cui missione sarà quella di supportare le forze di sicurezza locali nel contrasto ai crescenti fenomeni di matrice jihadista nella zona a cavallo tra i confini di Niger, Mali e Burkina Faso. L’operazione era stata istituita dalla Francia e da altri 13 Paesi europei ed è finalizzata a contrastare le attività dei gruppi armati nella regione dell’Africa occidentale e del Sahel, in coordinamento con gli eserciti del Mali e del Niger. La missione sarà composta dalle forze speciali dei diversi Stati. I Paesi coinvolti, a parte l’Italia, sono Belgio, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Francia, Germania, Paesi Bassi, Norvegia, Portogallo, Svezia e Regno Unito. In Italia, l’operazione è stata approvata con il Decreto Missioni del 16 luglio 2020, durante il governo guidato dall’ex premier Giuseppe Conte. 

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Maria Grazia Rutigliano 

di Redazione

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