La Turchia lancia “Sea Wolf 2021”, un’esercitazione navale nell’Egeo e nel Mediterraneo

Pubblicato il 27 maggio 2021 alle 19:02 in Medio Oriente Turchia

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La Marina turca sta conducendo una maxi esercitazione navale, denominata “Sea Wolf 2021”, nelle acque del Mediterraneo orientale e del Mar Egeo. Le manovre, iniziate il 25 maggio e destinate a durare fino al 6 giugno, sono state acclamate dal Ministero della Difesa nazionale, il quale ha specificato che l’iniziativa mira a testare la gestione, l’efficienza, il giudizio, la lungimiranza e le abilità decisionali delle forze navali turche.

L’esercitazione ha altresì l’obiettivo di misurare le capacità di coordinamento della Marina con le forze aeree e terrestri e con le istituzioni pubbliche. Circa 25.500 soldati, 132 navi, 10 sottomarini, 43 aerei, 28 elicotteri e 14 droni sono impegnati in simulazioni di guerra di superficie, guerra sottomarina di difesa, guerra elettronica e operazioni di salvataggio. Durante l’addestramento, un totale di 83 navi toccherà 22 porti dell’Egeo e del Mediterraneo orientale.

Le manovre si svolgeranno in tre fasi: preparazione, attività in mare aperto e nei porti. La Sea Wolf è simile all’esercitazione effettuata nel marzo 2019 e ribattezzata Blue Motherland, o “Patria blu”, come la dottrina strategica di espansione marittima sostenuta dal presidente turco Recep Tayyip Erdogan.

Secondo quanto riferito dal quotidiano Daily Sabah, nella giornata di oggi, giovedì 27 maggio, la prima nave di superficie senza equipaggio corazzata (AUSV) della Turchia ha colpito un bersaglio con precisione millimetrica nella sua prima manovra condotta nell’ambito della Sea Wolf. La notizia era stata inizialmente diffusa dal Ministero della Difesa, che ha condiviso sul suo account Twitter un filmato che mostra i tiri delle imbarcazioni. La nave, la prima del progetto ULAQ, è stata sviluppata da Ares Shipyard in collaborazione con Meteksan Defense Industry Inc., con sede ad Ankara. “Sviluppato con risorse nazionali, l’AUSV ha sparato con successo il suo primo colpo nell’esercitazione Sea Wolf 2021 e ha colpito il bersaglio con assoluta precisione”, si legge nella dichiarazione del Ministero che accompagna il video. 

L’AUSV era stata inizialmente lanciata in mare a gennaio e, a inizio maggio, è stato annunciato che era pronta a lanciare missili. La nave è il risultato di tre anni di attività di ricerca e sviluppo da parte di entrambe le società turche. Ha un’autonomia di crociera di 400 chilometri (249 miglia), una velocità di 65 km/h, capacità di visione diurna e notturna e un’infrastruttura di comunicazione crittografata nazionale. Il mezzo può svolgere compiti di ricognizione, sorveglianza, intelligence, guerra di superficie, guerra asimmetrica, scorta armata e protezione delle forze insieme alla sicurezza di strutture strategiche. Ha una capsula con quattro missili Cirit a guida laser e due lanciatori di missili anticarro a lungo raggio (L-UMTAS) guidati da laser, entrambi sviluppati da un’altra compagnia di difesa turca, la Roketsan.

Le acque del Mediterraneo orientale sono critiche perché teatro di una lunga disputa tra Turchia e Grecia. Atene e Ankara, nello specifico, hanno opinioni contrastanti per quanto riguarda i diritti di sfruttamento delle risorse di idrocarburi nella regione, non trovandosi d’accordo sul limite dell’estensione delle rispettive piattaforme continentali. Prima di essersi riavvicinate, a gennaio 2021, e aver riavviato, dopo circa 5 anni, i colloqui esplorativi per regolare la disputa sui confini marittimi, le due nazioni, che fanno entrambe parte della NATO, avevano sfiorato lo scontro militare ad agosto del 2020, dopo che la Turchia aveva inviato la sua nave da ricognizione sismica, la Oruc Reis, insieme ad una piccola flotta navale, nelle acque del Mediterraneo orientale, rivendicate dalla Grecia, per compiere le sue esplorazioni. Il governo ellenico considera quella porzione di mare come parte della sua piattaforma continentale e della sua Zona economica esclusiva (ZEE). La Turchia, tuttavia, contesta queste rivendicazioni. Sebbene le ZEE non comportino la stessa sovranità assoluta che prevedono le acque territoriali, consentono agli Stati costieri di esercitare i diritti sovrani di esplorazione e sfruttamento delle risorse minerarie, di cui il Mediterraneo orientale abbonda. La possibilità di un scontro aveva allarmato sia la NATO sia l’Unione Europea. 

Ankara dichiara di avere la costa più lunga del Mediterraneo orientale, ma sostiene che la sua zona marittima sia racchiusa in una stretta striscia di acque a causa dell’estensione della piattaforma continentale greca, caratterizzata dalla presenza di molte isole vicine alla frontiera turca. L’isola greca di Kastellorizo, che si trova a circa 2 km dalla costa meridionale della Turchia e a 570 km dalla Grecia continentale, è una delle principali fonti di frustrazione per il governo turco, che rivendica quelle acque come proprie.

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Chiara Gentili

di Redazione

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