Gaza: l’Onu chiede di raccogliere 95 milioni, il Qatar ne dona 500

Pubblicato il 27 maggio 2021 alle 17:31 in Palestina Qatar

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Le Nazioni Unite hanno lanciato un appello, giovedì 27 maggio, chiedendo 95 milioni di dollari per sostenere la popolazione palestinese a Gaza e in Cisgiordania, dopo l’escalation di undici giorni che ha visto protagonisti Israele e il gruppo palestinese Hamas. Il Qatar, da parte sua, ha promesso 500 milioni di dollari per la ricostruzione della Striscia di Gaza.

L’appello dell’Onu è giunto a quasi una settimana di distanza dall’annuncio di cessate il fuoco, entrato in vigore alle 2:00 di mattina del 21 maggio. Come affermato dal coordinatore umanitario delle Nazioni Unite per i territori palestinesi, Lynn Hastings, l’organizzazione internazionale sta tuttora esaminando le esigenze in termini di aiuti e sta valutando i danni a lungo termine per determinare la somma necessaria alle operazioni di ricostruzione. Tuttavia, al momento sono richiesti 95 milioni di dollari, per i prossimi tre mesi, per rispondere ai bisogni “immediati”, tra cui risorse alimentari, medicinali, forniture medico-sanitarie e riparazioni di infrastrutture. L’appello è giunto dopo che l’Onu ha già stanziato 22,5 milioni di dollari, provenienti da diversi fondi, per rispondere alle medesime esigenze.

Mentre Hastings ha precisato che garantire accesso a merci e personale, in entrata e in uscita da Gaza, sarà fondamentale per assicurare una via d’uscita dalla situazione attuale, l’alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Michelle Bachelet, ha esortato israeliani e palestinesi a porre fine alle operazioni che violano le norme internazionali. Tra queste sono state incluse anche le operazioni di sfratto in Cisgiordania, con riferimento a quanto accaduto nel quartiere di Sheikh Jarrah, nella Città vecchia di Gerusalemme. Al contempo, mentre è stato evidenziato che i bombardamenti contro aree residenziali potrebbero equivalere a crimini di guerra, Bachelet ha condannato il lancio “indiscriminato” del gruppo palestinese Hamas, che non fa distinzione tra aree civili o militari.

L’escalation a Gaza ha avuto inizio quando, il 10 maggio, Hamas ha avvertito il governo di Tel Aviv che avrebbe avviato un attacco su larga scala qualora le forze israeliane non si fossero ritirate dalla Spianata delle Moschee e dal monte del Tempio, oltre che dal compound di al-Aqsa, entro le 2:00 del mattino. Alla luce della mancata risposta da parte israeliana, il gruppo ha iniziato a lanciare razzi contro Gerusalemme già dalla sera del 10 maggio e, nel corso dei giorni successivi, le offensive sono proseguite con attacchi da ambo le parti. Dopo 11 giorni di combattimenti, alle 2:00 di mattina del 21 maggio è entrato in vigore a Gaza un cessate il fuoco, che sembra essere tuttora rispettato.

Il bilancio delle vittime provocate dalla campagna di bombardamenti di Israele contro la Striscia è di almeno 248 palestinesi morti, di cui 66 bambini e 39 donne. I feriti, invece, sarebbero più di 1.900. Sul fronte israeliano, l’esercito di Tel Aviv ha riferito che un soldato e 12 civili sono rimasti uccisi, mentre i propri raid avrebbero causato la morte di più di 200 combattenti di Hamas e del Movimento per il Jihad Islamico. Le autorità sanitarie della Cisgiordania, dal canto loro, hanno affermato che 31 persone sono state uccise nella regione occupata, per un totale di 279 in tutti i territori palestinesi. Al contempo, secondo funzionari palestinesi, i costi di ricostruzione a Gaza ammontano a decine di milioni di dollari.

Di fronte a tale scenario, anche il Qatar ha promesso assistenza economica. In particolare, il 26 maggio, il ministro degli Esteri qatariota, Mohammed bin Abdulrahman Al Thani, ha promesso 500 milioni di dollari per la ricostruzione di Gaza, da destinarsi sia alle infrastrutture di servizio sia alle abitazioni civili. Inoltre, Doha ha ribadito il proprio sostegno alla popolazione palestinese, affinché questa raggiunga una soluzione giusta e duratura e venga istituito uno Stato indipendente. Agli aiuti del Qatar si aggiungeranno anche quelli dell’Egitto e degli USA. Secondo quanto annunciato dal Segretario di Stato degli USA, Anthony Blinken, Washington fornirà circa 75 milioni di dollari di aiuti al popolo palestinese. Più di 5 milioni serviranno a fornire soccorsi immediati alla Striscia di Gaza, mentre 32 milioni di dollari andranno all’Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l’occupazione dei rifugiati palestinesi nel Vicino Oriente. 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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