La Cina realizza un’autostrada “strategica” vicino al confine con l’India

Pubblicato il 26 maggio 2021 alle 13:42 in Cina India

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La Cina ha completato la costruzione dell’autostrada Paimo, in Tibet, il 16 maggio scorso. Secondo quanto riferito da The Diplomat, il 25 maggio, la strada sarebbe un’infrastruttura strategica poiché consentirà all’Esercito popolare di liberazione (EPL) della Cina di mobilitare più velocemente soldati ed equipaggiamenti lungo la Linea di controllo effettivo (LAC), il confine de facto tra India e Cina, in caso di necessità.

L’autostrada è lunga 67,22 km e si sviluppa nella contea di Medog, dove collega le cittadine di Nyingchi, a 16 km dalla LAC, e Baibung, riducendo la distanza dagli attuali 346 km a 180 km. Il progetto è stato realizzato dal China Huaneng Group e ha richiesto un investimento totale di 2,015 miliardi di yuan. La costruzione del tratto autostradale è stata approvata per la prima volta nel 2014  e sarà l’opera sarà aperta al traffico ordinario entro la fine del 2022.

La contea di Medog si trova nella parte Sud-orientale del Tibet, nella sezione orientale della LAC, al confine con lo Stato indiano di Arunachal Pradesh dove le rivendicazioni territoriali cinesi e indiane si sovrappongono. La Cina la considera tale area, che ha un’estensione di circa 90.000 metri quadrati, parte del proprio territorio al punto che la definisce “Tibet meridionale”, mentre, per l’India, che amministra di fatto la zona, si tratta di un proprio Stato, riconosciuto come tale dal 1986.

Le dispute risalgono al 3 novembre 1914, quando, in tale territorio fu tracciata la Linea McMahon, con l’accordo di Simla firmato dall’allora amministrazione britannica dell’India e dal Tibet, la quale definiva il confine dell’India con la Cina. In seguito all’indipendenza indiana, Nuova Delhi riconobbe unilateralmente tale demarcazione ma Pechino, dal canto suo, non la ritenne mai valida, né nel 1914, né successivamente.  Fu proprio tale confine conteso a determinare lo scoppio della guerra sino-indiana del 1962, l’ultimo scontro bellico tra quelle che sono oggi diventate due Nazioni armate con mezzi nucleari. Il conflitto iniziò 10 ottobre di quell’anno e si concluse il successivo 21 novembre, con la vittoria di Pechino che sottrasse all’allora nemico parte del territorio himalayano noto come Aksai Chin. Al centro del conflitto vi era il controllo su tale area e sulla ex North East Frontier Agency, l’attuale Stato indiano dell’Arunachal Pradesh.

Lungo la LAC, sia l’India, sia la Cina stanno incrementando i rispettivi progetti infrastrutturali. A Medog, ad esempio, la Cina ha iniziato a costruire vie di comunicazione più efficienti dal 2013 rendendo più semplice l’accesso all’area. Il valore strategico dell’ultima infrastruttura deriva dal fatto che a Nyingchi sono presenti la 52esima e 53esima brigata di fanteria dell’EPL, così come un aeroporto ad uso sia civile sia militare. Per tale ragione, secondo The Diplomat, la nuova strada potrebbe essere particolarmente  strategica nel caso di ostilità tra India e Cina, velocizzando gli spostamenti dell’EPL.

La LAC è un punto cruciale nelle relazioni sino-indiane in quanto si regge su un fragile equilibrio in tutti e tre i settori in cui può essere suddivisa, ovvero quello orientale, centrale e occidentale. Nel 2020, le tensioni di confine tra gli eserciti indiano e cinese si sono riaccese in più settori della LAC. In particolare, tra il 5 e il 6 maggio 2020, si erano verificati i primi scontri fisici tra i due eserciti nella zona del passo di Nathu La, nello Stato indiano del Sikkim, nel settore centrale della LAC. Successivamente, il 15 giugno, un altro scontro era culminato nella morte di circa 20 soldati indiani nella valle di Galwan, situata tra l’area di Aksai Chin, amministrata dalla Cina, e il territorio indiano di Ladakh, nel settore occidentale della LAC. Per mesi, la Cina non aveva fornito un numero esatto dei propri caduti in tale episodio fin quando, lo scorso 19 febbraio, ha annunciato di aver perso almeno 4 uomini e di aver riportato anche un ferito grave. L’episodio è stato l’incidente che ha causato il maggior numero di vittime tra i due eserciti dal 1967, nonché la prima volta dal 1975 in cui scontri di confine sino-indiani hanno causato vittime.

In seguito, il 7 settembre, Nuova Delhi e Pechino si sono poi accusate reciprocamente di aver sconfinato nel territorio l’una dell’altra e di aver aperto il fuoco in segno di avvertimento, per la prima volta dal 1975, proprio nella zona del lago Pangong Tso, violando un  accordo firmato dalle due potenze il 29 novembre 1996 che impedisce ad entrambe di aprire il fuoco o detonare esplosivi entro 2 km dalla LAC.

Parallelamente ai momenti di tensione, da maggio, sono in corso più round di negoziati a livello militare e diplomatico per cercare di ridimensionare gli attriti lungo la LAC.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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