Emirati Arabi Uniti: nessuna “misteriosa base aerea” nello stretto di Bab al-Mandeb

Pubblicato il 27 maggio 2021 alle 15:51 in Emirati Arabi Uniti Yemen

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Dopo le notizie circolate circa la costruzione di una base militare emiratina nello stretto di Bab al-Mandeb, la coalizione internazionale guidata da Riad ha affermato che non vi è alcuna presenza legata ad Abu Dhabi sulle isole di Socotra e Mayun, entrambe situate a largo delle coste dello Yemen.

In particolare, una fonte ufficiale della coalizione, giovedì 27 maggio, ha smentito la notizia, affermando che l’isola di Mayun, altresì nota con il nome di Perim, è sotto il controllo delle forze della coalizione stessa. Da qui, l’alleanza sostiene l’esercito yemenita nel far fronte alle milizie ribelli Houthi, nel garantire la sicurezza delle rotte marittime e nel supportare le truppe stanziate sulla costa occidentale dello Yemen. Attualmente, è stato poi specificato, le forze degli Emirati Arabi Uniti (UAE) coinvolte nel conflitto yemenita stanno collaborando con gli altri membri della coalizione internazionale per contrastare l’offensiva degli Houthi nel governatorato di Ma’rib, fornendo soprattutto sostegno aereo. Infine, la coalizione ha ribadito il proprio rispetto per la sovranità e l’integrità territoriale dello Yemen, ritenuto uno dei principi alla base dell’alleanza. Quest’ultima è intervenuta nel conflitto yemenita il 26 marzo 2015, fornendo sostegno all’esercito regolare affiliato al presidente Rabbo Mansour Hadi. Al momento, gli altri membri che partecipano alla coalizione, oltre a Riad e Abu Dhabi, sono il Bahrain, il Kuwait, l’Egitto, la Giordania e il Senegal.

È stata l’agenzia di stampa internazionale The Associated Press a riferire, il 25 maggio, della presenza di una “misteriosa base aerea”, in fase di costruzione, presso l’isola vulcanica di Mayun, situata in uno degli snodi marittimi più rilevanti al mondo per traffico di merci e di risorse energetiche. In particolare, immagini satellitari di Planet Labs Inc., ottenute da The Associated Press, hanno mostrato autocarri e livellatrici mentre costruivano una pista di 1,85 chilometri sull’isola, l’11 aprile. Poi, il 18 maggio, ulteriori immagini hanno dimostrato il completamento di una fase dei lavori, con tre hangar costruiti appena a Sud della pista. Considerata la lunghezza, questa può ospitare velivoli da attacco, di sorveglianza e trasporto. Anche in precedenza, verso la fine del 2016, gli UAE avevano avviato operazioni simili, successivamente interrotte nel 2017, con l’obiettivo di costruire una pista di circa 5,6 chilometri, volta ad accogliere altresì bombardieri più pesanti.

Parallelamente, funzionari militari, in condizione di anonimato, hanno rivelato ad Associated Press che navi degli UAE hanno trasportato armi, equipaggiamento e truppe sull’isola di Mayun nel corso delle ultime settimane. Inoltre, Abu Dhabi avrebbe chiesto al presidente Hadi di concedere l’isola in locazione per venti anni, ma non è chiaro se tale richiesta sia stata o meno soddisfatta. Ad ogni modo, controllare Mayun consente a chiunque di lanciare facilmente attacchi verso i territori yemeniti. Inoltre, l’isola rappresenta una base per qualsiasi operazione nel Mar Rosso, nel Golfo di Aden e nella vicina Africa orientale. Secondo un membro della società di intelligence Janes, Jeremy Binnie, stanziarsi a Mayun è indice di un obiettivo a lungo termine degli Emirati, i quali potrebbero stabilire una presenza relativamente permanente sull’isola, funzionale non solo alla crisi in Yemen, ma anche ad altre questioni regionali. Parallelamente, un senatore degli Stati Uniti, Chris Murphy, un democratico del Connecticut, ha messo in luce come stabilire una base a Mayun mostri il perdurante coinvolgimento degli UAE in Yemen. Ad ogni modo, né funzionari emiratini ad Abu Dhabi né l’ambasciata degli Emirati Arabi Uniti a Washington hanno rilasciato commenti a seguito della notizia diffusa da Associated Press.

In tale quadro, nel mese di marzo scorso, un’indagine condotta da al-Jazeera ha rivelato che gli Emirati Arabi Uniti hanno smantellato la propria base in Eritrea, nota con il nome di Assab, e hanno spostato l’equipaggiamento verso l’isola yemenita di Mayyun e la base militare di Sidi Barrani, situata a circa 95 km dal confine con la Libia, e a 240 km di distanza da Tobruk. Secondo quanto rilevato, dopo aver costruito una pista lunga 1800 metri, Abu Dhabi ha trasferito sull’isola yemenita droni e macchinari di vario tipo, provenienti proprio dal porto eritreo.  

Gli Emirati Arabi Uniti sono considerati un alleato chiave della coalizione guidata dall’Arabia Saudita. Il 26 marzo 2015, data di inizio dell’operazione “Tempesta decisiva”, poi divenuta “Restoring Hope” il 22 aprile dello stesso anno, gli UAE hanno inviato 30 aerei da combattimento, tra cui F-16, e circa 5.000 soldati. Tuttavia, risale al giugno 2019 la decisione di Abu Dhabi di ridurre il numero delle proprie truppe presso i fronti di combattimento yemeniti, rientrati ufficialmente nel Paese il 9 febbraio 2020.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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