Egitto e Stati Uniti: accordo per portare stabilità a Gaza

Pubblicato il 27 maggio 2021 alle 11:58 in Egitto USA e Canada

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Il Segretario di Stato degli USA, Anthony Blinken, è stato accolto al Cairo dal presidente egiziano, Abdel Fattah al-Sisi, il 26 maggio. Il focus dei colloqui è stato rappresentato dalle recenti tensioni tra Israele e i gruppi palestinesi, mentre è stata evidenziata la necessità di avviare le operazioni di ricostruzione nella Striscia di Gaza.

La visita di Blinken in Egitto si colloca nel quadro del tour in Medio Oriente intrapreso il 25 maggio, che l’ha visto incontrare anche il presidente dell’Autorità palestinese, Mahmoud Abbas, e il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, al fine ultimo di consolidare la tregua a Gaza, annunciata il 20 maggio, e profondere sforzi per la ricostruzione di Gaza. A tal proposito, durante la visita a Ramallah, il funzionario di Washington ha riferito che gli USA stanzieranno 5,5 milioni di dollari in aiuti immediati per la Striscia di Gaza e circa 32 milioni di dollari per l’Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l’occupazione dei rifugiati palestinesi nel Vicino Oriente. Tra le mosse future vi sarà anche l’apertura di un consolato statunitense a Gerusalemme, ritenuto essere un passo rilevante per gli USA per relazionarsi e sostenere il popolo palestinese.

Durante i colloqui con Al-Sisi, durati circa due ore, Blinken ha accolto con favore gli sforzi profusi dal Cairo per raggiungere una tregua a Gaza e ha ribadito il sostegno del proprio Paese nel consolidarla. L’Egitto, oltre ad aver mediato una tregua tra Israele e il gruppo palestinese Hamas, ha precedentemente annunciato che avrebbe stanziato 500 milioni di dollari per la ricostruzione di Gaza, attraverso progetti a partecipazione egiziana. Come affermato dal capo di Stato egiziano il 26 maggio, la recente escalation, scoppiata il 10 maggio, ha messo in luce la necessità di cooperare per rilanciare i negoziati tra israeliani e palestinesi, anche attraverso una partecipazione di Washington, che potrebbe convincere le parti a sedersi al tavolo dei negoziati. Il Cairo, dal canto suo, si è detta disposta a collaborare con gli USA in tal senso, seppur ribadendo il proprio sostegno a una soluzione giusta e inclusiva che garantisca i diritti della popolazione palestinese, in linea con i riferimenti internazionali. Anche per Blinken, israeliani e palestinesi meritano entrambi di vivere in sicurezza e l’Egitto è stato definito “essenziale” per raggiungere tale obiettivo.

A livello bilaterale, Al-Sisi ha espresso il suo entusiasmo per le relazioni di partenariato strategico tra l’Egitto e gli Stati Uniti, e il ruolo statunitense nel sostenere la sicurezza e la stabilità in Medio Oriente, mentre si è detto in attesa di rafforzare le operazioni di coordinamento e consultazione su diverse questioni politiche e di sicurezza e sui dossier regionali. A sua volta, Blinken ha affermato l’interesse del suo Paese a rafforzare le relazioni strategiche con l’Egitto, nonché a coordinarsi ulteriormente su tutte le questioni mediorientali, alla luce del “peso politico” di cui l’Egitto gode in Medio Oriente, e del suo ruolo nel favorire la stabilità nella regione.

I colloqui hanno anche affrontato la questione della lotta al terrorismo e all’ideologia estremista. Da un lato, Al-Sisi ha sottolineato “la volontà del governo e del popolo di continuare a profondere sforzi per affrontare questo flagello” e di collaborare con Washington anche in tale ambito. Dall’altro lato, Blinken, oltre ad elogiare l’Egitto per il successo raggiunto nella lotta alla minaccia terroristica, ha ribadito il sostegno del suo Paese, considerando Il Cairo un “partner fondamentale” nel far fronte al terrorismo transazionale. A livello regionale, tra i dossier discussi vi sono stati la crisi libica e la grande diga africana. Circa quest’ultima questione, l’amministrazione statunitense ha affermato di voler impegnarsi per raggiungere un accordo che preservi le risorse idriche e i diritti di sviluppo di tutte le parti coinvolte.

Il progressivo riavvicinamento tra Il Cairo e Washington, testimoniato anche dalla telefonata di Al-Sisi e il capo della Casa Bianca, Joe Biden, del 24 maggio, ha suscitato l’interesse di diversi analisti, alcuni dei quali guardano con ottimismo alla riapertura dei canali di dialogo tra i due Paesi, che potrebbe portare a risolvere diverse questioni regionali tuttora irrisolte. Secondo fonti politiche egiziane, consultate dal quotidiano al-Arab, la presidenza egiziana sembra essere fiduciosa del pragmatismo mostrato dall’amministrazione Biden e dal suo impegno nel favorire equilibrio politico, lontano da scontri. A detta delle fonti, Il Cairo potrebbe aver percepito la volontà statunitense di colmare il vuoto lasciato nella regione, il che richiede la presenza di un collaboratore, l’Egitto.

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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